LA
RINASCITA DEL TEATRO PETRUZZELLI
di
Patrizia
Di Franco

Bentornato Petruzzelli!
Una miriade di emozioni ci ha pervaso nel varcare la soglia del foyer di
uno dei teatri più belli d’Italia e del mondo. Il rinato politeama di
Bari ha riaperto i battenti, nella meravigliosa e assolata domenica del 4
ottobre 2009: una data storica, indimenticabile, un grande evento! In
mattinata si era tenuto un brunch di accoglienza per la stampa, seguito da
un buffet per noi giornalisti, nel tardo pomeriggio, prima del concerto
inaugurale. In segno di tributo per chi ha onorato la patria spesso a
prezzo della propria vita, e come regalo di benvenuto, in apertura della
Prima, è stato eseguito l’inno nazionale di Mameli (rispettosamente
tutti in piedi e standing ovation finale). Il cerimoniale, grazie
all’ottimo incipit del sindaco Michele Emiliano, ha dato luogo
all’avvicendamento degli interventi del neo presidente della Provincia,
Francesco Schittulli, del Governatore della regione Puglia, Nichi Vendola,
e dal sottosegretario Gianni Letta in rappresentanza del Governo,
introducendo l’Orchestra Sinfonica della Provincia di Bari, diretta dal
valente Maestro Fabio Mastrangelo. La Sinfonia n.9, La Nona sinfonia in Re
minore, Op. 125, ovvero l’ultima sinfonia composta da Ludwig van
Beethoven, l’Inno alla Gioia, celeberrimo, è stato l’optimum,
una scelta ad hoc, nel festeggiare il ritrovato e amato Petruzzelli.
Prima di addentrarsi nella narrazione della giornata del 4 ottobre e di
proiettarsi poi nel futuro, è però doveroso fare un salto nel passato e
ripercorrere le tappe della travagliata vicenda che ha visto dapprima
bruciare nel rogo e poi rinascere, come l’araba fenice dalle proprie
ceneri, quello che era un luogo di cultura apprezzato a livello
internazionale. Corsi e ricorsi storici, sosteneva Giambattista Vico, e,
ironia della sorte, il Petruzzelli veniva distrutto e con esso veniva
trafitto il cuore della sua città, proprio in una domenica di ottobre. Il
teatro è opera dei fratelli Petruzzelli e dell'ingegner Messeni Nemagna,
che con un milione e seicentomila lire e quattro anni di lavori diedero
vita al "gioiello" di Bari. La costruzione del Petruzzelli ebbe
inizio il 23 maggio 1898. Il
teatro, nato nel 1903 dall’impegno dei fratelli Onofrio e Antonio
Petruzzelli, commercianti e armatori di origine triestina, fu
“cancellato” dall’incendio divampato nel corso della notte del 27
ottobre 1991, alcune ore dopo la rappresentazione della “Norma” di
Vincenzo Bellini (opera che termina con un rogo).
A parlare subito d’incendio doloso fu il Procuratore della Repubblica
Michele De Marinis, ma solamente nel 1993 l’ipotesi accusatoria prese
corpo, e quindi scattarono le manette per Ferdinando Pinto, direttore
artistico del Petruzzelli, per il custode, e presunto basista, Giuseppe
Tisci, per il boss malavitoso Antonio Capriati (a capo dell’omonimo
clan) e il suo presunto cassiere Vito Martiradonna. Arresti
revocati dal Tribunale del riesame per insufficienza di gravi indizi. La
matassa non si dipana neppure quando, nel 1994, vengono arrestati i due
presunti esecutori materiali dell’incendio, ossia Francesco Lepore e
Giuseppe Mesto, mentre i rimanenti indagati saranno rinviati a giudizio.
Il dibattimento di primo grado termina l’8 aprile 1998 con una sentenza
non scevra da polemiche: quasi 8 anni a Pinto, 7 anni di detenzione sia
per Capriati sia per Martiradonna, 4 anni e 6 mesi per Mesto, 6 anni e 6
mesi per Lepore, 3 anni per Tisci. Condanne troppo lievi nell’opinione
dei baresi e non solo, i quali si son visti sottrarre e annientare, in un
rogo doloso, il loro teatro, l’anima pulsante della cultura
dell’intera regione. Oltre al danno la beffa…Dopo le riduzioni di
pena, e a seguito del ricorso dei difensori alla Suprema Corte, ha inizio
un nuovo processo cui è scritta la parola “fine” nell’estate 2005,
con l’assoluzione di tutti gli indagati, a eccezione di Mesto e Lepore,
ritenuti gli esecutori materiali. I mandanti, nell’opinione dei più,
l’hanno fatta franca e non è stata resa giustizia. Ecco perché, solo
chi, come la sottoscritta e moltissimi cittadini, quella tragica e
dolorosa domenica del 1991, erano in lacrime davanti
al Petruzzelli in fumo, può comprendere lo strazio di quel giorno
luttuoso, lo sgomento, lo choc, l’incredulità, e poi la rabbia,
l’impotenza, la sete di giustizia, e infine la sorpresa,
l’incontenibile gioia, la fierezza, la felicità, le variegate emozioni,
nel riempirsi gli occhi della maestosità e bellezza del Petruzzelli, nel
rimettere piede, dopo ben diciotto anni, nel teatro, punta di diamante
della cultura, orgoglio dei baresi e degli italiani che amano il nostro
paese.
I lavori di ricostruzione erano
cominciati nel 1993, per finire, dopo varie battute d’arresto, nel
dicembre 2008, e infatti dal 6 dicembre (come aveva promesso e mantenuto
Emiliano) dello scorso anno i baresi attendevano la riapertura della loro
culla di civiltà e cultura. Problemi burocratici, beghe politiche,
avevano fatto slittare il tutto a settembre 2009 quando la struttura è
stata consegnata al Comune e alla Fondazione Petruzzelli. Finalmente!
Ancora ricordo l’opera (il Rigoletto), la grande musica (Ray Charles,
Frank Sinatra, Uto Ughi, Cecilia Gasdia, solo per citarne alcuni), il
balletto (Maurice Bejart), i tanti spettacoli visti con la mia classe del
Liceo classico, e seguiti negli anni per lavoro o per piacere. Quanto mi
sei, ci sei, mancato, Petruzzelli, e riaverti nella nostra vita, è un
regalo d’inestimabile valore, una soddisfazione inenarrabile, una gioia
immensa, indescrivibile.
La stagione del
Petruzzelli ebbe inizio, sottolineata dalle note dell’inno reale e dal
plauso ai Petruzzelli e al cavalier Messeni, il 14
febbraio 1903, con gli “Ugonotti” di Meyerbeer (costo di una
poltrona: poco più di 3 lire!). Il proscenio del politeama barese ha
ospitato, solo per menzionarne alcuni: Nino Taranto con Titina De Filippo,
Dapporto, Walter Chiari, Gino Bramieri, Domenico Modugno, Aldo Fabrizi,
Anna Magnani ne”La Lupa”
(nel 1966) di Verga, Frank Sinatra, Liza Minnelli. “Il tempio della
lirica” ha accolto le voci migliori: da Placido Domingo a Pavarotti, da
Katia Ricciarelli e Cecilia Gasdia, e, dagli anni ’80, anche le grandi
etoile della danza quali: Rudolf Nureyev,
Barysnikov, Margot Fonteyn, le compagnie di Maurice Bejart, Roland Petit,
Marta Graham, Antonio Gades, Pina Bausch, e le “nostre” stelle
luminose Carla Fracci e Liliana Cosi. La piazzetta a fianco del
Petruzzelli è stata intitolata allo straordinario attore romano Alberto
Sordi, “vate” del teatro a cui dedicò il suo film “Polvere di stelle”del 1973, pellicola cinematografica di successo
(girata anche a Bari e all’interno del Petruzzelli) in cui interpretava
Mimmo Adami, affiancato da un’eccellente Monica Vitti nel ruolo di Dea
Dani, due capocomici di una compagnia di avanspettacolo, durante la
seconda guerra mondiale, che avevano un sogno: esibirsi nel teatro
Petruzzelli. Memorabile la scena del film in cui il duo “Adami-Dani”si
esibisce davanti alla platea
di militari angloamericani, gli alleati, i
quali fissano le belle gambe della Vitti mentre balla e canta assieme a
Sordi: “Ma ‘ndo vai, se la banana non ce l’hai?”. Prima della sua
scomparsa, Sordi, in visita a Bari, in un incontro aperto al pubblico, con
fervore e fermezza sollecitò la ricostruzione del”suo”amato
Petruzzelli; da lassù Albertone sarà contento e starà sorridendo per il
suo desiderio realizzato, per un sogno avveratosi, per cui noi tutti
stiamo ancora, increduli e contenti come bimbi, strabuzzando gli occhi,
intrisi di entusiasmo e gioia. Un altro film fu in parte girato nella
splendida location scelta da Sordi, “Il
giovane Toscanini” con la regia di Franco Zeffirelli; protagonista
del lavoro del regista fiorentino era Elizabeth Taylor, la sensuale
attrice dai bellissimi occhi di zaffiro e ametista. Quattro anni prima del
rogo del Petruzzelli, il regista americano Herbert Ross vi girò il film
“Giselle”, dal celeberrimo
balletto di Adolphe Charles Adam, i cui attori principali furono i
ballerini Mikhail Barysnikov e Alessandra Ferri.
La Prima del 4 ottobre 2009 è stata al centro di svariate polemiche, è
stata definita una parata Vip, una serata per pochi privilegiati nel
“sancta sanctorum” della “Bari che conta”. La verità sta nel
giusto mezzo: è vero che al concerto inaugurale erano presenti le più
alte cariche politiche, istituzionali, militari, religiose, e solo i
giornalisti, stampa italiana, estera, internazionale (come noi de L’Idea
Magazine), tv nazionali, regionali e locali, però in realtà il giorno
prima, il 3 ottobre, c’era stato il primo concerto, l’anteprima per
gli studenti, preceduta anch’essa dall’Inno di Mameli. Presenti 1.400
invitati, studenti del Politecnico e dell’Università di Bari, e di
alcuni istituti superiori. Il 5 ottobre invece, la seconda serata, per le
maestranze e i 1.200 cittadini che parteciparono all’estrazione di un
anno fa. “Benvenuti dal rinato teatro Petruzzelli! Stasera il mondo ci
guarda e noi vogliamo mostrare la nostra cultura, la nostra arte, le
nostre bellezze. Niente è impossibile, abbiamo fatto resuscitare
l’amore per la legalità, per il bello, per la cultura da parte di una
comunità che si sente oggi riunita intorno al suo cuore nuovo. Il nostro
pensiero commosso e la nostra solidarietà vanno anche ai nostri fratelli,
vittime della tragedia di Messina. In un giorno di festa e orgoglio come
questo, grazie all’acustica eccellente, impareggiabile, si alzi ora
l’Inno alla gioia”, così ha esordito il sindaco Emiliano, seguito
dagli Interventi di Schittulli che ha ringraziato, come Emiliano, le
maestranze e coloro che hanno contribuito alla rinascita del teatro.
Poetico ed emozionato l’intervento di Nichi Vendola.“La vergogna fu il
primo sentimento assieme al dolore. Se ci voltiamo a guardare ciò che
brucia, rischiamo di diventare statue di sale. Quante volte avremmo voluto
girarci indietro, Letta? Questo teatro che fu palcoscenico della vergogna
e spaesamento, sia luogo della nostra dignità, di virtù civiche.
Benvenuto Petruzzelli”, ha affermato Vendola. Apprezzato anche il fair
play generale e il discorso di Letta che ha citato Boccaccio (“Le parole
e le polemiche cedono il passo alla musica, scienza di concordanza di voci
e suoni”), ha ringraziato Salvo Nastasi, capo di gabinetto del Ministero
per i Beni Culturali, e ha dichiarato: “Il Petruzzelli era il teatro
più ammirato d’Europa, tornerà a essere il gioiello che fu. È giusto
che da parte del Mezzogiorno si rivendichi il meglio del passato e del
presente. Io spero che dal Petruzzelli parta il primo passo dell’appello
del presidente della Repubblica Napolitano. Bari è una bellissima città,
la Puglia è una bellissima regione, ricca di talenti. Il sindaco Emiliano
ha giustamente dedicato, con forza, la riapertura, alla lotta contro le
mafie e al trionfo della legalità”.
Le parole hanno lasciato spazio
alla Musica, all’Orchestra sinfonica della Provincia, magistralmente
diretta dal bravissimo Fabio Mastrangelo, barese, 43 anni, ma
globetrotter, da Toronto a Londra, diventato nel 2008 il primo direttore
d’orchestra italiano alla guida di un teatro russo, è stabilmente
impegnato dal teatro Mariinsky di Pietroburgo ed è Direttore artistico
dell’Ensemble Camerata della Filarmonica di Novosibirsk e, dal 2006,
Consulente Musicale della Fondazione Petruzzelli e Teatri di Bari. Franco
Sebastiani ha diretto con valentia e maestria il Coro della Fondazione
Petruzzelli.
Il concerto è
iniziato con la proiezione sulla volta della cupola d’immagini
suggestive, un filmato multimediale di forte impatto emotivo, in
un’escalation sensazionale e, alternando, in successione, coinvolgenti
immagini di fiamme (il rogo del Petruzzelli) a riproduzioni dell'affresco
originario su tema epico, del creatore Raffaele Armenise (meraviglioso
affresco, purtroppo distrutto nell’incendio del 1991), una mera magia
sulle note della Casta diva di Bellini cantata dalla Callas. Il soprano
georgiano Veronica Dzhioeva ha
offerto una buona interpretazione e si è distinta per leggiadria, buon
timbro e colore lodevoli. Il
mezzosoprano Sara Allegretta, grazie anche all’ottima acustica del
Petruzzelli, si è distinta per brillante e chiaro timbro, regalando una
performance apprezzabile. Un po’ sottotono e opaco, ma pur sempre
valido, il tenore Stig Andersen, uno dei più richiesti tenori eroici e”Kammersaenger”del
Royal Theatre di Copenhagen. Il basso Mikhail Kazakov, che lavora
stabilmente con il Teatro Bolshoi di Mosca, e che eccelle in ruoli
operistici, non ha eccelso né brillato ma ha comunque offerto una
gradevole esibizione. Buffet sobrio e raffinato per tutti gli invitati, a
fine concerto.
Il
Petruzzelli ha spalancato le sue porte ai cittadini, domenica 11 ottobre,
per visite guidate (300 visitatori per volta, ogni mezzora, in educata
fila), dalle ore 10 alle 19, un tour gratuito all’interno del politeama,
una visita allietata dalla musica degli allievi del Conservatorio Piccinni
di Bari. Il futuro prossimo del nostro stupendo teatro? Moltissimi
spettacoli di grandissima qualità. Imperdibili: l’appuntamento con la
Turandot di Puccini, versione completa, il 6 dicembre; e pare che anche il
Festival cinematografico nel capoluogo pugliese, che io seguii, a gennaio
dell’anno corrente, per l’Idea Magazine, si svolgerà, sempre nel mese
di gennaio, per l’edizione del 2010, proprio nel magnifico Petruzzelli.
Ad maiora! Ben trovato, rinato, caro Petruzzelli.
IDEA
DICEMBRE 2009

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