.::GIUGNO 2004::.

SANREMO: EVENTO MEDIATICO,

SOCIO-CULTURALE O…sono solo canzonette?

di Isabella Rossiello

C'è una settimana in cui l'Italia "impazzisce" e tutto segue in secondo piano. I giornali, i "media", si gonfiano di veleni o lodi, insulti, elogi, querele e scandali. Che cosa succede? Elezioni anticipate? Politici sulle soglie di un esaurimento nervosa? No, semplicemente c'è "l'evento" più importante dell'Italia canterina: SANREMO. Ecco una ministoria di quest'incredibile "Kermesse": Il Festival di Sanremo nasce lunedì 29 gennaio 1951 (lunedì, un giorno considerato morto per il Casinò). Era da qualche anno finita la seconda guerra mondiale, durante la quale tutte le attività turistiche, culturali, sportive ed artistiche erano passate in secondo piano. Sanremo divenne subito, quindi, un simbolo della rinascita culturale popolare. SANREMO: EVENTO MEDIATICO, SOCIO-CULTURALE O…sono solo canzonette? C'è una settimana in cui l'Italia "impazzisce" e tutto segue in secondo piano. I giornali, i "media", si gonfiano di veleni o lodi, insulti, elogi, querele e scandali. Che cosa succede? Elezioni anticipate? Politici sulle soglie di un esaurimento nervosa? No, semplicemente c'è "l'evento" più importante dell'Italia canterina: SANREMO. Ecco una ministoria di quest'incredibile "Kermesse": Il Festival di Sanremo nasce lunedì 29 gennaio 1951 (lunedì, un giorno considerato morto per il Casinò). Era da qualche anno finita la seconda guerra mondiale, durante la quale tutte le attività turistiche, culturali, sportive ed artistiche erano passate in secondo piano. Sanremo divenne subito, quindi, un simbolo della rinascita culturale popolare.

IL PRIMO DECENNIO

1951.A presentare questa prima edizione è chiamato un presentatore molto noto all'epoca, Nunzio Filogamo. La direzione dell'Orchestra, composta da 21 musicisti, viene affidata ad un maestro già noto ai radioascoltatori: Cinico Angelini. Il maestro Angelini sceglie poi gli esecutori di questi brani: tre in tutto; Nilla Pizzi, Achille Togliani, il Duo Fasano. L'atmosfera è quella del café-chantant; il pubblico ha pagato £.500 per assistere alla serata. Vince la canzone "Grazie dei fior", cantata da Nilla Pizzi. 1952 Nessuna grande trasformazione in quest'edizione. L'atmosfera è sempre "quella dei tavolini" dove cenano signori abbienti che possono permettersi di pagare Lire 4.000 cena compresa. (visto che aumento dallo scorso anno?). Tutti i discografici, capirono quanto sarebbe stata importante questa manifestazione e le case editrici si organizzarono per inviare le loro canzoni. Ne pervennero 380 di cui solamente 20 ebbero accesso alla manifestazione. Anche questa seconda edizione fu trasmessa solo radiofonicamente sul secondo programma alle ore 22,00 del 28 gennaio 1952. La conduzione fu affidata nuovamente a Nunzio Filogamo e la direzione dell'Orchestra a Cinico Angelini. La stampa fa per la prima volta il suo ingresso all'interno della manifestazione; quest'anno i giornalisti accorsero numerosi. Aumentò anche il numero dei cantanti: da tre passarono a cinque. Furono confermati la Pizzi, Togliani ed il Duo Fasano con l'aggiunta di Gino Latilla ed Oscar Carboni.  Vinse la manifestazione "Vola colomba", una canzone patriottica attenta alla questione storicamente irrisolta di Trieste, cantata da una sanguigna Nilla Pizzi, che si aggiudicò anche il secondo ed il terzo posto, tanto da essere soprannominata "La regina della canzone italiana". Al secondo posto si classificò "Papaveri e papere", che fu un vero successo; infatti, fu tradotta in 40 lingue. Nunzio Filogamo coniò quello che poi fu lo slogan che caratterizzò la sua carriera di presentatore: "Mie cari amici vicini e lontani, buonasera". 1953 L'edizione del 1953 si apre all'insegna delle novità. La prima importante novità è rappresentata dalla doppia orchestra. Al Maestro Cinico Angelini è affiancato, infatti, il Maestro Armando Trovajoli. Il primo propone degli arrangiamenti tradizionali, mentre il secondo delle orchestrazioni innovative. Per il primo anno, inoltre, a Sanremo c'è la doppia esecuzione, ossia ogni brano in gara è presentato da due interpreti diversi, con due orchestrazioni diverse. Il numero dei cantanti aumenta: Gino Latilla, Nilla Pizzi, Achille Togliani e Carla Boni sono nell'orchestra Angelini. Teddy Reno, Katyna Ranieri, Giorgio Consolini e Flo Sandon's cantano invece per il maestro Trovajoli. Riconfermato Nunzio Filogamo alla conduzione della manifestazione.  La stampa guarda sempre con più interesse alla manifestazione che per la prima volta si tiene nei giorni di giovedì, venerdì e sabato (un rito da questo momento) in un salone senza più tavolini e cibi. Vince quest'edizione il brano "Viale d'autunno", firmata dal maestro D'Anzi e proposta dalla brava Carla Boni e Flo Sandon's. Al secondo posto è relegata la regina Nilla Pizzi, affiancata da Teddy Reno, con un brano di sapore patriottico, "Campanaro". 1954 Vince quest'edizione il brano "Tutte le mamme", che riscuote successo in ambedue le versioni (Latilla-Consolini). Al secondo posto si piazza però "Canzone da due soldi" che diviene il primo hit festivaliero (130.000 copie vendute). Questa canzone è interpretata magistralmente da Katyna Ranieri. La terza classificata, "E la barca tornò sola", farà il giro del mondo grazie a Renato Carosone. 1955 Questa edizione del Festival di Sanremo si apre all'insegna del rinnovamento: per la prima volta le telecamere Rai mandano in diretta la manifestazione. La finalissima è trasmessa in Eurovisione in cinque paesi europei: Francia, Belgio, Olanda, Germania e Svizzera. Assente Nunzio Filogamo, perché ritenuto radiofonico e non telegenico.  Si sceglie allora Armando Pizzo, conduttore e giornalista, e Maria Teresa Ruta. Vince "Buongiorno tristezza", proposta dalla coppia Claudio Villa e Tullio Pane. 1956 Vince il brano "Aprite le finestre", proposto da una briosa Franca Raimondi, e mentre quest'allegra canzone dal sapore prettamente primaverile viene cantata, l'Italia è coperta da una coltre di neve. 1957 Vince il primo premio Claudio Villa, in coppia con Nunzio Gallo, con "Corde della mia chitarra". 1958 Sono scelti due nuovi conduttori: Gianni Agus e Fulvia Colombo.  Vince "Nel blu dipinto di blu", interpretata da due volti nuovi della musica leggera: Domenico Modugno e Johnny Dorelli. Ancora oggi questa canzone è l'unica, di un certo spessore che contraddistingue la canzone italiana all'estero.  Al secondo posto è relegata "L'edera". Il brano ha tutte le carte in regola per vincere e per di più è proposto da Nilla Pizzi e Tonina Torrielli. 1959 La conduzione è affidata ad Enzo Tortora, beniamino del pubblico televisivo, ed a Adriana Serra, raffinata ed elegante annunciatrice. Per quanto concerne la diretta televisiva, la regia si mostra assai esigente: rimprovera ad Aurelio Fierro di mettere le mani in tasca, a Teddy Reno di toccarsi sempre la faccia, a Miranda Martino di aprire troppo la bocca, a Gino Latilla di muoversi troppo, a Tonina Torrielli e alla D'amico d'essere troppo statiche, a Yula De Palma contesta la troppa drammaticità della sua faccia, a Togliani rimprovera il ricciolo sulla fronte ed addirittura a Dorelli il colore troppo acceso dei capelli. Questo a dimostrazione di quanto è diventato importante anche il look e l'atteggiamento dei cantanti che vengono presentati in Eurovisione. Il festival è vinto nuovamente dalla coppia Modugno-Dorelli che propone "Piove" ed ottiene un grandissimo successo, consolidando il successo dei due interpreti. Il primo grande scandalo lo provoca Jula De Palma cantando "Tua", che indigna i benpensanti con la sua sensualità vocale sorretta da un'ottima orchestrazione jazz. Il testo è ritenuto troppo audace e lei, avvolta in una tunica lunga, dà motivo di pensare che stia cantando in vestaglia! La sua voce calda e soffusa canta parole audaci per l'epoca, soprattutto se dette da una donna! Debuttano al festival Wilma De Angelis e Betty Curtis con "Nessuno", cogliendone uno straordinario successo. 1960 Per l'edizione del decennale si pensa di fare le cose in grande. Trenta milioni sono i telespettatori italiani ai quali vanno aggiunti quelli collegati in Eurovisione. La vendita dei dischi supera di gran largo i nove milioni e "Sorrisi e Canzoni" pubblica per il primo anno, in anteprima, tutti i testi delle canzoni, superando la tiratura di un milione e seicento copie. La conduzione è affidata a Paolo Ferrari ed Enza Sampò. Il loro modo garbato, professionale e chiaro, riscuote il largo consenso dei telespettatori, che li promuove a pieni voti. Dunque il festival è davvero diventato un fenomeno di massa e quest'edizione è sicuramente la più sontuosa di quelle sinora organizzate. Dal punto di vista artistico, due sono le canzoni che fino all'ultimo si contendono la palma della vittoria: "Romantica", proposta nella versione urlata da Tony Dallara e nella versione classica da Renato Rascel, che poi vincerà quest'edizione, e "Libero", canzone scritta ed interpretata da Domenico Modugno e ripetuta da Teddy Reno. Il pubblico si divide subito in due schieramenti: i tradizionalisti ed i modernisti. Al terzo posto si piazza "Quando vien la sera", proposta con brio da Joe Sentieri e Wilma de Angelis.

SANREMO INTERNAZIONALE

1962 Il brano più significativo di quest'edizione è "Quando quando quando" una canzone a ritmo di samba, scritta e cantata da Tony Renis, che diviene un vero hit internazionale e che porta una ventata di freschezza a quest'edizione. 1964 Tantissime sono le novità per quest'edizione. La più importante è, sicuramente, la presenza di sedici interpreti stranieri che affiancano i cantanti italiani nell'esecuzione dei brani, ed obbligatoriamente cantano in lingua italiana. Tale decisione suscita critiche ed i sindacati insorgono in favore degli interpreti nazionali. Anche il pubblico si divide in due: quelli pro e quelli contro gli stranieri. Mike Bongiorno è chiamato a condurre la manifestazione, coadiuvato da Giuliana Lojodice.  Esaminando il lato artistico delle canzoni si nota un certo rinnovamento musicale. Little Tony presenta con successo un blues dal titolo "Quando vedrai la mia ragazza", scritto da Gino Paoli, e fa conoscere agli italiani anche Gene Pitney. Paul Anka, già noto per aver venduto tantissimo con il suo hit "Diana", coglie uno straordinario successo con "Ogni volta", presentata in coppia con il suo autore Roby Ferrante. Pino Donaggio propone uno dei più interessanti motivi in gara, la sinfonica "Motivo d'amore", bene interpretata anche da Frankie Avalon. Domenico Modugno torna al festival con un tango, "Che me ne importa a me", ripetuto da Frankie Laine. Bobby Solo, giovanissimo cantante romano, debutta al Festival presentando "Una lacrima sul viso", che a tutt'oggi risulta essere il brano festivaliero che ha venduto di più. Vincono quest'edizione due giovanissime ragazze: Gigliola Cinguetti, che qualche mese più tardi si aggiudica anche L'Eurofestival, e Patricia Carli, cantante belga da night, con il brano "Non ho l'età".

1967 I cantautori in gara sono tanti: Lucio Dalla, che insieme agli ormai italianizzati The Rokes propone "Bisogna saper perdere", un brano accattivante che subito riscuote enorme successo; Sergio Endrigo, che con Memo Remigi interpreta "Dove credi di andare"; Giorgio Gaber scrive "E allora dai", che viene ripetuta dall'ormai habitué festivaliero Remo Germani; Don Backy canta la sua melodica "L'immensità", ripetuta da Johhny Dorelli; Pino Donaggio che propone la sua "Io per amore", dalla bella costruzione musicale, con la bravissima Carmen Villani. Moltissimi gli artisti stranieri presenti alla manifestazione: Dionne Warwick, cantante preferita di Burt Bacharach, che con la sua delicatezza vocale presenta "Dedicato all'amore" insieme a Peppino Di Capri, al suo debutto sanremese; la rocker Marianne Faithfull, pupilla di Mike Jagger dei Rolling Stones, che presenta una canzone pacifista, "C'è chi spera"; la giunonica Anna German che ripete "Gi" scritta da Fred Bongusto; Connie Francis, che propone insieme a Bobby Solo "Canta Ragazzina"; Sonny e Cher, coppia artistica e nella vita, presenti con "Il cammino di ogni speranza", composta da Umberto Napolitano e ripetuta da Caterina Caselli, la rivelazione del precedente festival. Due sono i debutti importanti: quello di Lucio Battisti, autore del brano "Non prego per me", proposta da Mino Reitano, e quella di Luigi Tenco, autore ed interprete di "Ciao amore ciao", ripetuta dalla ormai conosciutissima Dalida, che con lui intrattiene una relazione. È proprio Tenco, che assume dei farmaci e canta malissimo sul palco, come sostiene il Maestro Reverberi, che dirige l'orchestra nell'esecuzione del suo brano, a sconvolgere quest'edizione festivaliera. Dalida, infatti, lo trova morto nella sua stanza di hotel. Le circostanze sono misteriose. Si parla di un biglietto, scritto dal cantautore, che spiega la motivazione di tale gesto, attribuendo al pubblico un certo tipo di disattenzione verso il suo percorso artistico d'autore, e contro le giurie che bocciano la sua canzone per far accedere alla finale "Io, tu e le rose" un brano di stampo melodico proposto dalla brava Orietta Berti e dal gruppo francese Les Compagnons de la Chanson. C'è però chi sostiene che la grafia su questo biglietto non appartenga a Tenco. Si pensa dunque ad una sospensione di questo festival, ma poi non se ne fa nulla per i soliti interessi discografici. Le indagini sono chiuse frettolosamente... A vincere questa edizione, però, è una canzone assai festivaliera nella costruzione musicale e letteraria, "Non pensare a me", proposta dal battagliero Claudio Villa e rieseguita da una brava Iva Zanicchi. Al secondo posto si piazzano Les Surfs e la debuttante Annarita Spinaci, che propongono la swingante "Quando dico che ti amo", composta da Tony Renis. 1969 Momenti difficili per l'edizione 1969 della manifestazione. Si vive il periodo della contestazione giovanile sessantottina. Alcuni estremisti di destra contestano il numero troppo elevato dei cantanti stranieri presenti alla manifestazione. Dario Fo e Franca Rame organizzano addirittura in Controfestival per "risvegliare le menti dei lavoratori". A vincere questa edizione sono due cantanti con all'attivo già una vincita festivaliera: Bobby Solo ed Iva Zanicchi, con il brano "Zingara". 1975 Il Festival è uno sfacelo! Vendite discografiche: zero, sia perché le canzoni non interessano nessuno sia perché le case discografiche con le quali gli artisti hanno inciso non hanno distribuzione. Alcuni giornalisti affermano che il festival è morto! 1982 Per la terza volta consecutiva, il festival è presentato dal bravo Claudio Cecchetto, seguito dalla diligente e brava Patrizia Rossetti e da Daniele Piombi; forte è la presenza straniera: gli America, Marianne Faithfull, i Village People, la grande Gloria Gaynor, Johnny Halliday e addirittura, in collegamento da Los Angeles, i mitici Bee Gees e i Kiss. Il vincitore è, come già detto, l'ex bassista dei Pooh, Riccardo Fogli, con una canzone bella, ma non straordinaria, "Storie di tutti giorni". Secondi si piazzano la coppia Al Bano e Romina Power. Lui ritorna al successo dopo un periodo d'oscuramento (in cui ha dovuto cercare successo nell'Europa dell'Est), accompagnato dalla sua bellissima moglie. La canzone, "Felicità", non è certo un capolavoro, ma diventa comunque un hit. Debuttano anche cantanti già affermati, ma che non hanno mai partecipato a Sanremo: Mia Martini, seguita sul palco da sua sorella Loredana Bertè (con una minigonna vertiginosa). Sul palco arriva un ragazzo, già famoso nei bassifondi musicali, con uno sguardo eternamente "fatto" e si scoprirà poi che abusa veramente di stupefacenti. È Vasco Rossi (quello che ora è l'idolo dei ragazzi e ragazze e che riempie gli stadi), che porta una bella e significativa canzone, "Vado al massimo", dove se la prende anche con Nantas Salvataggio (giornalista e saggista N.d.R.) che lo aveva insultato dicendo che era diseducativo fare apparire un tossicodipendente in Televisione. 1987 Per quest'edizione, ogni Big è presentato da una "madrina" o "padrino" d'eccezione (Lino Banfi, Jerry Calà, Edvige Fenech, ecc.). Verso la fine del Festival, Pippo Baudo annuncia, anticipando il telegiornale, la morte di Claudio Villa. Vince un trio, Gianni Morandi, Enrico Ruggeri e Umberto Tozzi. La loro canzone, "Si può dare di più", non è un capolavoro ma sicuramente è una canzone vincente. Morandi, per scommessa, il giorno dopo, serve come cameriere all'albergo di Sanremo la colazione ai presenti.  Patty Pravo, l'ex ragazza del "Piper", stupisce come sempre, con una bellissima canzone, "Pigramente signora", grandiosamente interpretata (Patty canta incredibilmente scalza). Il caso è però incredibile, poiché un gruppo di ragazzi sentendola ha un sussulto, è uguale a "To the morning", di Dan Fogelberg. All'inizio lo staff della cantante nega, ma poi una radio Ligure fa sentire i due pezzi che, in effetti, sono uguali. Patty Pravo sviene, ma poi tutto va avanti lo stesso, e Patty sosterrà che, in fin dei conti, tutti a Sanremo copiano. 1996 L'edizione dei veleni e dei bassi ascolti. Presenta Baudo, che è malato alle corde vocali, ma non osa dirlo ed è nervoso. Lo assistono, come sempre una valletta bionda, cioè la bellissima argentina Valeria Mazza, e una valletta mora e mediterranea, Sabrina Ferilli.  Qualche anno prima è nato il Dopofestival, che è una specie di tutti contro tutti, un tribunale, una sede dove poter (forse) esprimere ciò che si vuole, anche con telefonate da casa e dove vittime e carnefici, ossia i cantanti e i critici e i giornalisti musicali, siedono e si azzannano. Gli ospiti stranieri sono pochi, ma di ottima qualità: il bravissimo Bruce Springsteen, i Take That, senza Robbie Wiliams, Vince Ron, con "Vorrei incontrarti tra cent'anni" e con una bravissima Tosca. Secondi si piazzano, con grande sorpresa, il gruppo di "Elio e le Storie Tese". È forse un segno di rottura, dato che il simpatico gruppo si presenta con una canzone ironica sulla situazione italiana: "La terra dei cachi", vestiti da extraterrestri tutti argentati.  Alcuni Big fanno sicuramente notizia. Dopo cinque anni e per la prima volta da solo (era dal 1974 che non accadeva più) torna Al Bano. Ritorna un altro grande, dopo una sola presenza nel 1961 e un bando dalla Televisione, solo perché omosessuale: è Umberto Bindi. Torna accompagnato dai New Trolls e con una bella canzone, "Letti", che però evidentemente non piace ed è relegato ultimo. 1999 Molte novità per quest'edizione del Festival di Sanremo. Lo presenta Fabio Fazio e porterà molte novità: con lui una bellissima francese, la modella Laetitia Casta, e il premio Nobel del 1972, direttamente dagli Stati Uniti, Renato Dulbecco; il professore fa conoscere al grande pubblico il "progetto Genoma", sugli studi genetici.  Saranno aumentati i presentatori delle canzoni, nel senso che Fazio obbligherà tanti personaggi (famosi e non) a presentare gli artisti in gara.  Si passa dai più famosi (gli Astronauti che arrivarono sulla luna, Armstrong e Aldrin; il calciatore Roberto Mancini; l'arbitro Collina; lo sciatore Gustav Thöeni, il giornalista Lamberto Sposini, del Tg5; Roger Moore, Don Lurio e la ballerina Carla Fracci) ai meno famosi (un ex postina; una casalinga, una maestra e un avvocato). Le presenze incredibili saranno però: il fratello di Bill Clinton, Roger Clinton, e addiritura l'ex-presidente dell'URSS, Michail Gorbaciov, con la moglie Raissa (che purtroppo morirà poco dopo il Festival). Un'altra novità, sarà la "giuria di qualità", presieduta questa volta da Ennio Morricone, che sarà definitiva, poiché darà gli ultimi voti ai cantanti, rischiando di ribaltare i voti delle giurie popolari (come poi accadrà). Per la prima volta inoltre, si esibiscono i super-ospiti italiani: Ivano Fossati, che farà infuriare la destra italiana per una canzone che (usando le parole di San Paolo) difende l'immigrazione; Riccardo Cocciante (che promuoverà il suo nuovo successo teatrale, "Il gobbo di Notredame"), Franco Battiato, che il giorno dopo criticherà ampiamente la manifestazione ed infine Gianni Morandi, che, in fondo, non apprezzerà troppo l'onore avuto e tornerà l'anno dopo come cantante in gara.  Gli ospiti saranno come sempre mirati: la sempreverde Cher, la bella Mariah Carey, Alanis Morisette, i Rem e Ricky Martin. Grandioso sarà però Teo Teocoli che imiterà: il sindaco di Milano Albertini, in mutande (facendo la parodia di una sfilata veramente accaduta); il Commissario Tecnico della nazionale di calcio Cesare Maldini, e l'irresistibile, per la sua risata, critica televisiva Vinciguerra. Insomma, un Sanremo che, più che mai, metterà un po' in un angolo le canzoni in gara, che per altro quest'anno sono molto belle.  La vincitrice è Anna Oxa, con un pezzo molto bello dove si valorizza la sua voce, "Senza pietà". La cantante indossa un incredibile tanga e ha la pelle lucida, come se avesse messo l'olio. 2000 Per la seconda volta consecutiva è Fabio Fazio a condurre quest'edizione; il presentatore dichiara che questa sarà la sua ultima volta. È affiancato dal suo grande amico ed irresistibile comico Teo Teocoli, dalla bellezza di turno, tutta mediterranea, Ines Sastre e dal grande tenore italiano Luciano Pavarotti ("Big Luciano"), che arriva a Sanremo con tantissime valigie e la sua compagna Nicoletta Mantovani. Fazio sarà come sempre bravo, senza aumentare il numero dei conduttori, come l'anno prima, ma dando più spazio alle canzoni; Teocoli sarà grandioso nelle sue imitazioni (memorabile quella del motociclista Valentino Rossi); Tony Renis, arriverà direttamente dagli Stati Uniti con un aereo, riceverà il premio alla carriera e ricorderà il grande Domenico Modugno. Jovanotti e Bono (degli U2) presentano un rap fuori programma dal titolo "Cancella il debito". Il problema sorge, quando Jovanotti indirizza la canzone al presidente del consiglio di quell'anno, Massimo D'Alema (che difatti avrà in udienza Jovanotti e Bono); la Destra però non accetta e parla di Festival di sinistra e di mancata Par Condicio. Sarà Teocoli a sdrammatizzare la situazione, davanti alle scuse e le proteste dello stesso Jovanotti, improvvisando un rap su Berlusconi. Come sempre di qualità superiore anche gli ospiti stranieri: gli Eurithmycs, Enrique Iglesias, Tom Jones, gli Oasis, Sting, Tina Turner, Robin Williams. Fino alla fine ci sarà l'insicurezza totale sul vincitore. Alla fine, però, dopo la girandola di nomi (Trovato, Morandi, Grandi), la Piccola Orchestra Avion Travel. vince a sorpresa con la canzone "Sentimento". Si dirà che, per una volta, a Sanremo non ha vinto la classica canzone da Sanremo. 2001 Dopo il 1986, con Loretta Goggi, per la seconda volta il Festival è presentato da una donna, Raffaella Carrà. La Carrà è affiancata dalla bellissima fotomodella australiana, Megan Gale; dal nuovo comico toscano Massimo Ceccherini e dal presentatore Enrico Papi, che gestirà il Dopofestival. La regia, per questa volta, è dell'ex-compagno della "Raffa nazionale", Sergio Japino. Ma tutto si rivela un flop: Megan Gale è bellissima, però non parla quasi per nulla l'italiano. Massimo Ceccherini ha una comicità forse non adatta a Sanremo, molto triviale e abbastanza clownesca. Enrico Papi è molto simpatico la prima sera, quando svela i "dietro le quinte", intervistando i Big in attesa dell'esecuzione, ma poi si limita ad una presentazione normale. Alla fine la tensione salirà ai massimi livelli: Ceccherini e Papi si insulteranno a vicenda. La situazione è peggiorata dalla regia di Japino, si scatenano le proteste dei cantanti, che, spesso non sono ben inquadrati. La situazione è parzialmente salvata da alcuni ospiti italiani: Mike Bongiorno, la prima sera, che si esibisce in un insolito Rap con Raffaella Carrà e Fiorello, che alza gli ascolti, nella sua breve ma indimenticabile performance. Per la prima volta ci sono tre giurie (e non due), per evitare i capovolgimenti di voti improvvisi. Il portavoce della giuria di qualità (capeggiata da Gino Paoli e Iva Zanicchi), Piero Chiambretti, sarà in splendida forma e salverà in parte l'edizione, con battute degne del palco di Sanremo. Pino Daniele, per un'offesa a Bossi, si beccherà una querela dal leader leghista. Ci sono anche alcuni ospiti stranieri da notare: Ronan Keating, Anastacia (che dovrà fare addirittura un bis), Moby, Enya, Ricky Martin, Antonio Banderas ed Eminem, il rapper bianco di cui non si capisce il testo del brano, visto che usa lo slang americano.  Tra tutta questa gioventù e novità, arriva anche un grande "vecchio", simbolo del tradizionale, Peppino di Capri. Cerca di stupire con un pezzo, che tratta di un amore di un extracomunitario; nella canzone c'è la frase "habibi enè", cioè ti voglio bene in arabo, ma la canzone non ha successo. La vincitrice è una sorpresa: Elisa, nata a Monfalcone in provincia di Gorizia, con "Luce (tramonti a nord est) ". SANREMO: EVENTO MEDIATICO, SOCIO-CULTURALE O…sono solo canzonette?

IDEA GIUGNO 2004

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