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SANREMO:
EVENTO MEDIATICO,
SOCIO-CULTURALE
O…sono solo canzonette?
di
Isabella Rossiello
C'è
una settimana in cui l'Italia "impazzisce" e tutto segue in
secondo piano. I giornali, i "media", si gonfiano di veleni o
lodi, insulti, elogi, querele e scandali. Che cosa succede? Elezioni
anticipate? Politici sulle soglie di un esaurimento nervosa? No,
semplicemente c'è "l'evento" più importante dell'Italia
canterina: SANREMO.
Ecco
una ministoria di quest'incredibile "Kermesse":
Il
Festival di Sanremo nasce lunedì 29 gennaio 1951 (lunedì, un giorno
considerato morto per il Casinò). Era da qualche anno finita la seconda
guerra mondiale, durante la quale tutte le attività turistiche,
culturali, sportive ed artistiche erano passate in secondo piano.
Sanremo divenne subito, quindi, un simbolo della rinascita culturale
popolare. SANREMO: EVENTO MEDIATICO,
SOCIO-CULTURALE
O…sono solo canzonette?
C'è
una settimana in cui l'Italia "impazzisce" e tutto segue in
secondo piano. I giornali, i "media", si gonfiano di veleni o
lodi, insulti, elogi, querele e scandali. Che cosa succede? Elezioni
anticipate? Politici sulle soglie di un esaurimento nervosa? No,
semplicemente c'è "l'evento" più importante dell'Italia
canterina: SANREMO.
Ecco
una ministoria di quest'incredibile "Kermesse":
Il
Festival di Sanremo nasce lunedì 29 gennaio 1951 (lunedì, un giorno
considerato morto per il Casinò). Era da qualche anno finita la seconda
guerra mondiale, durante la quale tutte le attività turistiche,
culturali, sportive ed artistiche erano passate in secondo piano.
Sanremo divenne subito, quindi, un simbolo della rinascita culturale
popolare.
IL
PRIMO DECENNIO
1951.A
presentare questa prima edizione è chiamato un presentatore molto noto
all'epoca, Nunzio Filogamo. La direzione dell'Orchestra, composta da 21
musicisti, viene affidata ad un maestro già noto ai radioascoltatori:
Cinico Angelini. Il maestro Angelini sceglie poi gli esecutori di questi
brani: tre in tutto; Nilla Pizzi, Achille Togliani, il Duo Fasano.
L'atmosfera è quella del café-chantant; il pubblico ha pagato £.500
per assistere alla serata. Vince la canzone "Grazie dei fior",
cantata da Nilla Pizzi.
1952 Nessuna grande trasformazione in quest'edizione. L'atmosfera è
sempre "quella dei tavolini" dove cenano signori abbienti che
possono permettersi di pagare Lire 4.000 cena compresa. (visto che
aumento dallo scorso anno?). Tutti i discografici, capirono quanto
sarebbe stata importante questa manifestazione e le case editrici si
organizzarono per inviare le loro canzoni. Ne pervennero 380 di cui
solamente 20 ebbero accesso alla manifestazione. Anche questa seconda
edizione fu trasmessa solo radiofonicamente sul secondo programma alle
ore 22,00 del 28 gennaio 1952. La conduzione fu affidata nuovamente a
Nunzio Filogamo e la direzione dell'Orchestra a Cinico Angelini. La
stampa fa per la prima volta il suo ingresso all'interno della
manifestazione; quest'anno i giornalisti accorsero numerosi. Aumentò
anche il numero dei cantanti: da tre passarono a cinque. Furono
confermati la Pizzi, Togliani ed il Duo Fasano con l'aggiunta di Gino
Latilla ed Oscar Carboni. Vinse
la manifestazione "Vola colomba", una canzone patriottica
attenta alla questione storicamente irrisolta di Trieste, cantata da una
sanguigna Nilla Pizzi, che si aggiudicò anche il secondo ed il terzo
posto, tanto da essere soprannominata "La regina della canzone
italiana". Al secondo posto si classificò "Papaveri e
papere", che fu un vero successo; infatti, fu tradotta in 40
lingue. Nunzio Filogamo coniò quello che poi fu lo slogan che
caratterizzò la sua carriera di presentatore: "Mie cari amici
vicini e lontani, buonasera".
1953
L'edizione del 1953 si apre all'insegna delle novità. La prima
importante novità è rappresentata dalla doppia orchestra. Al Maestro
Cinico Angelini è affiancato, infatti, il Maestro Armando Trovajoli. Il
primo propone degli arrangiamenti tradizionali, mentre il secondo delle
orchestrazioni innovative. Per il primo anno, inoltre, a Sanremo c'è la
doppia esecuzione, ossia ogni brano in gara è presentato da due
interpreti diversi, con due orchestrazioni diverse. Il numero dei
cantanti aumenta: Gino Latilla, Nilla Pizzi, Achille Togliani e Carla
Boni sono nell'orchestra Angelini. Teddy Reno, Katyna Ranieri, Giorgio
Consolini e Flo Sandon's cantano invece per il maestro Trovajoli.
Riconfermato Nunzio Filogamo alla conduzione della manifestazione.
La stampa guarda sempre con più interesse alla manifestazione
che per la prima volta si tiene nei giorni di giovedì, venerdì e
sabato (un rito da questo momento) in un salone senza più tavolini e
cibi. Vince quest'edizione il brano "Viale d'autunno", firmata
dal maestro D'Anzi e proposta dalla brava Carla Boni e Flo Sandon's. Al
secondo posto è relegata la regina Nilla Pizzi, affiancata da Teddy
Reno, con un brano di sapore patriottico, "Campanaro".
1954
Vince quest'edizione il brano "Tutte le mamme", che riscuote
successo in ambedue le versioni (Latilla-Consolini). Al secondo posto si
piazza però "Canzone da due soldi" che diviene il primo hit
festivaliero (130.000 copie vendute). Questa canzone è interpretata
magistralmente da Katyna Ranieri. La terza classificata, "E la
barca tornò sola", farà il giro del mondo grazie a Renato
Carosone.
1955
Questa edizione del Festival di Sanremo si apre all'insegna del
rinnovamento: per la prima volta le telecamere Rai mandano in diretta la
manifestazione. La finalissima è trasmessa in Eurovisione in cinque
paesi europei: Francia, Belgio, Olanda, Germania e Svizzera. Assente
Nunzio Filogamo, perché ritenuto radiofonico e non telegenico.
Si sceglie allora Armando Pizzo, conduttore e giornalista, e
Maria Teresa Ruta. Vince "Buongiorno tristezza", proposta
dalla coppia Claudio Villa e Tullio Pane.
1956
Vince il brano "Aprite le finestre", proposto da una briosa
Franca Raimondi, e mentre quest'allegra canzone dal sapore prettamente
primaverile viene cantata, l'Italia è coperta da una coltre di neve.
1957
Vince il primo premio Claudio Villa, in coppia con Nunzio Gallo, con
"Corde della mia chitarra".
1958
Sono scelti due nuovi conduttori: Gianni Agus e Fulvia Colombo.
Vince "Nel blu dipinto di blu", interpretata da due
volti nuovi della musica leggera: Domenico Modugno e Johnny Dorelli.
Ancora oggi questa canzone è l'unica, di un certo spessore che
contraddistingue la canzone italiana all'estero.
Al secondo posto è relegata "L'edera". Il brano ha
tutte le carte in regola per vincere e per di più è proposto da Nilla
Pizzi e Tonina Torrielli.
1959 La conduzione è affidata ad Enzo Tortora, beniamino del pubblico
televisivo, ed a Adriana Serra, raffinata ed elegante annunciatrice. Per
quanto concerne la diretta televisiva, la regia si mostra assai
esigente: rimprovera ad Aurelio Fierro di mettere le mani in tasca, a
Teddy Reno di toccarsi sempre la faccia, a Miranda Martino di aprire
troppo la bocca, a Gino Latilla di muoversi troppo, a Tonina Torrielli e
alla D'amico d'essere troppo statiche, a Yula De Palma contesta la
troppa drammaticità della sua faccia, a Togliani rimprovera il ricciolo
sulla fronte ed addirittura a Dorelli il colore troppo acceso dei
capelli. Questo a dimostrazione di quanto è diventato importante anche
il look e l'atteggiamento dei cantanti che vengono presentati in
Eurovisione. Il festival è vinto nuovamente dalla coppia
Modugno-Dorelli che propone "Piove" ed ottiene un grandissimo
successo, consolidando il successo dei due interpreti. Il primo grande
scandalo lo provoca Jula De Palma cantando "Tua", che indigna
i benpensanti con la sua sensualità vocale sorretta da un'ottima
orchestrazione jazz. Il testo è ritenuto troppo audace e lei, avvolta
in una tunica lunga, dà motivo di pensare che stia cantando in
vestaglia! La sua voce calda e soffusa canta parole audaci per l'epoca,
soprattutto se dette da una donna! Debuttano al festival Wilma De
Angelis e Betty Curtis con "Nessuno", cogliendone uno
straordinario successo. 1960
Per l'edizione del decennale si pensa di fare le cose in grande. Trenta
milioni sono i telespettatori italiani ai quali vanno aggiunti quelli
collegati in Eurovisione. La vendita dei dischi supera di gran largo i
nove milioni e "Sorrisi e Canzoni" pubblica per il primo anno,
in anteprima, tutti i testi delle canzoni, superando la tiratura di un
milione e seicento copie.
La
conduzione è affidata a Paolo Ferrari ed Enza Sampò. Il loro modo
garbato, professionale e chiaro, riscuote il largo consenso dei
telespettatori, che li promuove a pieni voti. Dunque il festival è
davvero diventato un fenomeno di massa e quest'edizione è sicuramente
la più sontuosa di quelle sinora organizzate. Dal punto di vista
artistico, due sono le canzoni che fino all'ultimo si contendono la
palma della vittoria: "Romantica", proposta nella versione
urlata da Tony Dallara e nella versione classica da Renato Rascel, che
poi vincerà quest'edizione, e "Libero", canzone scritta ed
interpretata da Domenico Modugno e ripetuta da Teddy Reno. Il pubblico
si divide subito in due schieramenti: i tradizionalisti ed i modernisti.
Al
terzo posto si piazza "Quando vien la sera", proposta con brio
da Joe Sentieri e Wilma de Angelis.
SANREMO
INTERNAZIONALE
1962
Il brano più significativo di quest'edizione è "Quando quando
quando" una canzone a ritmo di samba, scritta e cantata da Tony
Renis, che diviene un vero hit internazionale e che porta una ventata di
freschezza a quest'edizione.
1964 Tantissime sono le novità per quest'edizione. La più importante
è, sicuramente, la presenza di sedici interpreti stranieri che
affiancano i cantanti italiani nell'esecuzione dei brani, ed
obbligatoriamente cantano in lingua italiana. Tale decisione suscita
critiche ed i sindacati insorgono in favore degli interpreti nazionali.
Anche il pubblico si divide in due: quelli pro e quelli contro gli
stranieri. Mike Bongiorno è chiamato a condurre la manifestazione,
coadiuvato da Giuliana Lojodice. Esaminando
il lato artistico delle canzoni si nota un certo rinnovamento musicale.
Little Tony presenta con successo un blues dal titolo "Quando
vedrai la mia ragazza", scritto da Gino Paoli, e fa conoscere agli
italiani anche Gene Pitney. Paul Anka, già noto per aver venduto
tantissimo con il suo hit "Diana", coglie uno straordinario
successo con "Ogni volta", presentata in coppia con il suo
autore Roby Ferrante. Pino Donaggio propone uno dei più interessanti
motivi in gara, la sinfonica "Motivo d'amore", bene
interpretata anche da Frankie Avalon. Domenico Modugno torna al festival
con un tango, "Che me ne importa a me", ripetuto da Frankie
Laine. Bobby Solo, giovanissimo cantante romano, debutta al Festival
presentando "Una lacrima sul viso", che a tutt'oggi risulta
essere il brano festivaliero che ha venduto di più. Vincono quest'edizione
due giovanissime ragazze: Gigliola Cinguetti, che qualche mese più
tardi si aggiudica anche L'Eurofestival, e Patricia Carli, cantante
belga da night, con il brano "Non ho l'età".
1967
I cantautori in gara sono tanti: Lucio Dalla, che insieme agli ormai
italianizzati The Rokes propone "Bisogna saper perdere", un
brano accattivante che subito riscuote enorme successo; Sergio Endrigo,
che con Memo Remigi interpreta "Dove credi di andare"; Giorgio
Gaber scrive "E allora dai", che viene ripetuta dall'ormai
habitué festivaliero Remo Germani; Don Backy canta la sua melodica
"L'immensità", ripetuta da Johhny Dorelli; Pino Donaggio che
propone la sua "Io per amore", dalla bella costruzione
musicale, con la bravissima Carmen Villani. Moltissimi gli artisti
stranieri presenti alla manifestazione: Dionne Warwick, cantante
preferita di Burt Bacharach, che con la sua delicatezza vocale presenta
"Dedicato all'amore" insieme a Peppino Di Capri, al suo
debutto sanremese; la rocker Marianne Faithfull, pupilla di Mike Jagger
dei Rolling Stones, che presenta una canzone pacifista, "C'è chi
spera"; la giunonica Anna German che ripete "Gi" scritta
da Fred Bongusto; Connie Francis, che propone insieme a Bobby Solo
"Canta Ragazzina"; Sonny e Cher, coppia artistica e nella
vita, presenti con "Il cammino di ogni speranza", composta da
Umberto Napolitano e ripetuta da Caterina Caselli, la rivelazione del
precedente festival.
Due sono i debutti
importanti: quello di Lucio Battisti, autore del brano "Non prego
per me", proposta da Mino Reitano, e quella di Luigi Tenco, autore
ed interprete di "Ciao amore ciao", ripetuta dalla ormai
conosciutissima Dalida, che con lui intrattiene una relazione.
È proprio Tenco, che assume
dei farmaci e canta malissimo sul palco, come sostiene il Maestro
Reverberi, che dirige l'orchestra nell'esecuzione del suo brano, a
sconvolgere quest'edizione festivaliera. Dalida, infatti, lo trova morto
nella sua stanza di hotel. Le circostanze sono misteriose. Si parla di
un biglietto, scritto dal cantautore, che spiega la motivazione di tale
gesto, attribuendo al pubblico un certo tipo di disattenzione verso il
suo percorso artistico d'autore, e contro le giurie che bocciano la sua
canzone per far accedere alla finale "Io, tu e le rose" un
brano di stampo melodico proposto dalla brava Orietta Berti e dal gruppo
francese Les Compagnons de la Chanson. C'è però chi sostiene che la
grafia su questo biglietto non appartenga a Tenco.
Si
pensa dunque ad una sospensione di questo festival, ma poi non se ne fa
nulla per i soliti interessi discografici. Le indagini sono chiuse
frettolosamente... A vincere questa edizione, però, è una canzone
assai festivaliera nella costruzione musicale e letteraria, "Non
pensare a me", proposta dal battagliero Claudio Villa e rieseguita
da una brava Iva Zanicchi. Al secondo posto si piazzano Les Surfs e la
debuttante Annarita Spinaci, che propongono la swingante "Quando
dico che ti amo", composta da Tony Renis.
1969
Momenti difficili per l'edizione 1969 della manifestazione. Si vive il
periodo della contestazione giovanile sessantottina. Alcuni estremisti
di destra contestano il numero troppo elevato dei cantanti stranieri
presenti alla manifestazione. Dario Fo e Franca Rame organizzano
addirittura in Controfestival per "risvegliare le menti dei
lavoratori". A vincere questa edizione sono due cantanti con
all'attivo già una vincita festivaliera: Bobby Solo ed Iva Zanicchi,
con il brano "Zingara".
1975
Il Festival è uno sfacelo! Vendite discografiche: zero, sia perché le
canzoni non interessano nessuno sia perché le case discografiche con le
quali gli artisti hanno inciso non hanno distribuzione. Alcuni
giornalisti affermano che il festival è morto!
1982
Per la terza volta consecutiva, il festival è presentato dal bravo
Claudio Cecchetto, seguito dalla diligente e brava Patrizia Rossetti e
da Daniele Piombi; forte è la presenza straniera: gli America, Marianne
Faithfull, i Village People, la grande Gloria Gaynor, Johnny Halliday e
addirittura, in collegamento da Los Angeles, i mitici Bee Gees e i Kiss.
Il vincitore è, come già detto, l'ex bassista dei Pooh, Riccardo
Fogli, con una canzone bella, ma non straordinaria, "Storie di
tutti giorni". Secondi si piazzano la coppia Al Bano e Romina
Power. Lui ritorna al successo dopo un periodo d'oscuramento (in cui ha
dovuto cercare successo nell'Europa dell'Est), accompagnato dalla sua
bellissima moglie. La canzone, "Felicità", non è certo un
capolavoro, ma diventa comunque un hit. Debuttano anche cantanti già
affermati, ma che non hanno mai partecipato a Sanremo: Mia Martini,
seguita sul palco da sua sorella Loredana Bertè (con una minigonna
vertiginosa). Sul palco arriva un ragazzo, già famoso nei bassifondi
musicali, con uno sguardo eternamente "fatto" e si scoprirà
poi che abusa veramente di stupefacenti. È Vasco Rossi (quello che ora
è l'idolo dei ragazzi e ragazze e che riempie gli stadi), che porta una
bella e significativa canzone, "Vado al massimo", dove se la
prende anche con Nantas Salvataggio (giornalista e saggista N.d.R.) che
lo aveva insultato dicendo che era diseducativo fare apparire un
tossicodipendente in Televisione.
1987 Per quest'edizione, ogni Big è presentato da una
"madrina" o "padrino" d'eccezione (Lino Banfi, Jerry
Calà, Edvige Fenech, ecc.).
Verso la fine del Festival, Pippo Baudo annuncia, anticipando il
telegiornale, la morte di Claudio Villa.
Vince
un trio, Gianni Morandi, Enrico Ruggeri e Umberto Tozzi. La loro
canzone, "Si può dare di più", non è un capolavoro ma
sicuramente è una canzone vincente. Morandi, per scommessa, il giorno
dopo, serve come cameriere all'albergo di Sanremo la colazione ai
presenti. Patty Pravo, l'ex
ragazza del "Piper", stupisce come sempre, con una bellissima
canzone, "Pigramente signora", grandiosamente interpretata (Patty
canta incredibilmente scalza). Il caso è però incredibile, poiché un
gruppo di ragazzi sentendola ha un sussulto, è uguale a "To the
morning", di Dan Fogelberg. All'inizio lo staff della cantante
nega, ma poi una radio Ligure fa sentire i due pezzi che, in effetti,
sono uguali. Patty Pravo sviene, ma poi tutto va avanti lo stesso, e
Patty sosterrà che, in fin dei conti, tutti a Sanremo copiano.
1996
L'edizione dei veleni e dei bassi ascolti. Presenta Baudo, che è malato
alle corde vocali, ma non osa dirlo ed è nervoso. Lo assistono, come
sempre una valletta bionda, cioè la bellissima argentina Valeria Mazza,
e una valletta mora e mediterranea, Sabrina Ferilli.
Qualche anno prima è nato il Dopofestival, che è una specie di
tutti contro tutti, un tribunale, una sede dove poter (forse) esprimere
ciò che si vuole, anche con telefonate da casa e dove vittime e
carnefici, ossia i cantanti e i critici e i giornalisti musicali,
siedono e si azzannano.
Gli
ospiti stranieri sono pochi, ma di ottima qualità: il bravissimo Bruce
Springsteen, i Take That, senza Robbie Wiliams, Vince Ron, con
"Vorrei incontrarti tra cent'anni" e con una bravissima Tosca.
Secondi si piazzano, con grande sorpresa, il gruppo di "Elio e le
Storie Tese". È forse un segno di rottura, dato che il simpatico
gruppo si presenta con una canzone ironica sulla situazione italiana:
"La terra dei cachi", vestiti da extraterrestri tutti
argentati. Alcuni Big fanno
sicuramente notizia. Dopo cinque anni e per la prima volta da solo (era
dal 1974 che non accadeva più) torna Al Bano. Ritorna un altro grande,
dopo una sola presenza nel 1961 e un bando dalla Televisione, solo perché
omosessuale: è Umberto Bindi. Torna accompagnato dai New Trolls e con
una bella canzone, "Letti", che però evidentemente non piace
ed è relegato ultimo.
1999
Molte novità per quest'edizione del Festival di Sanremo. Lo presenta
Fabio Fazio e porterà molte novità: con lui una bellissima francese,
la modella Laetitia Casta, e il premio Nobel del 1972, direttamente
dagli Stati Uniti, Renato Dulbecco; il professore fa conoscere al grande
pubblico il "progetto Genoma", sugli studi genetici.
Saranno aumentati i presentatori delle canzoni, nel senso che
Fazio obbligherà tanti personaggi (famosi e non) a presentare gli
artisti in gara. Si passa
dai più famosi (gli Astronauti che arrivarono sulla luna, Armstrong e
Aldrin; il calciatore Roberto Mancini; l'arbitro Collina; lo sciatore
Gustav Thöeni, il giornalista Lamberto Sposini, del Tg5; Roger Moore,
Don Lurio e la ballerina Carla Fracci) ai meno famosi (un ex postina;
una casalinga, una maestra e un avvocato). Le presenze incredibili
saranno però: il fratello di Bill Clinton, Roger Clinton, e addiritura
l'ex-presidente dell'URSS, Michail Gorbaciov, con la moglie Raissa (che
purtroppo morirà poco dopo il Festival). Un'altra novità, sarà la
"giuria di qualità", presieduta questa volta da Ennio
Morricone, che sarà definitiva, poiché darà gli ultimi voti ai
cantanti, rischiando di ribaltare i voti delle giurie popolari (come poi
accadrà). Per la prima volta inoltre, si esibiscono i super-ospiti
italiani: Ivano Fossati, che farà infuriare la destra italiana per una
canzone che (usando le parole di San Paolo) difende l'immigrazione;
Riccardo Cocciante (che promuoverà il suo nuovo successo teatrale,
"Il gobbo di Notredame"), Franco Battiato, che il giorno dopo
criticherà ampiamente la manifestazione ed infine Gianni Morandi, che,
in fondo, non apprezzerà troppo l'onore avuto e tornerà l'anno dopo
come cantante in gara. Gli
ospiti saranno come sempre mirati: la sempreverde Cher, la bella Mariah
Carey, Alanis Morisette, i Rem e Ricky Martin.
Grandioso
sarà però Teo Teocoli che imiterà: il sindaco di Milano Albertini, in
mutande (facendo la parodia di una sfilata veramente accaduta); il
Commissario Tecnico della nazionale di calcio Cesare Maldini, e
l'irresistibile, per la sua risata, critica televisiva Vinciguerra.
Insomma, un Sanremo che, più che mai, metterà un po' in un angolo le
canzoni in gara, che per altro quest'anno sono molto belle.
La vincitrice è Anna Oxa, con un pezzo molto bello dove si
valorizza la sua voce, "Senza pietà". La cantante indossa un
incredibile tanga e ha la pelle lucida, come se avesse messo l'olio.
2000
Per la seconda volta consecutiva è Fabio Fazio a condurre quest'edizione;
il presentatore dichiara che questa sarà la sua ultima volta. È
affiancato dal suo grande amico ed irresistibile comico Teo Teocoli,
dalla bellezza di turno, tutta mediterranea, Ines Sastre e dal grande
tenore italiano Luciano Pavarotti ("Big Luciano"), che arriva
a Sanremo con tantissime valigie e la sua compagna Nicoletta Mantovani.
Fazio sarà come sempre bravo, senza aumentare il numero dei conduttori,
come l'anno prima, ma dando più spazio alle canzoni; Teocoli sarà
grandioso nelle sue imitazioni (memorabile quella del motociclista
Valentino Rossi); Tony Renis, arriverà direttamente dagli Stati Uniti
con un aereo, riceverà il premio alla carriera e ricorderà il grande
Domenico Modugno. Jovanotti e Bono (degli U2) presentano un rap fuori
programma dal titolo "Cancella il debito". Il problema sorge,
quando Jovanotti indirizza la canzone al presidente del consiglio di
quell'anno, Massimo D'Alema (che difatti avrà in udienza Jovanotti e
Bono); la Destra però non accetta e parla di Festival di sinistra e di
mancata Par Condicio. Sarà Teocoli a sdrammatizzare la situazione,
davanti alle scuse e le proteste dello stesso Jovanotti, improvvisando
un rap su Berlusconi.
Come
sempre di qualità superiore anche gli ospiti stranieri: gli Eurithmycs,
Enrique Iglesias, Tom Jones, gli Oasis, Sting, Tina Turner, Robin
Williams. Fino alla fine ci sarà l'insicurezza totale sul vincitore.
Alla fine, però, dopo la girandola di nomi (Trovato, Morandi, Grandi),
la Piccola Orchestra Avion Travel. vince a sorpresa con la canzone
"Sentimento". Si dirà che, per una volta, a Sanremo non ha
vinto la classica canzone da Sanremo.
2001
Dopo il 1986, con Loretta Goggi, per la seconda volta il Festival è
presentato da una donna, Raffaella Carrà. La Carrà è affiancata dalla
bellissima fotomodella australiana, Megan Gale; dal nuovo comico toscano
Massimo Ceccherini e dal presentatore Enrico Papi, che gestirà il
Dopofestival. La regia, per questa volta, è dell'ex-compagno della
"Raffa nazionale", Sergio Japino. Ma tutto si rivela un flop:
Megan Gale è bellissima, però non parla quasi per nulla l'italiano.
Massimo Ceccherini ha una comicità forse non adatta a Sanremo, molto
triviale e abbastanza clownesca. Enrico Papi è molto simpatico la prima
sera, quando svela i "dietro le quinte", intervistando i Big
in attesa dell'esecuzione, ma poi si limita ad una presentazione
normale. Alla fine la tensione salirà ai massimi livelli: Ceccherini e
Papi si insulteranno a vicenda. La situazione è peggiorata dalla regia
di Japino, si scatenano le proteste dei cantanti, che, spesso non sono
ben inquadrati. La situazione è parzialmente salvata da alcuni ospiti
italiani: Mike Bongiorno, la prima sera, che si esibisce in un insolito
Rap con Raffaella Carrà e Fiorello, che alza gli ascolti, nella sua
breve ma indimenticabile performance. Per la prima volta ci sono tre
giurie (e non due), per evitare i capovolgimenti di voti improvvisi. Il
portavoce della giuria di qualità (capeggiata da Gino Paoli e Iva
Zanicchi), Piero Chiambretti, sarà in splendida forma e salverà in
parte l'edizione, con battute degne del palco di Sanremo. Pino Daniele,
per un'offesa a Bossi, si beccherà una querela dal leader leghista. Ci
sono anche alcuni ospiti stranieri da notare: Ronan Keating, Anastacia
(che dovrà fare addirittura un bis), Moby, Enya, Ricky Martin, Antonio
Banderas ed Eminem, il rapper bianco di cui non si capisce il testo del
brano, visto che usa lo slang americano.
Tra tutta questa gioventù e novità, arriva anche un grande
"vecchio", simbolo del tradizionale, Peppino di Capri. Cerca
di stupire con un pezzo, che tratta di un amore di un extracomunitario;
nella canzone c'è la frase "habibi enè", cioè ti voglio
bene in arabo, ma la canzone non ha successo. La vincitrice è una
sorpresa: Elisa, nata a Monfalcone in provincia di Gorizia, con
"Luce (tramonti a nord est) ". SANREMO: EVENTO MEDIATICO,
SOCIO-CULTURALE O…sono solo canzonette?
IDEA
GIUGNO 2004

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