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LE OPERE DI VERDI
RIGOLETTO
di Paola Bellu

La
musica, nella maggior parte delle opere liriche, regala immagini ed
emozioni che spaziano tra il reale e la fantasia compiendo voli
pindarici illimitati e personali per ciascun ascoltatore. Le trame delle
opere liriche sono completamente un'altra cosa che vola invece tra
l'assurdo e il politically-incorrect, salvate solo dal fatto che nessuno
capisce bene che dicono mentre cantano. Meno male! Perché,
confessiamocelo, sono storie per la maggior parte patetiche, scontate,
edulcorate, noiose, senza capo né coda, censurate dal governo invasore
austriaco e dal Papa, con strane morali che riflettevano il momento
storico e culturale che attraversava la nazione durante quegli anni. È
un obitorio pieno di Tosche e Aide gelose e platealmente fesse che
causano la morte dell'amato e si suicidano di conseguenza. Carmen morta
perché di facili costumi, Violetta perché lo era stata in passato,
Mimì che sta male dall'inizio. Si salva solo Turandot che viene invece
premiata con l'amore eterno proprio per la sua frigidità e spietatezza.
Le poche opere che hanno trame interessanti si contano sulle dita di una
mano. Una, in particolare, è la mia preferita, musicata dal Maestro di
Busseto.
È il 1850, Verdi è impegnato con STIFFELIO per il Teatro Grande di
Trieste, mentre prepara il prossimo lavoro per la Fenice di Venezia.
Decide di usare come soggetto Le Roi s'amuse di Victor Hugo, la
storia di un re cinico e libertino che denuncia i misfatti e vizi della
nobiltà. La censura austriaca, chiaramente, boccia il progetto che
viene trasformato, per scelta di Verdi, nella storia di un grottesco
buffone alla corte del Duca di Mantova. Nasce RIGOLETTO. L'11 marzo del
1851 c'è la prima al Teatro La Fenice di Venezia, con Felice Varesi che
interpreta Rigoletto (baritono); Teresa Brambilla, Gilda
(soprano); e Raffaele Mirate, il Duca di Mantova (tenore). È un enorme
successo. Ma torniamo alla deliziosa trama da autentico thriller:
melodramma in tre atti su libretto di Francesco Maria Piave, la storia
di RIGOLETTO si svolge nella città di Mantova nel 1500. Durante una
festa alla corte del Duca di Mantova, il nobile e strafottente libertino
ci informa delle sue relazioni proibite, arrivando addirittura a
corteggiare la contessa di Ceprano davanti al marito. Il suo buffone di
corte, Rigoletto, fa il resto, ridicolizzando il cornuto conte di
Ceprano senza ritegno. Primo colpo di scena: si sparge la voce che il
bruttissimo Rigoletto ha una bellissima amante. I cortigiani e i nobili
umiliati dal buffone decidono di vendicarsi rapendo la ragazza la notte
stessa. Secondo colpo di scena: arriva nella sala il disperato conte di
Monterone che accusa il Duca di aver disonorato la giovane figlia.
Chiede aiuto per riparare almeno in parte l'onore, ma Rigoletto lo
schernisce. Ammanettato dalle guardie, il conte lancia al duca e
Rigoletto una maledizione: di passare un giorno la stessa tragedia.
Vendetta tremenda vendetta. Notte. Strada. Rigoletto incontra
Sparafucile, un killer in cerca di clienti. Il buffone non ha bisogno di
assoldare un killer, ma prende nota. Non si sa mai! Tornato a casa viene
accolto dalla dolce figlia Gilda , mentre la governante fa entrare di
nascosto nel giardino Gualtiero, un povero studente innamorato, che in
realtà è il duca (terzo colpo di scena). Proprio il duca, che aveva
visto Gilda in chiesa e che avrebbe fatto e raccontato di tutto per
possederla. Esce Rigoletto, che ordina alla governante di tenere la
figlia sotto stretta sorveglianza, e i due giovani iniziano
immediatamente a tubare, ma un rumore costringe il duca a fuggire. Sono
i cortigiani che vogliono rapire quella che pensano essere “l'amante”
e non la figlia del buffone. Il gruppo incontra il nemico-Rigoletto e
decide di punirlo fino in fondo chiedendogli aiuto, facendogli credere
che vogliono rapire la contessa di Ceprano, sua vicina di casa.
Rigoletto ci casca al punto di farsi bendare. Quando Gilda scompare,
Rigoletto si toglie la benda e capisce l'inganno. È stato colpito dalla
maledizione del conte e dalla sua stessa cattiveria. Secondo Atto:
arriva al duca la notizia del rapimento. Nel suo tipico stile amorale,
prima si dispera, poi quando i cortigiani gli dicono che la vergine,
inesperta e innamorata Gilda è nei suoi appartamenti, corre a
disonorarla. Arriva Rigoletto in cerca della figlia e viene preso in
giro da tutti i cortigiani: è lui ora a subire ed è proprio un
calvario. Si scusa, li supplica di ridargli la figlia, ma quando la
trova è troppo tardi. L'onore è andato. Rigoletto giura di vendicarsi,
proprio mentre il conte di Monterone viene scortato verso il carcere.
Vendetta tremenda vendetta. Terzo Atto: notte, bufera, sulla sponda del
fiume vediamo un'osteria a due piani. Gilda e Rigoletto sono nascosti
fuori. Al primo piano c'è Sparafucile, assoldato dal buffone per
uccidere il duca, ma questo, Gilda, non lo sa. Continua a parlare del
suo amore per il duca ed il padre le vuole mostrare che tipo di uomo è.
Ecco il duca, entra nell'osteria, canta "La donna è
mobile..." e sale al secondo piano dove l'aspetta Maddalena,
sorella del killer e donna di facili costumi, l'esca. Gilda, che spia da
uno spiraglio, si rende finalmente conto di amare un disgraziato, le si
spezza il cuore davanti alle effusione amorose dei due, ma in pieno
dramma continua ad amarlo. Rigoletto le ordina di andare a Verona,
partendo la stessa notte vestita da uomo. Va poi da Sparafucile e
confermano l'accordo: a mezzanotte Rigoletto passerà a prendere il
sacco con il cadavere del duca. Inizia il finale. Maddalena si innamora
inaspettatamente del libertino e convince il fratello-sicario ad
uccidere ed insaccare al posto del duca la prima persona che sarebbe
entrata nella locanda. Gilda è fuori che spia e capisce che il suo
amato-disgraziato sta per morire per volere del padre, per colpa,
quindi, sua. Fuori di testa, decide di sacrificarsi al suo posto, entra
nell'osteria vestita da uomo e Sparafucile l'ammazza. Wow! A mezzanotte
Rigoletto passa a ritirare il suo sacco e va felice a gettarlo nel
fiume, quando, da lontano, sente la voce felice e appagata del duca che
canta una delle sue arie preferite. Sconvolto, apre il sacco e trova la
figlia Gilda in fin di vita. Lei chiede perdono, mentre Rigoletto le
supplica di non morire. Troppo tardi, la maledizione l'ha colpito nel
modo più duro. La vendetta non sempre paga. Che trama!
IDEA
SETTEMBRE 2001

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