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.::DICEMBRE 2001::. |
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UN PONTE ATTRAVERSO L’OCEANO di Marino Marangelli
Oggi 11 Ottobre 2001, ore 17,30, tutta Mola si è riunita, attraverso un ponte ideale, ai propri figli, amici e parenti che vivono nell’altra sponda dell’Oceano, a New York, dove esattamente un mese fa si consumava l’immane tragedia che mai mente umana (sana) poteva creare. La cerimonia religiosa, organizzata dalle famiglie Calabrese e Berardi allo scopo di ricordare i propri cari periti nel crollo delle due Torri, ha avuto la partecipazione di tutta la cittadinanza molese, in maniera tale da rendere impossibile l’accesso alla Chiesa del SS.Rosario di P.zza Eroi di tutti i convenuti, che in maggior parte hanno seguito la funzione dall’esterno. Durante la cerimonia funebre non sono mancati attimi di commozione. Toccante soprattutto l’omelia dell’officiante don Giovanni, che ha ricordato ai presenti i valori umani distrutti dall’insano gesto terroristico ed il lutto apportato a tante famiglie del mondo intero. Anche don Bruno Aloia ha voluto, con poche e semplici parole, unirsi al cordoglio di tutta la cittadinanza auspicando il ritorno alla giustizia ed alla pace nel mondo. Al termine, il Sindaco, i rappresentanti del Consiglio Comunale, le autorità civili e militari, e tutti i presenti hanno partecipato ad una fiaccolata che snodandosi per le vie cittadine si è diretta presso il Centro Anziani di Via Tommaseo dove si è svolta una cerimonia in memoria degli scomparsi. Hanno preso la parola il Sindaco Prof. Enzo Cristino, il Dott. Stefano Diperna e i rappresentanti delle Associazioni volontaristiche che hanno organizzato la fiaccolata. All’Associazione Italo-americana di Mola l’Amministrazione Comunale ha voluto consegnare una targa ricordo allo scopo di onorare le persone scomparse e ricordare il triste avvenimento. L’IDEA, rappresentata dal sottoscritto, ha voluto essere presente a questa manifestazione allo scopo di esternare, sia in maniera personale sia come rappresentante del Circolo Culturale di Brooklyn, il proprio cordoglio per i tragici avvenimenti avvenuti negli States e nello stesso tempo ascoltare le sensazioni e le parole dei parenti degli scomparsi presenti. Dalle parole degli zii della Signora Grazia Susca, Calabrese Francesca e Michele, cui ho rivolto parole di conforto, ho avvertito tutta la pena che hanno provato nell’attesa di notizie immediatamente dopo essere venuti a conoscenza della tragedia e del dolore nell’avere la certezza della perdita della loro nipote. Questa estate, in cui erano presenti a Mola un’infinità di concittadini provenienti dagli Stati Uniti in occasione della festa patronale e delle varie manifestazioni che l’Amministrazione Comunale e il Comitato festa Patria hanno voluto organizzare per onorare la loro presenza, nulla lasciava presagire una conclusione così tragica, aggravata anche dalla mancanza di notizie per l’interruzione delle linee internazionali telefoniche. Gli italoamericani che in quel momento si trovavano a Mola entravano in fibrillazione sia per la necessità di poter prendere contatto con i propri famigliari sia dall’impossibilità di poter raggiungere le proprie destinazioni e le uniche notizie che si potevano trarre filtravano solo attraverso gli organi d’informazione.Terribili ed ossessionanti erano le riprese trasmesse in continuazione dalle TV nazionali dell’attacco alle due Torri. Vedere quegli aerei puntare sul bersaglio, quelle persone affacciate alle finestre sventolare panni bianchi come a voler salutare per l’ultima volta un mondo che in quel momento non gli era certo amico.
L’impossibilità di salvarli, l’orrore nell’assistere impotenti a questo scempio su persone che non avevano niente a che fare con la politica è stata la cosa più atroce a cui mente umana poteva pensare. Non è stato certamente un affronto fatto solo agli Stati Uniti d’America, ma a tutto il mondo intero perché in quelle strutture vi erano cittadini di tutte le nazioni, compresi anche quelli di nazionalità degli stessi attentatori. Ancora oggi mi rivedo ammirare dall’alto della 1a Torre il panorama di New York, la magnificenza di quelle strutture che oltre ad essere dei capolavori d’architettura erano il simbolo della stessa America e della sua economia. Sono convinto che quel certo Bin Laden, con il suo sciagurato gesto non ha raggiunto il proprio scopo, ma non ha fatto altro che rinsaldare lo spirito che anima il popolo Americano, sempre unito e solidale nelle avversità. Certo il nome di questo mostro entrerà nella storia non come un difensore della sua fede, che non predica certamente la morte d’altri esseri umani, ma come di un demonio incarnato che in nome della religione ha fatto un bagno di sangue di persone inermi ed innocenti.
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