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L’informazione
locale in “Primo piano”
Un
mensile al servizio di Bitonto
di
Mimmo Larovere
52 numeri
pubblicati, 1.200 copie di tiratura, 200 abbonati, una raccolta
pubblicitaria pari a 60 milioni l’anno.
Sono i numeri di “Primo
piano”, il mensile bitontino di cultura, politica e attualità,
fondato nel 1996.
Un “vessillo” che siamo
orgogliosi di sventolare, risultato di un lungo ed incessante lavoro che
ci ha portato, partendo da zero, a realizzare un nuovo giornale, in una
terra certamente poco ospitale verso iniziative del genere.
Un bilancio positivo che, però,
non ci esime dalla necessità di guardare al futuro con grande realismo,
nella consapevolezza che ai tanti sacrifici fatti, se ne dovranno
aggiungere altri per dare fisionomia più stabile all’iniziativa,
puntando su qualità, approfondimento delle notizie e radicamento sul
territorio.
Ma torniamo al primo numero
di “Primo piano”, all’ormai lontano febbraio 1996.
Il giornale a cui demmo il
varo in quei giorni raccoglieva l’eredità di una precedente
pubblicazione: “L’obiettivo”, mensile fondato a Bitonto nel 1987.
In quella gloriosa testata confluirono esperienze e personalità
diverse.
I redattori più
“anziani” affondavano le proprie radici culturali nel ‘68, periodo
di grandi contestazioni e profonde trasformazioni. Per i più
“giovani”, cresciuti in un clima più disteso, le motivazioni erano
diverse, ma la passione ugualmente forte.
Dopo un lustro d’attività,
le difficoltà economiche ci costrinsero, davvero a malincuore, a
sospenderne la pubblicazione.
Sulle orme di quell’esperienza,
un grande laboratorio in cui avevamo affinato tecnica e obiettivi,
nacque “Primo piano”.
Gli inizi non furono facili,
come sempre succede: i mezzi a disposizione erano scarsi, le difficoltà
tecniche notevoli.
Quei primi tempi vissuti da
“pioneri”, oggi ci fanno sorridere: ricordo, non senza nostalgia,
quando ci ritrovavamo intorno ad un grande tavolo, ad incollare le
strisciate dei “pezzi” su fogli riproducenti la “gabbia” del
giornale. Il primo numero di “Primo piano”, 16 pagine formato
tabloid, fu accolto con grande calore in città: finalmente, un organo
d’informazione giovane e “critico”.
Il nucleo “storico” della
redazione (oltre al sottoscritto, Mimì Luiso, Antonio Torricelli,
Franco Verricello, Vincenzo Sblendorio) si arricchiva di giovani,
esperti anche nell’uso delle nuove tecnologie informatiche (Alessandro
e Massimiliano Robles).
Da febbraio 1996 il nostro
mensile “segna” le tappe della storia cittadina, testimoniandone i
fatti salienti, ma dando risalto, anche, alle innumerevoli
“microstorie” che altrimenti passerebbero inosservate.
Attraverso le colonne di
“Primo piano” abbiamo sostenuto importanti “battaglie”
(l’ultima, ancora in corso, sul rischio chiusura dell’ospedale),
seguito l’esordio cinematografico di Bianca Guaccero, giovanissima
concittadina con un futuro da star (al suo attivo una fiction di Rai2
girata in parte a Bitonto), applaudito l’affermazione del nostro
Antonio Bellavista, coriaceo e bravo centrocampista del Bari.
Abbiamo documentato le
vicende politico-amministrative dell’ultimo quinquennio e salutato le
vittorie di concittadini presenti ai massimi livelli istituzionali:
dalla Camera, con Giuseppe Rossiello, al Senato, con Giuseppe Degennaro,
al Parlamento Europeo, con Giovanni Procacci.
Ci siamo occupati più volte
del nostro Michele Mirabella, il professore showman televisivo e di
Maria De Caro, vice segretaria del Quirinale.
Un giornale proteso verso
l’attualità, ma saldamente ancorato alle radici culturali e storiche
della nostra città.
Ringraziando il direttore de L’IDEA
Magazine, Leonardo Campanile, per la squisita ospitalità, mi piace
concludere questo pezzo con l’invito ai tanti concittadini residenti
negli States a collaborare con il nostro giornale, inviandoci articoli e
foto.
Servirà
a rafforzare i vincoli d’amicizia e a riaffermare le comuni radici
culturali.
IDEA
SETTEMBRE 2001

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