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PROSEGUENDO,
NICCOLO'...
di
Antonio Palumbo
 L'apertura
di quel loculo, Niccolò, se da una parte ci aveva procurato una profonda
delusione nel vedere tre scheletri, separati da un lenzuolo (un tempo
bianco) diventato color verderame e che si polverizzava al solo sfiorarlo,
dall'altra diventava la sfida ad andare avanti…
Lo
stesso responsabile dell'Archivio Comunale Cimiteriale, sig. Antonio
Romano, che in un primo momento aveva solo acconsentito a svolgere per noi
le prime ricerche, ora condivideva la nostra caparbietà e voglia di
arrivare a te… anzi, ne rimaneva coinvolto!
Quella scritta sul marmo, però… Vincenzo van Westerhout… per sé e
pe' suoi… luglio 1884… ci aveva fatto escludere che si trattasse di
tuo fratello, anche per il fatto che era un modesto maestro di musica e
divideva con te e tua sorella Rosa la casa ai quartieri spagnoli…
Avrebbe potuto, all'età di 31 anni, nel pieno della sua vita, acquistare
un loculo per quando sarebbe morto… per sé e per qualcun altro dei suoi
parenti? Mah!
Questo dubbio è dovuto al fatto che anche nel volgere degli anni
successivi alla tua morte, dovette spesso, molto spesso, cambiare
abitazione.. e
sempre per questioni economiche!
Da
una seconda indagine in archivio a Mola, nessuno dei fratelli di tuo padre
si chiamava Vincenzo... solo lui, quindi... Vincenzo
Nicola di Onofrio, tuo fratello maggiore nato 4 anni prima, il 10.10.1853,
secondo di 6 figli:
Rosa
,
Vincenzo Nicola appunto, Angela Maria, Nicola, Antonia, Giuseppe Natale…
(e se invece Vincenzo fosse un tuo cugino?... altro dubbio amletico!)
Ritornando al loculo... dando per scontato che uno dei resti sia Vincenzo
(è lui che ha fatto l'acquisto…) l'altro sei tu (il signor Romano
esclude ogni dubbio documentando il tuo funerale a spese del Comune così
come risulta nell'Archivio Storico Cimiteriale… l'altro ancora (o
l'altra?)… Se Vincenzo fosse sposato, si potrebbe pensare a sua
moglie… altrimenti a vostra sorella
Rosa
;
comunque una donna; e lo scheletro di una donna è facilmente
distinguibile da quello di un uomo!
Resta il dilemma, quindi: quale dei due? Purtroppo
negli archivi di Mola non venivano annotati, allora, (ma non solo a Mola,
credo) gli atti di morte avvenuti in altri luoghi... e nessuno dei 6
fratelli (pur essendo tutti molesi di nascita) risulta morto a Mola…. Il
nostro proponimento, quindi, è diventato questo: sapere quando è morto
Vincenzo perché, se la differenza d'età fra voi due è notevole (anche
se non abbastanza) basterebbe un esame macroscopico delle ossa a
distinguere entrambi, senza ricorrere a specialisti…. Anche di questo si
sta occupando il signor Romano: conoscere la data di morte di Vincenzo e
degli eventuali altri van Westerhout deceduti a Napoli...
Tutto
sembrava filare liscio… tutto sembrava così logico, facile,
scontato… fino a quando una telefonata, sempre del signor Romano (che
nel frattempo continuava le sue ricerche d'archivio), ci comunicava che
nel 1905 risultava morto a soli 38 anni (essendo nato nel 1867) un Antonio
van Westerhout, e che si trova certamente in quel loculo avendo avuto il
funerale, come lo avesti tu a suo tempo, a carico del Comune, il giorno 18
dicembre 1905, essendo morto il 16 o il 17….
Naaaah… e questo Antonio, adesso, chi è??? Per giunta, morto più o
meno alla tua stessa età?
Delusione e rabbia… sconcerto e sconforto!! […]
Comunque, si va avanti... anzi, si riprende tutto daccapo, per cercare di
risalire a questo Antonio van Westerhout!. Eh sì che è tutto strano, sin
da quando don Nicola van Westerhout (tuo nonno), "virtuoso di
musica" nato a Monopoli nel 1785, si trasferì a Mola per svolgere la
sua attività di organista (per poi rientrare in vecchiaia definitivamente
a Monopoli). Degli otto figli di Nicola e Rosa Schiavone (Antonia,
Onofrio, Celestino, Gasparo, Giuseppe, Luigi, Raffaele e Saverio), tutti
nati a Mola, solo Onofrio, tuo padre e sua moglie Teresa Montini,
continuarono la progenie molese con i loro sei figli...
Però,
di tutta questa prolifica tribù di lontana origine fiamminga, a Mola non
ne rimarrà discendenza…
IDEA
DICEMBRE 2005

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