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INCONTRO SCALFARO - L'IDEA di Leonardo Campanile
Il
Sacrario ai caduti di Bari è il secondo come grandezza d’Italia: una
costruzione grandiosa che guarda verso il mare Adriatico. Questo
monumento raccoglie le spoglie dei caduti delle due Guerre Mondiali e
come ogni anno il 4 novembre la città di Bari organizza una
manifestazione per commemorare i nostri eroi. Quest’anno tale commemorazione è stata un po’ speciale,
infatti nientemeno che il Presidente della Repubblica
Italiana OSCAR
LUIGI SCALFARO ha presenziato alla cerimonia. Uno spettacolo imperioso e allo stesso tempo commovente, un
momento magico nella vita, dove sei toccato nel cuore, un momento dove
la commozione ti invade tutto il corpo e non puoi fare a meno di farti
sfuggire qualche lacrima. Tutte le armi erano presenti con un loro battaglione in grande
uniforme, una sfilata lunghissima di bandiere di guerra decorate con
varie medaglie al valore, a dimostrare che la nostra Puglia ha dato
tanto all’Italia e molte volte i nostri soldati hanno pagato con la
vita il loro coraggio e la loro abnegazione verso la patria. Un rombo tremendo, assordante; erano i caccia decollati dalla
base militare di Gioia del Colle che, abbassandosi
pericolosamente, ma con grande destria, rendevano omaggio al
presidente Scalfaro. La città
di Bari, la provincia e la regione erano presenti con i loro rispettivi
Presidenti, gruppi di ex-combattenti e una marea di bambini di scuole
elementari e medie, tutti uniti per commemorare i soldati caduti in
guerra. Presente anche il Presidente del Consiglio Regionale Giovanni
Copertino. Da Roma sono arrivati anche i Corazzieri presidenziali. Ero presente anch’io, accompagnato dal direttore dell’Idea in
Italia Marino Marangelli; siamo stati sistemati in una posizione di
prim’ordine, grazie al presidente Copertino: ci hanno fatto accomodare
sul palco d’onore e dopo la fine della cerimonia abbiamo incontrato il
Presidente Scalfaro. Il Presidente della Repubblica ci ha raccontato la ragione per
cui aveva voluto essere presente a Bari in quel giorno solenne; ci ha
detto che nel Sacrario di Bari è sepolto suo zio, caduto il giorno
prima dell’armistizio della Prima Guerra Mondiale e che portava il suo
nome “OSCAR LUIGI SCALFARO” Naturalmente la folla, in maggior parte ragazzi e ragazze hanno
applaudito a lungo Scalfaro, non solo per l’istituzione che
rappresenta quanto per le parole che ha pronunciato. Difatti,
rivolgendosi quasi sempre ai giovani, li ha spronati affinché crescano
con l’amor patrio scolpito nel cuore, proprio come i caduti che
riposano nel Sacrario, morti per la patria e per dare ai loro figli un
avvenire migliore e di pace. Il buon’esempio, ha detto Scalfaro, è
dato da questo ragazzo che è presente fra noi oggi, e che non si è
tirato indietro quando nel 1918 fu chiamato a servire la patria. Questo
ragazzo oggi ha 99 anni, forse l’unico vivente in Italia di quel
gruppo che fu appunto chiamato “i ragazzi del 99”. Evidentemente per me quel giorno era un giorno fortunato, perché
mi resi subito conto che quel ragazzo al quale accennava il Presidente
Scalfaro era seduto proprio al mio fianco; avevo notato infatti che
prima dell’inizio della cerimonia, mentre le note del “silenzio”
volavano verso il cielo, questo “ragazzo” era rimasto
sull’attenti, immobile; un unico e solo movimento avevo notato sul suo
viso: era una lacrima che lentamente scendeva verso il suo cuore. Nel momento che il presidente Scalfaro lo ha abbracciato, lui lo
ha ringraziato, pronunciando solo poche parole, “grazie Presidente per
avermi chiamato ragazzo”.
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