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LE
PORTE DEL PARADISO
di
Tiziano T. Dossena

Il
Battistero di Firenze, dedicato a San Giovanni Battista, il patrono
della città, è una magnifica chiesa a forma ottagonale che fronteggia
il Duomo e che fa sfoggio di tre magnifici portali di bronzo. Il primo,
che fu completato nel 1338 da Andrea Pisano ed è orientato a sud, offre
episodi della vita del santo. La seconda coppia di porte, che denota sia
l'evoluzione artistica sia quella tecnica della scultura bronzea
avvenuta in quegli anni, è opera di Lorenzo Ghiberti, noto orafo e
scultore, e fu installata nel 1424. Queste porte del Ghiberti, che sono
ricoperte d'oro e richiesero ben ventun anni per la preparazione,
occupavano il portale orientale del Battistero, quello che si affaccia
al Duomo, ma furono spostate al lato nord per essere rimpiazzate da
un'altra coppia di porte, opera anch'esse del maestro Ghiberti.
L'alluvione del 6 novembre 1966 strappò sei pannelli bronzei da queste
più recenti porte orientali, forzando un ripristino e restauro che, del
resto, era già più che necessario, considerando i danni causati
dall'inquinamento atmosferico. Nel corso dei secoli, difatti, ma
specialmente dopo l'aumento astronomico del traffico stradale,
all'interno di questi magnifici pannelli era in corso la corrosione del
bronzo dovuta alla reazione galvanica fra questo metallo e l'oro che lo
ricopriva.
I prodotti di corrosione
avevano fatto rialzare la doratura, ed in alcuni casi creato piccoli
forellini che stavano mettendo in pericolo l'integrità della superficie
di questi pannelli, o formelle. I pannelli che erano stati staccati
dall'alluvione, furono riportati alla magnificenza originale grazie ad
un bagno in sali di Rochelle (potassio e sodio tartrato) che rimosse le
incrostazioni. Queste formelle furono poi inserite in contenitori
riempiti d’azoto, al fine di evitare il riformarsi delle ossidazioni,
ed è in questi involucri che sono ora esposti al pubblico.
I quattro pannelli rimanenti
dovevano essere altresì restaurati, ma il Ghiberti aveva fatto un tale
lavoro di precisione nell'inserirli, che ci vollero cinque anni per gli
esperti affinché si riuscisse a toglierli senza produrre grossi danni.
Parte delle decorazioni e delle teste sono ancora incastonate nelle
porte, essendo pressoché impossibile rimuoverle senza inconvenienti.
Negli anni che seguirono, il
restauro di queste formelle fu effettuato grazie ad una tecnica
sviluppata negli anni novanta, basata sull'uso dei raggi laser, che non
disturba la doratura.
Ecco quindi che tre di queste
formelle, nella loro straordinarietà, sono arrivate al Metropolitan
Museum di New York, dove sono state ospiti fino al 13 gennaio, per poi
tornare definitivamente in Italia. I visitatori che hanno potuto
ammirare questi pannelli bronzei posizionati all'interno di una stanza
che aveva tutte le caratteristiche strutturali di un cortile del
rinascimento italiano, hanno avuto anche il privilegio di ammirare una
riproduzione fotografica in misura reale del portale, avendo quasi
l'impressione di essere veramente di fronte al Battistero di Firenze.
Una
mostra unica ed irripetibile, che ci ha sorpreso anche per
l’importanza di questi pannelli bronzei. Le porte da cui provengono
furono difatti appellate Porta
del Paradiso da Michelangelo Buonarroti, e definite da Vasari
come il migliore capolavoro che sia mai stato creato. Con un peso
complessivo di circa 54.000 chili, queste due porte bronzee erano un
lusso incredibile per quei tempi, dato che il bronzo era estremamente
caro e richiesero ventisette anni per il loro completamento. Commissionate
da l'Arte di Calimala,
una corporazione di mercanti dell'epoca chiamata anche Arte
dei Mercatanti, queste due porte nacquero quindi come un'opera
eccezionale sia per il loro costo sia per la finezza del lavoro
artistico, e guadagnarono immediatamente il rispetto degli artisti
italiani, che le usarono da allora come punto di riferimento per la
perfezione scultorea. Le formelle hanno un'altra caratteristica che le
distingue da quelle prodotte da altri artisti rinascimentali, ed è
l'eccezionale uso della prospettiva che dona a queste creazioni
un’incredibile tridimensionalità.
L'arrivo
a New York di questa Porta del Paradiso, anche se in versione ridotta,
è stato quindi un’eccellente ed impareggiabile opportunità, che
speriamo i nostri lettori newyorchesi non abbiano perso, per ammirare
uno dei più interessanti capolavori rinascimentali e contemporaneamente
per fare un breve viaggio a Firenze. Chi l'avrebbe potuto mai
immaginare?
Nel corso dell’esposizione
è stato presentato al pubblico il volume THE
GATES OF PARADISE: Lorenzo Ghibert’s Renaissance Masterpiece,
edito da Gary M.Radke per la casa editrice Yale University Press. Questo
libro non solo spiega dettagliatamente le varie fasi di produzione ed i
dettagli del capolavoro di Ghiberti, ma narra anche del risultato
dell’inquinamento e dell’alluvione, e del conseguente restauro.
L’affascinante vicenda è corredata da 269 illustrazioni a colori: una
vera chicca sia per gli esperti sia per i curiosi.
IDEA
MARZO 2008

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