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.::SETTEMBRE 2001::. |
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ARTICOLO SU BITONTO DEL
PROF. Bitonto e la sua storia millenaria
Le origini di Bitonto sono remote e la sua storia plurimillenaria, come testimonia il suo nome, di sicura origine pelatina, si intreccia con altre civiltà di origine balcanica e illirica. I primi insediamenti umani si concentrarono lungo il torrente Tifre, o Tiflis, come è comunemente conosciuto, e la lama di Macina, un tempo ricca di acque. Numerose sono le fonti letterarie in cui è citata Bitonto: Plino, Marziale, Frontino, nell’itinerario dell’imperatore Antonio e in tante altre. Prima del IV secolo a.C. le notizie relative a Bitonto sono oscure e frammentarie, pur se in questo periodo vengono coniate monete bitontine e pur se a quest’epoca risalgono numerosi reperti archeologici venuti alla luce durante i lavori di scavo ed ora custoditi nei musei di Bari, Taranto e della stessa Bitonto. Entrata nell’orbita del potere di Roma dopo la guerra annibalica, diventa municipio romano e si arricchisce di numerosi edifici; nella zona alta della città fu elevato un tempio dedicato alla dea. Minerva, laddove ora sorge la chiesa di S. Pietro in vincoli. Attraversata da importanti arterie stradali come la via Appia – Traiana, Bitonto godette di una economia vivace grazie anche alla presenza in città, soprattutto in età alto – medievale, di una cospicua colonia ebraica che si era stanziata a ridosso delle mura interne della città, nella zona comunemente conosciuta come Cicciovizzo. Organizzata in diocesi, Bitonto fu sconvolta dall’invasione Longobarda che ridusse le sedi vescovili. Saccheggiata nel 975 dal catalano bizantino Zaccaria, Bitonto si risolleva alla vigilia del secondo millennio. Fu infatti nella seconda metà del secolo XI, in piena età normanna, che si dette inizio alla costruzione della cattedrale, che si protrasse fino al secolo XIII, in puro stile romanico. Il Duecento fu l’età degli Svevi e di Federico II, l’imperatore che si fece amare e odiare dai Bitontini e che tuttavia dette impulso all’economia poi compromessa dagli Angioini. Ma Bitonto si riprende e riesce ad occupare un posto di tutto rispetto nel contesto socio – culturale del Regno. Prova ne sia il rinnovamento edilizio che, in età rinascimentale costituisce nello splendido ed ampio centro storico uno scenario di arte mutata da influenze fiorentine e catalane. L’affrancamento della città dal regime feudale, col versamento di 66.000 ducati al Gran Capitano F. Consalvo di Cordova, permette alla borghesia di origine spagnola di attuare investimenti fondiari e di inserirsi nel novero dei nobili e governarne i privilegi. Nello stesso tempo, la stessa nobiltà supporterà una classe di artigiani, pittori, scultori, scalpellini e architetti che lasceranno l’impronta indelebile della loro arte. La dominazione spagnola durerà fino agli inizi del ‘700, quando prenderanno il potere gli Austriaci, poi cacciati dal Mezzogiorno dopo la battaglia di Bitonto del 26 Maggio 1734. Questa vittoria di Carlo di Borbone segnerà un corso nuovo alla storia dell’Italia meridionale e costituirà un primo passo all’Unità d’Italia a cui parteciparono numerosi bitontini con i moti rivoluzionari dal 1821 al 1848. Nella seconda metà dell’Ottocento vengono fondati il Teatro Umberto, il Convitto dei Lateranensi (poi Liceo classico), l’Istituto Maria Cristina di Savoia, la Scuola di disegno ad opera del pittore Francesco Spinelli. Da allora Bitonto, con una popolazione di circa 60.000 abitanti, è impegnata in una crescita civile ed economica. L’esperienza culturale è per Bitonto uno dei momenti di maggiore aggregazione sociale. Convegni di studio e conferenze sui temi più diversi (culturali, economici, sociali), mostre di arte figurativa, concerti di musica classica e leggera vengono patrocinati dall’Amministrazione comunale, affiancata dal Centro Ricerche di Storia e Arte, che opera sul territorio da oltre 33 anni per la salvaguardia e conservazione dei Beni storici della città, e la cui attività è testimoniata dalla rivista “Studi Bitontini” con cadenza semestrale, conosciuta in tutta Italia e fuori. La sensibilità per le antiche tradizioni culturali si sperimenta nelle numerose manifestazioni religiose, sagre, fiere. Durante la Settimana Santa l’esplosione di fede prende corpo nei riti che culminano nella processione notturna del Sabato, con la teoria delle statue dei Misteri, e del Venerdì. Il 6 Aprile e nei giorni seguenti si rinnova la Fiera di S. Leone, di origine medievale, ricordata nel Decameron di Boccaccio. Il 26 Maggio sfila per la città la processione di Maria SS. Immacolata per ricordare il miracolo del 1734, allorquando Ella salvò Bitonto dal saccheggio delle truppe spagnole vittoriose sugli Austriaci. In Agosto raggiunge il culmine l’intenso programma della Bitonto Estate con spettacoli di diverso genere e per tutti i gusti. La terza domenica d’ottobre la città accoglie i pellegrini da tutta l’Italia meridionale per la solenne processione dei Santi Medici Cosma e Damiano, venerati nella grandiosa Basilica, ultimata negli anni ’70. Prof. Felice Moretti – Centro Ricerche di Storia e Arte Bitontina Dott. Pasquale Cioce – Biblioteca Comunale Bitonto Dott. Giuseppe Granieri – GRANIERI.IT ADV & MULTIMEDIA
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