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Un
ponte
di
collaborazione e solidarietà
tra
Ceglie e New York
di
Luca Di Presa
Un
simbolico ponte di collaborazione e solidarietà è stato gettato ieri tra
New York e Ceglie Messapica, città dove si è tenuta la conferenza di
gemellaggio tra due giornali con un identico nome, "L'idea",
stampati uno nella metropoli Usa, a cura della popolosa comunità
italo-americana, e l'altro a Ceglie.
Seguiti
da un folto e attento pubblico il direttore generale ed il direttore
italiano de L'Idea Magazine di New York, Leonardo Campanile e Marino
Marangelli, il sindaco di Ceglie, Mario Annese, il direttore dell'Idea,
Luca Dipresa, e il presidente dell'omonima associazione, Mino De Masi,
hanno discusso, presso la sala consiliare del Municipio, d'informazione,
del rapporto con gli emigrati e dell'Internet. Il sindaco Annese ha
ricordato gli anni della "valigia di cartone", dell'emigrazione
delle migliaia di cegliesi costretti ad abbandonare casa e famiglia per un
lavoro al Nord o all'estero, sottolineando il ruolo di sviluppo svolto da
tanti concittadini "che spesso son partiti per non far più
ritorno". Il primo cittadino di Ceglie ha accolto ed esteso
l'iniziativa partita da due associazioni, ma che appartiene a comunità più
estese, sforzo e impegno legittimato proprio dal vertice
dell'amministrazione comunale.
Leonardo
Campanile ha ricordato il suo primo contatto con gli Usa, dove vi è
giunto nel '72, e della necessità di raccordare la numerosa comunità
italiana: "Solo del mio paese, che è Mola di Bari - ha riferito - vi
sono a New York 20mila miei concittadini, cioè quasi un intero paese. Per
questo nel '74 abbiamo dato vita ad un giornale che ci riunisse, e dopo
molti sacrifici e lunghi anni quel giornale nel 2000 si è trasformato in
rivista e oggi è un punto di riferimento per la comunità italiana negli
Stati Uniti".

Degli sforzi di tenere legata alle origini la comunità pugliese negli Usa
ha parlato Marino Marangelli, direttore italiano di L'Idea Magazine,
mentre il direttore dell'Idea di Ceglie, Luca Dipresa, ha ricordato la
nascita del periodico, che fra un anno celebrerà il decennale d'attività.
Della situazione sulla stampa quotidiana e dei nuovi vettori di
comunicazione, come Internet, ha parlato Mino De Masi, che ha voluto
sottolineare la necessità ormai di una "informazione di qualità,
certificata e talvolta, perchè no, anche interpretata, se basata sulla
correttezza".
Nel
corso della conferenza vi è stato uno scambio di targhe tra la comunità
Usa e l'associazione L'idea, il Comune di Ceglie Messapica e
l'amministrazione provinciale di Brindisi, rappresentata dall'assessore ai
Lavori pubblici Nicola Ciracì. Sottoscritio inoltre dai presidenti dei
due giornali, Leonardo Campanile e Mino De Masi, due documenti a suggello
dell'incontro; uno resterà a Ceglie, l'altro volerà nella redazione di
New York de L'Idea Magazine.
La
manifestazione ha proposto le bellezze del territorio cegliese e le
espressioni della tradizione contadina, come quella enograstronomica
presentata dall'associazione "Ceglie è...". Ma è stata anche
l'occasione per ribadire la necessità di pace e fratellanza tra i popoli,
un messaggio idealmente consegnato alla comunità italiana a New York, una
delle capitali della democrazia e della libertà: "Pochi sanno che
alla stesura della Costituzione americana ha partecipato anche un
italiano" ha ricordato Campanile riferendosi a Filippo Mazzei, medico
e diplomatico toscano che ebbe stretti rapporti con Benjamin Franklin e
Thomas Adams, padri della "charta" americana. Toccante il
ricordo dedicato alla morte del lagunare italiano ucciso domenica scorsa a
Nassirya: "Vorrei che ci si raccogliesse tutti in riflessione per la
morte del caporale Matteo Vanzan e per tutte le vittime della guerra in
Iraq", ha chiesto Mino De Masi mentre tutti i
partecipanti si alzavano in piedi. Sul tema l'opera inedita offerta alla
comunità di New York dal pittore cegliese Pino Santoro: "Ho
idealizzato il Ponte di Brooklyn elevandolo a simbolo d'unione e di
scambio tra due comunità; nel caso specifico tra comunità amiche
come Ceglie e New York, ma in senso più ampio - ha affermato l'artista -
tra nazioni, culture e religioni diverse, con manifesta speranza che non
ci siano più Ground Zero e con l'auspicio che ci siano sempre meno
conflitti e più solidarietà. Per
questo ho chiamato il mio quadro Solidarietà".

IDEA
SETTEMBRE 2004

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