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PIRIPICCHIO E
L’ULTIMA MOSSA
di Tiziano T. Dossena
“L'ultima mossa”
è un omaggio ad un comico pugliese che scelse l'esibizione di strada a
quella del teatro e riuscì
con questa sua decisione a lasciare un segno indelebile sia nella storia
dello spettacolo italiano sia sul pubblico che ebbe la fortuna di
"gustarselo" nelle varie feste patronali della Puglia e della
Basilicata: Michele Genovese, in arte Piripicchio.
Il libro si articola in cinque
sezioni e quattro introduzioni. Le introduzioni sono del presidente della
Provincia di Bari, dei sindaci di Bari, Barletta e Bitonto, di Michele
Mirabella e del nostro caro amico, l'attore Lino Banfi.
Il volume presenta nella prima
sezione, a titolo “Tre chiavi di lettura”, tre visioni di questo
'giullare' del dopoguerra che si differenziano a volte anche profondamente
ma che hanno una valida e bilanciata complementarità nel presentare
l'immagine di questo commediante nostrano. Questi saggi sono
indispensabili per comprendere la duttilità del personaggio e la sua
rilevanza nell'ambito della commedia italiana in generale e de l
Mezzogiorno in particolare. Chi non avesse avuto l'opportunità di
rimirare le sue esibizioni non può certo comprendere, senza l'aiuto di
questi articoli, il perché questo Piripicchio in particolare meriti tanta
attenzione. Il primo saggio, “Recitare il sonno” di Vito Maurogiovanni,
è una reminiscenza di un incontro con Genovese, alla fine del quale
l'autore si rende conto che questo Piripicchio viveva seguendo degli
standard tutti particolari ed il successo mancato nell'ambito del teatro o
del cinema era probabilmente legato ad una scelta personale. Piripicchio,
cioè Genovese, necessitava del contatto diretto con il pubblico, un
contatto che gli portava grande soddisfazione, anche se certamente non
grandi gratificazioni a livello finanziario. Questa sua apparente
preferenza lo differenzia dall'altro grande commediante meridionale, Totò,
che preferì la via del teatro e poi del cinema per portare il suo
messaggio di comicità. Che poi anche le esperienze cinematografiche del
grande comico partenopeo siano state limitanti e limitate è un discorso a
sé, che richiederebbe un'accurata analisi e valutazione sia di queste
scelte sia dell'universo dello spettacolo italiano di allora.
Del resto, sia nei saggi citati
sia negli articoli commemorativi, Piripicchio viene definito come
un'impressione, una parodia a metà strada tra
Totò e Charlot. Del personaggio napoletano possedeva le
espressioni facciali, il fischio, le allusioni, lo scherno della posizione
sociale, la mossa impudica, mentre della maschera di Charlie Chaplin
annoverava la camminata, il bastone, l'elasticità che gli permetteva i
finti capitomboli. Di ambedue aveva il frac ed il cappello a bombetta,
simboli di una nobiltà decaduta e immiserita ma ancora fiera e dignitosa.
Il secondo saggio, “Vita
minuscola/grande rappresentazione” di Egidio Pani, è una breve ma
qualificata storia della comicità di strada della nostra penisola,
seguita da una caratterizzazione di Piripicchio, con un suo inserimento
nell'ambito di tale storiografia.
“Un trickster in Puglia?”
completa la sezione “Tre chiavi di lettura” con un'ampia disquisizione
sul comico e sul suo caratteristico, anche se certamente non originale,
humour. Questo saggio è forse il più esaustivo sul personaggio pugliese,
anche se il linguaggio oltremodo accademico potrebbe riuscire un
pochettino ostico al lettore medio. Le informazioni più interessanti su
Piripicchio, devo confessare che le ho trovate in questa dissertazione,
che ha presentato non solo l'immagine del comico, ma la ragione della sua
esistenza come artista e ciò che lo ha distinto dagli altri Piripicchio
passati ed odierni, personaggi che continuano la tradizione del 'giullare
di strada' e che sono interessanti anche e proprio per la loro estraneità
al loro ambiente, che permette al pubblico una fuga dalla 'normalità del
quotidiano'.
Le tre sezioni che seguono,
“Una faccia cento maschere”, “Ed ecco a voi...” e “Al vostro
buon cuore” sono prive di commenti e s'incentrano invece sulla maschera
di Piripicchio/Genovese come vista dall'obiettivo del
fotografo Angelo Saponara, autore del libro. Sono fotografie
magnifiche, che catturano non solo le varie espressioni facciali e le
movenze del comico, ma anche le reazioni del pubblico, presentandoci
immagini che parlano da sé e
affascinano con i loro tagli particolari e la loro rappresentazione di un
epoca tanto vicina ed allo stesso tempo già così lontana.
L'ultima
sezione comprende molti articoli brevi ma colmi di emozioni commenti addii
mirati al nostro Piripicchio. Sono coinvolgenti e rilevanti esposizioni
che completano l'opera d'illustrazione di Piripicchio, il comico di strada
che non sarà
mai dimenticato.
IDEA
MARZO 2009

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