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.::DICEMBRE 2008::. |
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LA PUGLIA VA A GONFIE VELE GRAZIE ALL’EOLICO di Patrizia Di Franco
Il settimanale britannico “New Scientist” ha rimarcato l’importanza dello sviluppo sostenibile, e ravvisato nelle fonti energetiche rinnovabili, un potenziale di 310mila terawattora di produzione elettrica, a fronte degli attuali 19mila forniti da combustibili fossili. In pole position, con 138mila TWh, il geotermico, ossia l’energia generata tramite fonti geologiche di calore, che si differenzia: in alta entalpia ovvero alta temperatura adoperata dalle grandi centrali per produrre sia calore che energia elettrica;e in bassa entalpia, ossia utilizzata dalle utenze domestiche per la produzione di calore e acqua calda sanitaria oppure per il raffrescamento. Segue a ruota l’eolico (si ricava energia dal vento) con 106mila TWh; poi il solare con produzione di energia elettrica (pannelli fotovoltaici) ed energia termica (pannelli solari termici); l’idroelettrico (dal movimento dell’acqua si ottiene energia elettrica). Infine, le biomasse, cioè la parte biodegradabile dei prodotti, rifiuti e scarti residuali provenienti dall’agricoltura (sostanze vegetali e animali incluse), dalla silvicoltura, dal biodegradabile dei rifiuti industriali e urbani, potrebbero far registrare i 23mila TWh. Il sindaco di New York, Michael Bloomberg, punta sull’eolico off-shore ma non solo, mira infatti all’estensione dell’eolico anche sul ponte di Brooklyn e sui titanici grattacieli come l’Empire State Building: le turbine a vento garantirebbero alla Grande Mela, il 10% del suo fabbisogno energetico e i timori dei gravi black out potrebbero così diventare un incubo del passato, peccato che le buone intenzioni di Bloomberg non siano sostenute da studi di fattibilità, permessi e, conditio sine qua non, da cospicui finanziamenti. Il prossimo Presidente degli Usa, Barack Obama, si mostra particolarmente attento alle tematiche ambientaliste e punta anch’egli su eolico e solare, sicuro che possano rappresentare anche un fondamentale volano per l’occupazione. L’era delle rinnovabili è realtà consolidata in Europa. La Danimarca, patria dell’eolico, e la Svezia terra dell’idroelettrico, si elargiscono mutua assistenza. In Germania c’è tuttora il nucleare, ma l’incremento ed il forte sviluppo ormai ubiquitario delle rinnovabili è tale che il governo tedesco ha deciso di fare inversione di marcia e dire addio al nucleare entro il 2020. Il geotermico in Toscana, l’eolico in Puglia, Campania, Sicilia, Sardegna, sono soltanto alcuni degli esempi e delle punte di diamante di una realtà in continua crescita. Dalle stime e dalle previsioni dell’Enea, emerge che nel Belpaese, c’è la possibilità di installare 20mila MegaWatt tra terra e impianti off-shore (al largo, in alto mare). La Puglia è il maggiore produttore nazionale di eolico e conquista il terzo posto in Italia per quanto riguarda il fotovoltaico, due bei primati da gestire al meglio: questa la sfida del futuro. La Puglia ha superato i 700 MW di potenza eolica installata (733 MW per la precisione), il 94% delle torri è posto in territorio dauno, Capitanata, subappennino dauno, provincia di Foggia, e si attende a breve un rilevante sviluppo nella Murgia. L’energia eolica é una fonte rinnovabile e quindi non necessita di alcun tipo di combustibile, poiché sfrutta l’energica cinetica del vento. In maniera esemplificativa una turbina eolica funziona in maniera contraria a un ventilatore: ossia invece di utilizzare energia elettrica per ottenere vento, un aerogeneratore sfrutta il vento per produrre energia. Il vento muove le pale che a loro volta fanno girare un albero meccanico collegato a un generatore che alla fine produce elettricità. I luoghi dove vengono sistemati gli aerogeneratori sono chiamati parchi eolici e vengono costruiti sui crinali delle colline (in genere tra i 600 e i 1500 metri di altitudine), in valli ventose, e off-shore, in mezzo al mare, dove il vento è più forte e regolare. La maggior parte degli aerogeneratori installati sono ad asse orizzontale, con asse di trasmissione parallelo al suolo. Posto alla sommità del sostegno c’è la gondola o navicella, che è in grado di ruotare rispetto al sostegno, al fine di mantenere l’asse della macchina sempre parallelo alla direzione del vento (orizzontale). Nella gondola vi sono: l’albero di trasmissione lento; il moltiplicatore di giri; l’albero veloce; il generatore elettrico e i dispositivi ausiliari; all’estremità della gondola è collocato il rotore, costituito da un mozzo sul quale sono montate le pale, in fibra di vetro.
La forma delle pale è ideata in maniera tale che il flusso dell’aria che le investe possa azionare il rotore da cui l’energia cinetica del vento viene trasmessa ad un generatore di corrente connesso ai sistemi di controllo e trasformazione tali da regolare la produzione di elettricità. L’aerogeneratore agisce in base alla forza del vento, affinché si verifichi l’avviamento occorre che la velocità raggiunga una soglia minima d’inserimento. Uno dei requisiti tecnici essenziali è il seguente: gli aerogeneratori devono essere ben elevati , affinché possano utilizzare al meglio la potenza del vento; un piccolo impianto va elevato almeno a 18 metri, uno grande ad almeno 30 metri d’altezza. Riguardo all’eolico in Puglia, energia più pulita e meno costosa, alcune associazioni ambientaliste e animaliste protestano e manifestano ampio dissenso, come la Lipu secondo cui, per esempio, le pale disturbano le rotte migratorie degli uccelli. Legambiente, la principale associazione ambientalista italiana, è favorevole, con particolare accortezza ovviamente all’impatto ambientale. Si è espresso, riguardo all’eolico, il Presidente di Legambiente Puglia, Francesco Tarantini. L’IDEA: “La Puglia, con 38 parchi, 35 nella sola Capitanata, ha scalzato la Campania dal primo posto, la vostra posizione sull’eolico è di consenso e apertura; critica quella sui Prie (piani regolatori per l’installazione di impianti eolici). Con la sentenza Tar Puglia 2128/2008, sono stati abrogati due articoli del regolamento 16/2006. C’è il rischio dunque che si possano installare pale eoliche anche nei siti SIC (siti di importanza comunitaria) e ZPS(zone a protezione speciale)?” Francesco Tarantini: “Abbiamo criticato i Prie, molto spesso i Comuni vengono fagocitati dalle aziende, siamo stati profetici nel prevedere ciò che volevamo evitare, ossia l’effetto selva. Siamo favorevoli all’eolico, ma non va installato nelle zone SIC e ZPS. Abbiamo pronunciato un secco No riguardo installazioni nel costone murgiano”. L’IDEA: Parliamo di eolico off-shore. Manfredonia si “prenota”per 2 parchi, il golfo di Manfredonia fa gola anche agli spagnoli della Gamesa. Tra i tanti progetti di tipo”near shore”c’è quello della Energy Spa nel porto di Taranto. L’assessore regionale all’Ambiente, Michele Losappio, ha rimarcato che si è creata una sovrapposizione di numerosi progetti nelle stesse aree e ha rivendicato l’esclusiva competenza da parte della Regione Puglia di pronunciarsi sulla VIA (valutazione di impatto ambientale). Qual è la posizione di Legambiente sull’eolico off-shore?”. Francesco Tarantini:”Siamo favorevoli sia all’eolico a terra che a quello off-shore, però riguardo quest’ultimo auspichiamo una regia della Regione Puglia che con la VIA, valuti se non sia il caso di ridurre il numero delle pale in primis a Margherita di Savoia e Manfredonia, e se il rapporto tra allevamenti ittici e impianti sia equilibrato e ottimale. Sono poi essenziali la salvaguardia dell’habitat e la tutela dell’avifauna migratoria. Il Governo centrale deve tener conto delle indicazioni e delle volontà delle Amministrazioni locali”. L’Osservatorio nazionale WindIT di Nomisma Energia (costola della Ne, Nomisma Energia di Bologna) ha censito gli impianti attivi in Puglia e rilevatone i suoi 733 MW. L’ingegnere gestionale, Giuseppe Mastropieri, Senior consultant in NE Nomisma Energia, energy economist e management engineer a Bologna, è responsabile e coordinatore dell’Osservatorio WindIT del settore eolico italiano e segue lo sviluppo dei mercati delle fonti rinnovabili nel Sud Italia, in particolare in Puglia. L’IDEA: “Amory Bloch Lovins, fondatore e presidente del Rock Mountain Institute, noto ambientalista statunitense, punta sui NegaWatt (quantità d’energia risparmiata) e ha affermato che la microgenerazione elettrica ed eolica è arrivata a coprire 1/6 del totale di elettricità prodotta nel mondo. Qual è il futuro dell’eolico in Puglia? E l’eolico in realtà è un trend virtuoso o mero business?”. Giuseppe Mastropieri : “Bella domanda (sorride). L’eolico giocherà un ruolo significativo e predominante già nel 2020, e di assoluto primo piano nel 2030. Occorre però potenziare la rete di energia elettrica. In Puglia prevediamo il raggiungimento di 800 MegaWatt entro fine anno e uno sviluppo anche nel territorio della Murgia, barese e tarantina, di 500-600 MW entro il 2012. Nel 2012-2015 in Puglia si potrebbero registrare 3000-4000 MW di potenza eolica. Benefici anche d’ordine fiscale, cancellazione Ici, Tarsu, soppressione dell’Addizionale Irpef, bonus, progetti vari: è un gran “sollievo” per i Comuni dell’entroterra beneficiare dell’eolico. Occorre però valutare bene i progetti e le domande, prima di rilasciare autorizzazioni; la crisi finanziaria paradossalmente sarà un toccasana, porterà a una razionalizzazione della filiera e quindi sarà minore il rischio di speculazioni in generale. La Giunta Vendola sta facendo della politica energetico-ambientale un aspetto qualificante del suo mandato. Sono molteplici le iniziative volte non solo a promuovere l’installazione degli impianti, ma anche a stimolare le iniziative industriali manifatturiere in grado di imprimere sviluppo economico ed occupazionale. La Puglia ha operato bene finora grazie ad un favorevole clima politico-istituzionale, ma può e deve fare ancor meglio rispetto al passato, con un’auspicabile regia e ottima gestione di risorse preziose e potenzialità da record. Riguardo all’off-shore, un aspetto interessante riguarda il sistema dell’ancoraggio dell’eolico, i bassi fondali a lunga distanza dalle coste rappresentano l’optimum e per l’off-shore penso a zone come il Salento, Taranto, vocate per l’eolico off-shore come lo sono la Sicilia, la Campania, la Puglia per l’eolico a terra e off-shore, favorite dal clima e da requisiti morfologici e ambientali. Riguardo all’eolico in generale, dalle simulazioni di NE sulla base dei progetti autorizzati, nel 2009 la crescita del settore potrebbe rivelarsi decisamente più sostenuta grazie alla realizzazione di interventi di potenziamento della rete elettrica nazionale e alla riduzione dei tempi di fornitura delle turbine: la capacità installata potrebbe infatti attestarsi in un range tra 4.100 e 4.300 MW".
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