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.::SETTEMBRE 2008::. |
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Il Personaggio: VITO
CLEMENTE DIRETTORE D’ORCHESTRA
Nel
corso di tutte le manifestazioni riguardanti il ritorno dei resti
mortali del nostro caro van Westerhout, Leonardo Campanile ebbe
l’opportunità d’incontrare un direttore d’orchestra che aveva
diretto la “Doña Flor”. Parlando
con lui scoprì che aveva di fronte un professionista di spicco nel
campo della musica e si ripromise di informare la comunità italiana di
New York di quest’importante incontro. Cogliamo l’occasione, quindi,
d’inserire un articolo informativo su Vito Clemente, ripromettendoci
d’intervistarlo nel prossimo numero, sia per far conoscere le
sue altre qualità ed interessi, sia per scoprire se, eventualmente,
egli ha nei suoi piani di ripetere la direzione della “Doña Flor”
o di qualche altra opera di van Westerhout, musicista che è
tanto amato dai nostri lettori e dalla nostra comunità italoamericana. “Ammirevole
per maturità interpretativa, scelta dei tempi, rapporto tra orchestra e
voci, la direzione di Vito Clemente, uscito doppiamente vincitore di una
prova da far tremare” (Giovanni Carli Ballola “L’Espresso”) “...
è riuscito a cavare dall’Orchestra e dal Coro un suono ed un respiro
sorprendentemente e coerentemente naturali”(Guido Barbieri “La
Repubblica”) “…fin
dal Preludio sa ottenere pienezza di suono e respiro sinfonico...
Nell’accompagnare i cantanti rivela una notevole conoscenza del
mestiere, regolando le sonorità orchestrali a seconda delle voci ma
venendo anche in primo piano con delicate annotazioni.(Mauro Mariani
“L’Opera”) “Orchestra
trasparente e ben misurata sotto la bacchetta che tiene bene in mano le
redini del palcoscenico” (S. Ragni “La Nazione”) “...
guida in una lettura che vale senza dubbio un viaggio prima che inizi
uno molto lungo alla volta del Giappone” (Patrik Pen “Il Tempo”) “…sul
podio Vito Clemente cesella gli andamenti ritmici: una direzione
elastica, sfumata, briosa e molto italiana” (Luca Del Fra’
“L’Opera”) “Avvincente
la direzione di Vito Clemente, coerente e teatralissima ma anche molto
sfumata sia nei tempi sia nella dinamica, attenta a mettere in luce il
finissimo reticolo tematico della partitura e sempre rispettosa delle
voci, mai prevaricate” (Aldo Genua Lemene “Operaclick”) “… l’Orchestra guidata dalla mano sicura di uno straordinario Vito Clemente, sensibile alle geometrie dei singoli numeri dell’opera, scanditi secondo tempi agogicamente freschi e calibrati sulle esigenze della scena” (Cesare Questa “L’Opera”).
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