.::SETTEMBRE 2004::.

Un ponte

di collaborazione e solidarietà

tra Ceglie e New York

di Luca Di Presa

Un simbolico ponte di collaborazione e solidarietà è stato gettato ieri tra New York e Ceglie Messapica, città dove si è tenuta la conferenza di gemellaggio tra due giornali con un identico nome, "L'idea", stampati uno nella metropoli Usa, a cura della popolosa comunità italo-americana, e l'altro a Ceglie. Seguiti da un folto e attento pubblico il direttore generale ed il direttore italiano de L'Idea Magazine di New York, Leonardo Campanile e Marino Marangelli, il sindaco di Ceglie, Mario Annese, il direttore dell'Idea, Luca Dipresa, e il presidente dell'omonima associazione, Mino De Masi, hanno discusso, presso la sala consiliare del Municipio, d'informazione, del rapporto con gli emigrati e dell'Internet. Il sindaco Annese ha ricordato gli anni della "valigia di cartone", dell'emigrazione delle migliaia di cegliesi costretti ad abbandonare casa e famiglia per un lavoro al Nord o all'estero, sottolineando il ruolo di sviluppo svolto da tanti concittadini "che spesso son partiti per non far più ritorno". Il primo cittadino di Ceglie ha accolto ed esteso l'iniziativa partita da due associazioni, ma che appartiene a comunità più estese, sforzo e impegno legittimato proprio dal vertice dell'amministrazione comunale. Leonardo Campanile  ha ricordato il suo primo contatto con gli Usa, dove vi è giunto nel '72, e della necessità di raccordare la numerosa comunità italiana: "Solo del mio paese, che è Mola di Bari - ha riferito - vi sono a New York 20mila miei concittadini, cioè quasi un intero paese. Per questo nel '74 abbiamo dato vita ad un giornale che ci riunisse, e dopo molti sacrifici e lunghi anni quel giornale nel 2000 si è trasformato in rivista e oggi è un punto di riferimento per la comunità italiana negli Stati Uniti".


Degli sforzi di tenere legata alle origini la comunità pugliese negli Usa ha parlato Marino Marangelli, direttore italiano di L'Idea Magazine, mentre il direttore dell'Idea di Ceglie, Luca Dipresa, ha ricordato la nascita del periodico, che fra un anno celebrerà il decennale d'attività. Della situazione sulla stampa quotidiana e dei nuovi vettori di comunicazione, come Internet, ha parlato Mino De Masi, che ha voluto sottolineare la necessità ormai di una "informazione di qualità, certificata e talvolta, perchè no, anche interpretata, se basata sulla correttezza".
Nel corso della conferenza vi è stato uno scambio di targhe tra la comunità Usa e l'associazione L'idea, il Comune di Ceglie Messapica e l'amministrazione provinciale di Brindisi, rappresentata dall'assessore ai Lavori pubblici Nicola Ciracì. Sottoscritio inoltre dai presidenti dei due giornali, Leonardo Campanile e Mino De Masi, due documenti a suggello dell'incontro; uno resterà a Ceglie, l'altro volerà nella redazione di New York de L'Idea Magazine. La manifestazione ha proposto le bellezze del territorio cegliese e le espressioni della tradizione contadina, come quella enograstronomica presentata dall'associazione "Ceglie è...". Ma è stata anche l'occasione per ribadire la necessità di pace e fratellanza tra i popoli, un messaggio idealmente consegnato alla comunità italiana a New York, una delle capitali della democrazia e della libertà: "Pochi sanno che alla stesura della Costituzione americana ha partecipato anche un italiano" ha ricordato Campanile riferendosi a Filippo Mazzei, medico e diplomatico toscano che ebbe stretti rapporti con Benjamin Franklin e Thomas Adams, padri della "charta" americana. Toccante il ricordo dedicato alla morte del lagunare italiano ucciso domenica scorsa a Nassirya: "Vorrei che ci si raccogliesse tutti in riflessione per la morte del caporale Matteo Vanzan e per tutte le vittime della guerra in Iraq",   ha chiesto Mino De Masi mentre tutti i partecipanti si alzavano in piedi. Sul tema l'opera inedita offerta alla comunità di New York dal pittore cegliese Pino Santoro: "Ho idealizzato il Ponte di Brooklyn elevandolo a simbolo d'unione e di scambio tra due comunità;  nel caso specifico tra comunità amiche come Ceglie e New York, ma in senso più ampio - ha affermato l'artista -  tra nazioni, culture e religioni diverse, con manifesta speranza che non ci siano più Ground Zero e con l'auspicio che ci siano sempre meno conflitti e più solidarietà.
Per questo ho chiamato il mio quadro Solidarietà".

IDEA SETTEMBRE 2004

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