.::GIUGNO 2004::.

LA MATTA VOGLIA DI RISORGERE

Sono passati oltre due anni dalla tragica data del 9/11/01. Niente di più opportuno, quindi, per ricominciare a ricostruire quello che barbaramente è stato distrutto. In questo triste anniversario, la laboriosa città di New York posa la prima pietra, simbolicamente, là dove risorgeranno i nuovi grattacieli del WORLD TRADE CENTER. L’enorme fossa di GROUND ZERO non esiste più. Si è scavato fino all’eccesso, per rimuovere i rottami ed i resti di quello che era il fiore all’occhiello di New York. La metropolitana è stata ricostruita di sana pianta, per permettere l’afflusso di chi, nonostante tutto, è voluto ritornare a lavorare là dove lo aveva fatto prima dell’attentato. Adesso si pensa alla ricostruzione dei grattacieli, non senza polemiche, ma comunque con uno spirito che unisce tutti, almeno nell’intento di voler a tutti i costi ricostruire dei palazzi più alti e imponenti di prima. Tanti sono stati i progetti, alcuni a dir poco strabilianti, quasi da fantascienza; l’accordo comunque si è trovato in qualcosa che in altezza supererà di gran lunga l’EMPIRE STATE BUILDING, che oggi primeggia nel cielo della metropoli. Il progetto approvato sarà, a mio dire, comunque modificato man mano che la costruzione andrà avanti. L’euforia di iniziare la costruzione nel più breve tempo possibile non ha dato, secondo la mia modesta opinione, il tempo necessario alla riflessione. Un po’ più di calma avrebbe dato la possibilità di un esame più dettagliato del progetto stesso, dando agli ingegneri gli strumenti necessari per attuare modifiche nei disegni preliminari, evitando uno spreco di danaro che, indubbiamente, con una gestione più pacata potrebbe essere evitato, ma si sa, agli americani questo non interessa.

Nell’ultima mia visita a Ground Zero, ho ammirato con soddisfazione il manto di cemento che ormai ricopre tutta la zona distrutta. Gli operai continuano a lavorare sodo e mille occhi scrutano, attraverso l’inferriata, per captare un non so cosa... magari è solo curiosità. Ground Zero è diventato meta fissa per i turisti che, arrivati a New York, rinunciano di vedere qualsiasi altra bellezza della città pur di dedicare una mezza giornata alla visita del W.T.C. La città, non da meno, ha affisso lungo la grande inferriata che separa la zona in costruzione, una dettagliata esposizione fotografica e grafica della storia dei grattacieli, ad iniziare dalla loro costruzione fino al loro abbattimento. Si fa la fila per leggere ed informarsi su cose che fino a circa tre anni fa non interessavano nessuno. Anch’io, con la mia curiosità e la macchina fotografica, ho cercato di spingermi, ideologicamente, di là dell’inferriata, e ho immortalato la nuova costruzione, il primo dei grattacieli che sta crescendo ormai a ritmo vertiginoso. Tutt’intorno è un formicolio d’addetti ai lavori che spendono le loro giornate lavorative in un ambiente che comunque ti fa pensare. Sembra tutto nuovo, e invece di quel fatidico giorno c’è rimasto qualcosa. Non posso fare a meno di fotografare, anche se l’ho già fatto tante volte, quei due pezzi d’acciaio che, nel crollo delle torri, sono rimasti infissi nel suolo a forma di croce. Non so fino a quando resteranno là, ma certamente aiutano a non dimenticare la tragedia e danno ancor più voglia di ricostruire.

IDEA GIUGNO 2004

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