.::SETTEMBRE 2008::.

IL PALIO DI SIENA

LA SUA ORIGINE

di Antonio degl’Innocenti

Tra incantevoli colline e suggestivi paesaggi, Siena, rappresenta una delle città più significative della Toscana. Il nome di Siena ha probabilmente origini Etrusche e farebbe riferimento alla famiglia Saina. Una leggenda piuttosto nota, comunque, fa risalire le origini di Siena a Senio, uno dei figli di Remo (il fondatore di Roma), il quale, assieme al fratello Aschio (o Ascanio), fu costretto a fuggire dalle ire dello zio Romolo, trovando rifugio nell'attuale locazione della città. Questo è il motivo per cui la lupa capitolina è anche il simbolo di Siena. Una città dove il tempo si è fermato, dove si è mantenuto una misura umana, dove lo sviluppo, cauto, ha rispettato gli equilibri urbanistici. Questa piccola città, piena di storia e d’opere monumentali, ha dato i natali a grandi personaggi come Duccio di Buonisegna, Ambrogio e Pietro Lorenzetti, e soprattutto Santa Caterina da Siena, che assieme a San Francesco d’Assisi sono i patroni D’Italia. Siena è anche una città di particolare vita sociale, tenuta in vita sin dalla sua età d’oro, perché è rimasta la città delle contrade, perché è ancora una miniconfederazione di stati, perché le sue contrade rimangono centri di cultura ed unità popolare. Rivali e contendenti, spesso nemiche, le contrade senesi trovano nel Palio un palcoscenico grandioso e di monumentale bellezza seguito in molte parti del mondo. Il Palio non deve trarre in inganno, e di Siena l’Italia che legge poco conosce solo il Palio. Ignora che quando nella Firenze di Dante l’attività pubblica era basata sulle corporazioni delle arti e dei mestieri, a Siena tutto si svolgeva secondo la ripartizione delle contrade, che ogni contrada aveva compiti d’interesse comune, che tutte quante avevano specifiche responsabilità militari per difendere la città, che la contrada dell’Onda, per esempio, porta il titolo di Capitana perché le era affidata la guardia del palazzo comunale e delle coste maremmane insidiate dai pirati Saraceni. Ancora oggi, comunque, le contrade vivono e si confrontano nel Palio, che molto probabilmente, rappresenta la giostra più importante d’Italia. Le origini di questa giostra si perdono nella notte dei tempi. Potremmo far risalire al periodo etrusco l’uso di far “carriere con cavalli e fantini”, dato che è stato rinvenuta, nel sito archeologico di Murlo (vicino alla città), una formella in cotto con decorazioni in bassorilievo raffiguranti tre cavalli, montati senza sella e con fantini che hanno un elmo protettivo ed un nerbo. Si sa tuttavia che corse del genere erano abbastanza usuali nell'antichità, ma è pur chiaro però che questo ritrovamento ne attesta l'uso nella zona di Siena. Ciononostante, per trovare una forma di Palio più compatibile con l'attuale, bisogna arrivare al 1310 quando, per volontà del Comune (come risulta dagli Statuti) ed in onore della Vergine Maria, si stabilì di "comprare et correre el Palio... come è usato ne la città di Siena..." e questo avveniva in Agosto e Maggio "...ne la festa di Sancto Ambruogio". Prima di arrivare al Palio così come ora lo conosciamo, si passa da altri tipi di gare con cavalli: la corsa alla lunga e alla tonda. Altri giochi poi si svolsero nel Campo, come la Pallonata (veniva lanciata una grossa palla dalla Torre del Mangia e questa era calciata in modo indisciplinato da due fazioni opposte di senesi), la Bufalata (o Lidia) e le Cacce. Si arriva quindi alla data ufficiale di inizio del Palio come oggi lo conosciamo: il 1656. Le uniche modifiche che da allora sono state apportate alla Festa sono di carattere territoriale e procedurale anche se, fino alla seconda metà dell'800, si continuò saltuariamente ad effettuare corse alla lunga. Oggi la corsa del Palio si consuma in pochi minuti di grande entusiasmo e partecipazione con tre giri della pista, che ogni anno è ricostruita in Piazza del Campo, e dove solo dieci delle diciassette contrade gareggiano per assegnarsi il Palio, un drappo votivo dedicato all’Assunta. Con il tempo, inoltre, va ricordato che le contrade si sono modificate con l’aumento della popolazione e con il passare dei secoli, arrivando sino alle diciassette d’oggi: Aquila, Bruco, Chiocciola, Civetta, Drago, Giraffa, Istrice, Liocorno, Lupa, Nicchio, Oca, Onda, Pantera, Selva, Tartuga, Torre e Valdimonte. Una festa che per molti par durare poco, ma così non è perché il Palio a Siena dura tutto l’anno. Prima di arrivare alle vere e proprie giostre del 2 Luglio e del 16 Agosto (giorni in cui si corre il palio) tutta la città è in fermento e di particolare rilevanza sono i quattro giorni che precedono l’evento. Si parte con la batteria di selezione, che permette di scegliere i cavalli migliori per gareggiare. Le batterie sono corse da 7-8 cavalli ciascuna ed hanno lo scopo di verificare la condizione dei cavalli presentati per il Palio (di solito una trentina) e la loro adattabilità al percorso della Piazza del Campo; non sono dunque delle vere e proprie gare di corsa. Si svolgono in genere tra le 9 e le 11 del mattino e al termine i Capitani delle Contrade che partecipano al Palio scelgono dieci cavalli per la corsa (non necessariamente i migliori: si può optare per un cavallo sano e/o affidabile in favore di un cavallo forte, ma che può presentare problemi). Una volta scelti i dieci cavalli, questi vengono assegnati alle dieci Contrade che partecipano al Palio mediante estrazione a sorte. L'estrazione avviene solitamente tra le 12:30 e le 13:30, nella Piazza del Campo gremita di folla. È un momento fondamentale perché solo dopo aver conosciuto il cavallo con il quale dovranno correre, le Contrade potranno mettere in atto le proprie strategie. È dunque un momento di grande tensione, testimoniata dall'esultanza dei contradaioli, che ricevono in sorte un buon cavallo, e dalla delusione di quelli che ne ricevono uno ritenuto non buono. Ciascuna Contrada porta il proprio cavallo in Piazza, accompagnato da un folto gruppo di contradaioli e dai loro canti. Questo avviene da un'ora a mezz'ora prima dell'orario previsto per lo svolgimento della prova. Quindi viene sgomberata la pista e chiusi gli accessi alla Piazza, e la prova si svolge simulando il Palio. Non si tratta, però, di una vera gara, in quanto il risultato non ha alcun valore: lo scopo è di permettere a cavalli e fantini di adattarsi al meglio alla pista e alla situazione in vista del Palio. Quattro giorni frenetici, insomma, poco conosciuti al di fuori di Siena, ma che decidono regole e sorti della gara ed in particolar modo i cavalli che, per chi non lo sapesse, possono vincere la gara anche senza fantino ( si dice cavallo scosso). Nel corso dei giorni preparativi, precisamente il secondo, il pomeriggio del 14 agosto, prima della prova, si svolge la Processione dei Ceri, nel corso della quale il Palio viene portato in Duomo (a Luglio invece il Palio viene portato nella chiesa di S. Maria in Provenzano). Il terzo giorno invece conclude le ufficiali prove e si consumano le feste dei rioni. Al mattino viene corsa la quarta prova, nel tardo pomeriggio viene corsa la quinta, detta Prova Generale, solitamente preceduta da un'esibizione di carabinieri a cavallo. Dopo la prova, in ciascuna delle Contrade partecipanti, si tiene la cena della Prova Generale che si svolge all'aperto, in strade o piazze di ciascun rione che, per questo motivo, restano chiuse al transito anche pedonale per la maggior parte della giornata. Il giorno successivo, giorno del palio, al mattino viene corsa la sesta prova, detta Provaccia, preceduta dalla cosiddetta Messa del Fantino, celebrata nella Piazza del Campo. Nel primo pomeriggio, nella chiesa di ciascuna Contrada partecipante, avviene la benedizione del cavallo. Di seguito, le comparse in costume di ciascuna Contrada si recano alla Prefettura (vicino al Duomo), da dove parte il Corteo Storico alla volta della Piazza. Quindi in Piazza si svolgono un'esibizione dei carabinieri a cavallo, poi il Corteo Storico (2 ore circa) e infine la carriera, ovvero la corsa del Palio. Qui il botto del mortaretto fa cadere i canapi, allentare le briglie, picchiare duramente la sferza sui cavalli che balzano al galoppo ed il Palio volge alla conclusione. L’urlo della folla scandisce gli ultimi secondi della festa. Non appena il primo cavallo taglia il traguardo e la folla delirante scavalca le transenne ed invade la pista, già comincia il palio successivo.

 

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