.::MARZO 2009::.

PIRIPICCHIO E L’ULTIMA MOSSA

di Tiziano T. Dossena

“L'ultima mossa” è un omaggio ad un comico pugliese che scelse l'esibizione di strada a quella del teatro e  riuscì con questa sua decisione a lasciare un segno indelebile sia nella storia dello spettacolo italiano sia sul pubblico che ebbe la fortuna di "gustarselo" nelle varie feste patronali della Puglia e della Basilicata: Michele Genovese, in arte Piripicchio. Il libro si articola in cinque sezioni e quattro introduzioni. Le introduzioni sono del presidente della Provincia di Bari, dei sindaci di Bari, Barletta e Bitonto, di Michele Mirabella e del nostro caro amico, l'attore Lino Banfi. Il volume presenta nella prima sezione, a titolo “Tre chiavi di lettura”, tre visioni di questo 'giullare' del dopoguerra che si differenziano a volte anche profondamente ma che hanno una valida e bilanciata complementarità nel presentare l'immagine di questo commediante nostrano. Questi saggi sono indispensabili per comprendere la duttilità del personaggio e la sua rilevanza nell'ambito della commedia italiana in generale e de l Mezzogiorno in particolare. Chi non avesse avuto l'opportunità di rimirare le sue esibizioni non può certo comprendere, senza l'aiuto di questi articoli, il perché questo Piripicchio in particolare meriti tanta attenzione. Il primo saggio, “Recitare il sonno” di Vito Maurogiovanni, è una reminiscenza di un incontro con Genovese, alla fine del quale l'autore si rende conto che questo Piripicchio viveva seguendo degli standard tutti particolari ed il successo mancato nell'ambito del teatro o del cinema era probabilmente legato ad una scelta personale. Piripicchio, cioè Genovese, necessitava del contatto diretto con il pubblico, un contatto che gli portava grande soddisfazione, anche se certamente non grandi gratificazioni a livello finanziario. Questa sua apparente preferenza lo differenzia dall'altro grande commediante meridionale, Totò, che preferì la via del teatro e poi del cinema per portare il suo messaggio di comicità. Che poi anche le esperienze cinematografiche del grande comico partenopeo siano state limitanti e limitate è un discorso a sé, che richiederebbe un'accurata analisi e valutazione sia di queste scelte sia dell'universo dello spettacolo italiano di allora. Del resto, sia nei saggi citati sia negli articoli commemorativi, Piripicchio viene definito come un'impressione, una parodia a metà strada tra  Totò e Charlot. Del personaggio napoletano possedeva le espressioni facciali, il fischio, le allusioni, lo scherno della posizione sociale, la mossa impudica, mentre della maschera di Charlie Chaplin annoverava la camminata, il bastone, l'elasticità che gli permetteva i finti capitomboli. Di ambedue aveva il frac ed il cappello a bombetta, simboli di una nobiltà decaduta e immiserita ma ancora fiera e dignitosa. Il secondo saggio, “Vita minuscola/grande rappresentazione” di Egidio Pani, è una breve ma qualificata storia della comicità di strada della nostra penisola, seguita da una caratterizzazione di Piripicchio, con un suo inserimento nell'ambito di tale storiografia. “Un trickster in Puglia?” completa la sezione “Tre chiavi di lettura” con un'ampia disquisizione sul comico e sul suo caratteristico, anche se certamente non originale, humour. Questo saggio è forse il più esaustivo sul personaggio pugliese, anche se il linguaggio oltremodo accademico potrebbe riuscire un pochettino ostico al lettore medio. Le informazioni più interessanti su Piripicchio, devo confessare che le ho trovate in questa dissertazione, che ha presentato non solo l'immagine del comico, ma la ragione della sua esistenza come artista e ciò che lo ha distinto dagli altri Piripicchio passati ed odierni, personaggi che continuano la tradizione del 'giullare di strada' e che sono interessanti anche e proprio per la loro estraneità al loro ambiente, che permette al pubblico una fuga dalla 'normalità del quotidiano'. Le tre sezioni che seguono, “Una faccia cento maschere”, “Ed ecco a voi...” e “Al vostro buon cuore” sono prive di commenti e s'incentrano invece sulla maschera di Piripicchio/Genovese come vista dall'obiettivo del  fotografo Angelo Saponara, autore del libro. Sono fotografie magnifiche, che catturano non solo le varie espressioni facciali e le movenze del comico, ma anche le reazioni del pubblico, presentandoci immagini che parlano da sé e affascinano con i loro tagli particolari e la loro rappresentazione di un epoca tanto vicina ed allo stesso tempo già così lontana. L'ultima sezione comprende molti articoli brevi ma colmi di emozioni commenti addii mirati al nostro Piripicchio. Sono coinvolgenti e rilevanti esposizioni che completano l'opera d'illustrazione di Piripicchio, il comico di strada che non sarà mai dimenticato.

IDEA MARZO 2009

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