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IL
PALIO DI SIENA
LA
SUA ORIGINE
di
Antonio degl’Innocenti
Tra
incantevoli colline e suggestivi paesaggi, Siena, rappresenta una delle
città più significative della Toscana. Il nome di Siena ha probabilmente
origini Etrusche e farebbe riferimento alla famiglia Saina.
Una leggenda piuttosto nota, comunque, fa risalire le origini di Siena a
Senio, uno dei figli di Remo (il fondatore di Roma), il quale, assieme al
fratello Aschio (o Ascanio), fu costretto a fuggire dalle ire dello zio
Romolo, trovando rifugio nell'attuale locazione della città.
Questo
è il motivo per cui la lupa capitolina è anche il simbolo di Siena. Una
città dove il tempo si è fermato, dove si è mantenuto una misura umana,
dove lo sviluppo, cauto, ha rispettato gli equilibri urbanistici. Questa
piccola città, piena di storia e d’opere monumentali, ha dato i natali
a grandi personaggi come Duccio di Buonisegna, Ambrogio e Pietro
Lorenzetti, e soprattutto Santa Caterina da Siena, che assieme a San
Francesco d’Assisi sono i patroni D’Italia.
Siena è anche una città di particolare vita sociale, tenuta in vita sin
dalla sua età d’oro, perché è rimasta la città delle contrade, perché
è ancora una miniconfederazione di stati, perché le sue contrade
rimangono centri di cultura ed unità popolare. Rivali e contendenti,
spesso nemiche, le contrade senesi trovano nel Palio un palcoscenico
grandioso e di monumentale bellezza seguito in molte parti del mondo. Il
Palio non deve trarre in inganno, e di Siena l’Italia che legge poco
conosce solo il Palio. Ignora che quando nella Firenze di Dante
l’attività pubblica era basata sulle corporazioni delle arti e dei
mestieri, a Siena tutto si svolgeva secondo la ripartizione delle
contrade, che ogni contrada aveva compiti d’interesse comune, che tutte
quante avevano specifiche responsabilità militari per difendere la città,
che la contrada dell’Onda, per esempio, porta il titolo di Capitana
perché le era affidata la guardia del palazzo comunale e delle coste
maremmane insidiate dai pirati Saraceni.
Ancora oggi, comunque, le contrade vivono e si confrontano nel Palio, che
molto probabilmente, rappresenta la giostra più importante d’Italia. Le
origini di questa giostra si perdono nella notte dei tempi. Potremmo far
risalire al periodo etrusco l’uso di far “carriere con cavalli e
fantini”, dato che è stato rinvenuta, nel sito archeologico di Murlo
(vicino alla città), una formella in cotto con decorazioni in
bassorilievo raffiguranti tre cavalli, montati senza sella e con fantini
che hanno un elmo protettivo ed un nerbo. Si sa tuttavia che corse del
genere erano abbastanza usuali nell'antichità, ma è pur chiaro però che
questo ritrovamento ne attesta l'uso nella zona di Siena.
Ciononostante, per trovare una forma di Palio più compatibile con
l'attuale, bisogna arrivare al 1310 quando, per volontà del Comune (come
risulta dagli Statuti) ed in onore della Vergine Maria, si stabilì di
"comprare
et correre el Palio... come è usato ne la città di Siena..."
e questo avveniva in Agosto e Maggio "...ne
la festa di Sancto Ambruogio".
Prima di arrivare al Palio così come ora lo conosciamo, si passa da altri
tipi di gare con cavalli: la corsa alla
lunga e alla
tonda. Altri giochi poi si svolsero
nel Campo, come la Pallonata (veniva lanciata una grossa palla dalla Torre
del Mangia e questa era calciata in modo indisciplinato da due fazioni
opposte di senesi), la Bufalata (o Lidia)
e le Cacce. Si arriva quindi alla data ufficiale
di inizio del Palio come oggi lo
conosciamo: il 1656. Le uniche modifiche che da allora sono state
apportate alla Festa sono di carattere territoriale
e procedurale
anche se, fino alla seconda metà dell'800, si continuò saltuariamente ad
effettuare corse alla lunga.
Oggi la corsa del Palio si consuma in pochi minuti di grande entusiasmo e
partecipazione con tre giri della pista, che ogni anno è ricostruita in
Piazza del Campo, e dove solo dieci delle diciassette contrade gareggiano
per assegnarsi il Palio, un drappo votivo dedicato all’Assunta.
Con
il tempo, inoltre, va ricordato che le contrade si sono modificate con
l’aumento della popolazione e con il passare dei secoli, arrivando sino
alle diciassette d’oggi: Aquila, Bruco, Chiocciola, Civetta, Drago,
Giraffa, Istrice, Liocorno, Lupa, Nicchio, Oca, Onda, Pantera, Selva,
Tartuga, Torre e Valdimonte.
Una festa che per molti par durare poco, ma così non è perché il Palio
a Siena dura tutto l’anno. Prima di arrivare alle vere e proprie giostre
del 2 Luglio e del 16 Agosto (giorni in cui si corre il palio) tutta la
città è
in fermento e di particolare rilevanza sono i quattro giorni che precedono
l’evento. Si parte con la batteria di selezione, che permette di
scegliere i cavalli migliori per gareggiare. Le batterie sono corse da 7-8
cavalli ciascuna ed hanno lo scopo di verificare la condizione dei cavalli
presentati per il Palio (di solito una trentina) e la loro adattabilità
al percorso della Piazza del Campo; non sono dunque delle vere e proprie
gare di corsa. Si svolgono in genere tra le 9 e le 11 del mattino e al
termine i Capitani delle Contrade che partecipano al Palio scelgono dieci
cavalli per la corsa (non necessariamente i migliori: si può optare per
un cavallo sano e/o affidabile in favore di un cavallo forte, ma che può
presentare problemi). Una volta scelti i dieci cavalli, questi vengono
assegnati alle dieci Contrade che partecipano al Palio mediante estrazione
a sorte. L'estrazione avviene solitamente tra le 12:30 e le 13:30, nella
Piazza del Campo gremita di folla. È un momento fondamentale perché solo
dopo aver conosciuto il cavallo con il quale dovranno correre, le Contrade
potranno mettere in atto le proprie strategie. È dunque un momento di
grande tensione, testimoniata dall'esultanza dei contradaioli, che
ricevono in sorte un buon cavallo, e dalla delusione di quelli che ne
ricevono uno ritenuto non buono. Ciascuna Contrada porta il proprio
cavallo in Piazza, accompagnato da un folto gruppo di contradaioli e dai
loro canti. Questo avviene da un'ora a mezz'ora prima dell'orario previsto
per lo svolgimento della prova. Quindi viene sgomberata la pista e chiusi
gli accessi alla Piazza, e la prova si svolge simulando il Palio. Non si
tratta, però, di una vera gara, in quanto il risultato non ha alcun
valore: lo scopo è di permettere a cavalli e fantini di adattarsi al
meglio alla pista e alla situazione in vista del Palio.
Quattro
giorni frenetici, insomma, poco conosciuti al di fuori di Siena, ma che
decidono regole e sorti della gara ed in particolar modo i cavalli che,
per chi non lo sapesse, possono vincere la gara anche senza fantino ( si
dice cavallo scosso). Nel corso dei giorni preparativi, precisamente il
secondo, il pomeriggio del 14 agosto, prima della prova, si svolge la Processione
dei Ceri,
nel corso della quale il Palio viene portato in Duomo (a Luglio invece il
Palio viene portato nella chiesa di S. Maria in Provenzano). Il terzo
giorno invece conclude le ufficiali prove e si consumano le feste dei
rioni. Al mattino viene corsa la quarta prova, nel tardo pomeriggio viene
corsa la quinta, detta Prova Generale, solitamente preceduta da
un'esibizione di carabinieri a cavallo. Dopo la prova, in ciascuna delle
Contrade partecipanti, si tiene la cena della Prova Generale che si svolge
all'aperto, in strade o piazze di ciascun rione che, per questo motivo,
restano chiuse al transito anche pedonale per la maggior parte della
giornata. Il giorno successivo, giorno del palio, al mattino viene corsa
la sesta prova, detta Provaccia, preceduta dalla cosiddetta Messa del
Fantino, celebrata nella Piazza del Campo. Nel primo pomeriggio, nella
chiesa di ciascuna Contrada partecipante, avviene la benedizione del
cavallo. Di seguito, le comparse in costume di ciascuna Contrada si recano
alla Prefettura (vicino al Duomo), da dove parte il Corteo Storico alla
volta della Piazza. Quindi in Piazza si svolgono un'esibizione dei
carabinieri a cavallo, poi il Corteo Storico (2 ore circa) e infine la carriera,
ovvero la corsa del Palio. Qui il botto del mortaretto fa cadere i canapi,
allentare le briglie, picchiare duramente la sferza sui cavalli che
balzano al galoppo ed il Palio volge alla conclusione. L’urlo della
folla scandisce gli ultimi secondi della festa. Non appena il primo
cavallo taglia il traguardo e la folla delirante scavalca le transenne ed
invade la pista, già comincia il palio successivo.
IDEA
SETTEMBRE 2008

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