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.::GIUGNO 2009::. |
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Sanremo 2009… Lo show OK… le canzoni KO! di Isabella Rossiello
Bonolis è un uomo di spettacolo intelligente, colto e furbo. Lo show ha avuto grandi riscontri, " le gags " con il suo grande amico Luca Laurenti, sono ormai un pezzo di televisione italiana. La formula: valletta bionda e mora, inventata da Baudo, è stata surclassata da ospiti-conduttori tra cui per la prima volta anche famosi fotomodelli noti in tutto il mondo, e sinceramente alcuni di loro una vera sorpresa, per professionalità e simpatia. Non sono mancate le polemiche, per me le vere "star" del Festival di Sanremo. Benigni ha fatto infuriare Iva Zanicchi con una bonaria presa in giro della sua canzone che parlava di sesso senza amore di una donna che ha passato gli "anta", Povia ha fatto arrabbiare i gay con un brano in cui parla di un ragazzo omosessuale diventato poi "normale", Mina ha fatto arrabbiare i "melomani" perché la sua interpretazione di "Nessun dorma" ha alquanto deluso: la lirica ai cantanti lirici!
Molti si sono indignati per i "cachet" ormai stratosferici dovuti al presentatore e ad altri personaggi, in periodo di crisi divertirsi è sempre più un lusso anche in casa propria! Masini dice parolacce ma è licenza poetica, Patty Pravo, eterna provocatrice, mostra il suo seno con un castissimo nude look, ma il vero scandalo è la sua età: a sessanta e passa anni non è perbene mostrare le proprie nudità. La chiesa insorge, quello che è troppo è troppo, accusa tutto e tutti, la Tv mostra valori fittizi e i giovani s'incattiviscono e seguono falsi miti. Gli operai di Pomigliano guadagnano la sala stampa, leggono le loro rivendicazioni con estrema dignità; molti sono i giornalisti assenti o distratti, la perdita del lavoro non fa audience.
La solita "querelle" sui fiori assenti sul palco, tutto questo è sempre Sanremo, sempre più show e sempre meno lontana dalla sua funzione originaria: la promozione della canzone italiana, possibilmente nel mondo. Pare che alla gente interessi di più vedere Vincent Cassel felice sposo di Monica Bellucci che ascoltare canzoni a dire la verità, a parte qualche eccezione, tutte più o meno orecchiabili ma difficili da distinguere l’una dall’altra, soprattutto dopo il primo ascolto. La città di Sanremo era invasa dalle conigliette di "Playboy", spettacolo un po’ patetico, con uomini che sbavavano per donne che non potranno mai avere e donnine che di allegro non avevano poi molto, tranne sculettare e sorridere a comando. Ancora più patetica la presenza sul palco dell’Ariston del patron di Playboy, il suo fondatore Hugh Hefner, circondato da svestitissime e giovanissime playmate, le sue fidanzate!
Il culmine del cattivo gusto è stata l’incursione di una certa signorina dotata solo di microscopico slip e dipinta su tutto il corpo, il cosiddetto Body painting, ormai ci hanno abituati a tutto, ma la versione che ha dato la suddetta del suo show è davvero un insulto alla nostra intelligenza di telespettatori: "Il mio è un gesto simbolico a favore degli animali". Signorina, abbiamo capito che voleva solo farsi pubblicità a buon mercato, a volte gli animali sono molto più seri degli uomini! Nonostante tutto, gli ascolti sono i migliori degli ultimi anni, Del Noce gongola e propone a Bonolis anche il festival dell’anno prossimo, Bonolis dice prima di no, poi un vedremo… La vera novità è una strana “ pace” fra Rai e Mediaset, tutti sono carini con tutti. Maria De Filippi, conduttrice di punta di Canale 5, fa un enorme spot per il suo programma "Amici": certo la trasmissione va forte, ma avere più share non fa mai male. Vince proprio Marco Carta, già vincitore di Amici, la vittoria morale però spetta ad Arisa, uno strano personaggio che continua ancora a vendere dischi e ad essere trasmessa da tutte le radio. La canzone è un piacevole Swing, la cantante sembra e parla come un cartone animato, è lucana, graziosa e buffa e conquista tutti con semplicità e simpatia.
Annie Lennox per i nostalgici e Katy Perry per i giovani sono gli ospiti canori stranieri. Si cerca di prendere più fette di pubblico possibile e Bonolis ci riesce alla grande. Strepitosa invece, la presenza di Kevin Spacey, un attore mito di Hollywood; non è venuto in sala stampa, ma a lui glielo perdoniamo, un po’ meno incisiva la presenza in video del presidente dell’ONU: D’Escoto Brockmann. Albano e la Zanicchi sono tra gli esclusi eccellenti, a giudicare i cantanti quest’anno c’è la giuria, 700 persone, chiamata da tutta Italia presente in sala, pagata e spesata da chi? Ma da noi che paghiamo il canone; inoltre scatta una feroce polemica sul televoto, pare, infatti, che per far vincere il proprio beniamino oltre ai parenti ed amici, fior di milioni vengono pagati ai call center dagli interessati al business, quindi non vince chi merita ma chi ha più soldi! Un grande e meritato ritorno è quello di un gentilissimo Lelio Luttazzi, che al piano accompagna Arisa. I duetti sono la parte più bella del Festival, le canzoni assumono nuova linfa vitale, un’aura diversa, Albano e Michele Placido, due rocce del sud, la loro interpretazione nonostante la mediocrità del testo, assume intensità e commuove, Cocciante, Gino Paoli, Vanoni, Dalla, Zucchero, Burt Bacharach, Ranieri, Pino Daniele e tanti altri ancora accompagnano i loro beniamini e la musica diventa davvero tale. Giovanni Allevi è un giovane pianista ormai noto in tutto il mondo, il suo compito è di aprire la serata, con le musiche del maestro Ennio Morricone. Ogni sera pezzi di film dedicati alla musica accendono i ricordi di ognuno di noi, una bella trovata, ma Bonolis e il suo staff sanno quello che fanno. Un grande omaggio è stato reso al grande Fabrizio de Andrè e magistrale è stato il trio composto dai due attori Stefano Accorsi e Claudio Santamaria, coadiuvati dal gruppo PFM: davvero un grande show. Eleonora Abbagnato, etoile dell’Operà di Parigi ma sicilianissima, è spigliata e simpatica, è una delle ospiti-conduttrici, l’attrice Gabriella Pession invece è leggermente più ingessata, niente paura però, quella volpe di Bonolis, prima che si accendano le telecamere, invita il pubblico a fare "casino", ad alzarsi, fare insomma un tifo da stadio…confesso che anch'io, presente giù in sala, ho urlato a squarciagola e cantato in coro…e pensare che sono stonata! Una sceneggiata, uno show, tante parolacce e poche vere canzoni…e poi si lamentano che Sanremo è morto.
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