.::GIUGNO 2006::.

PER UN

“RECUPERO”

DI NICCOLÒ VAN WESTERHOUT

di Franco Sciannameo

Il progetto di riesumazione delle spoglie del compositore molese Niccolò van Westerhout (1857-1898) e del trasporto delle medesime da Napoli alla città natale, così appassionatamente delineato nel numero dello scorso marzo dell’Idea Magazine, va entusiasticamente applaudito e supportato in tutti i sensi. Allo stesso tempo, ricordando la massima di Gustave Flaubert che “l’uomo è niente ma l’opera è tutto,” bisogna tener presente che Niccolò van Westerhout fu compositore assai apprezzato e che la sua creatività, anche se da tempo assopita in un oceano di note vergate su carta pentagrammata, è in attesa di essere nuovamente decifrata, risvegliata e trasformata in suoni. Infatti, a pensarci bene, il compositore è un essere immortale, in quanto rinasce e rivive ogni qualvolta la sua musica viene eseguita.

Dunque, il “recupero” di Niccolò van Westerhout deve aver luogo anche in sede artistica, perchè oltre a raccoglierne le spoglie mortali bisogna adesso raccoglierne le note immortali e farle sentire.

Fortunatamente qualcosa a riguardo è stata già fatta; circola infatti da alcuni anni un pregevolissimo compact disc di musiche di Niccolò van Westerhout eseguite dall’illustre pianista barese Pierluigi Camicia. Il disco, prodotto dalla Bongiovanni di Bologna (GB 5098-2) ed intitolato INSONNII è ottenibile negli Stati Uniti presso i negozi di dischi oppure in rete. L’incisione, comprendente undici pezzi per pianoforte intitolati appunto Insonnii -- brevi brani impetuosamente romantici e suggestivi -- e la monumentale Sonata in fa minore composta nel 1888 e dedicata a Johannes Brahms, dimostra l’abilità del van Westerhout di saper fondere le forme classiche con il linguaggio tardo romantico tipico del dedicatario. Questi lavori, della totale durata di appena un’ora, offrono un eloquente saggio del genio dell’esimio musicista pugliese il quale altro non chiede, specialmente ai suoi concittadini, corregionali e connazionali, che la sua musica sia divulgata.

Oltre ad una discreta e fortunata produzione pianistica e salottiera, il van Westerhout fu autore di sinfonie, concerti, musica strumentale e vocale da camera e di ben quattro opere: Cimbelino, Fortunio, Colomba e Doña Flor; un patrimonio artistico dunque di notevoli dimensioni, completato nell’arco di una vita purtroppo assai breve.

Del Fortunio, opera in tre atti basata su una novella di Théophile Gautier, sono stati recentemente rinvenuti nel corso delle nostre ricerche presso biblioteche americane, alcuni rari esemplari dello spartito per voci e pianoforte pubblicato dall’editore Sonzogno a Milano nel 1898. Osservate le dovute formalità ed avendo ottenuta l’autorizzazione di usare tale materiale, si è pensato di riproporre al pubblico l’ascolto di una raccolta di pagine scelte tratte dal Fortunio nel corso di un concerto celebrativo dedicato a musiche del maestro molese in occasione del 150esimo anniversario della nascita occorrente nel 2007.

Questo progettato “recupero” artistico andrebbe quindi a complementare il già annunciato “recupero” materiale di un uomo che seppe onorare allo stesso tempo il suolo natio e l’infinito spazio dei suoni.

A noi pugliesi spetta dunque il compito di procedere vigorosamente verso la realizzazione di un totale “recupero” umano ed artistico di Niccolò van Westerhout.

 

IDEA GIUGNO 2006

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