.::DICEMBRE 2009::.

“ A maestr Nenell a SCRVAC”

di Marino Marangelli

Forse il titolo di questo articolo non vi dirà molto ed è anche difficile leggerne il titolo, ma qualche persona anziana ricorderà benissimo. Ecco, quindi, un'altra opportunità di ricordare alle nuove generazioni come erano i tempi del primo dopoguerra, quando non si immaginava lontanamente i cambiamenti che nell'arco di mezzo secolo sarebbero avvenuti, e che difficilmente possono essere compresi appieno dai nostri giovani, ormai abituati al consumismo  più esasperato. Loro forse penseranno che erano altri tempi, senza rendersi conto di quanto abbiano inciso sulla nostra generazione, e allora la mia mente ritorna a quegli anni e a come si viveva: periodi in cui era impossibile comprare un vestito confezionato o un capo di corredo ricamato da portare in dote, e così i genitori che avevano in casa ragazze, sin dalla tenera età le mandavano ad imparare i lavori di cucito e di ricamo. Nel nostro paese erano in parecchie ad insegnare alle ragazze come si usava un ago per cucire e ricamare. Per le nostre fanciulle era anche uno svago frequentare le suore che avevano un laboratorio o altre persone che riunivano nella propria casa un gruppo e si incaricavano di educare le stesse a queste discipline. Oltre a questo, spesso e volentieri era un luogo dove il fidanzatino aspettava la propria amata all'uscita per accompagnarla a casa, ed era solo questo il momento in cui ci si poteva scambiare tenerezze ed effusioni. E sì!!!!! perché, care ragazze, difficilmente si usciva da sole, se non accompagnate da un familiare che fungeva da cane da guardia. Nenell a scirvach era una di queste maestre che, nella sua abitazione alla periferia del paese, accoglieva un nutrito gruppo di ragazze, che oltre ad imparare il cucito ed il ricamo erano legate da un affetto che le avrebbe unite per tutta la vita. Il compito della maestra non solo era quello di istruire: lei assumeva il ruolo di seconda madre e di confidente, suggeriva il modo di valorizzare il lavoro della propria allieva, e spesso assumeva il ruolo di intermediaria tra la famiglia e la fanciulla. Spesso, tra le allieve si organizzavano dei piccoli ricevimenti, con quello che ognuno aveva la possibilità di portare, e questo serviva a cementare un amicizia eterna. Anche a distanza di anni NENELL A SCIRVACH viene ricordata come la “MAESTRA” per quello che aveva fatto per queste ragazze, e tutt'ora, quando viene mostrato un capo ricamato, la prima cosa che dicono è: “l'ho ricamato dalla maestra”.  Ho avuto occasione di rintracciare una foto dell'epoca in cui si notano moltissime ragazze, che ormai sono anziane e parecchie attualmente sono residenti negli Stati Uniti, e il rivedersi ritratte sono certo che farà loro piacere. Nello scrivere questo articolo, il mio pensiero ritorna alle difficoltà che si incontravano in quei tempi, e sono sempre più convinto che questo servì a dare un valore alla propria esistenza.

IDEA DICEMBRE 2009

© Copyright 2007 l'IDEA MAGAZINE - All Rights Reserved.