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“
A maestr Nenell a SCRVAC”
di
Marino Marangelli

Forse
il titolo di questo articolo non vi dirà molto ed è anche difficile
leggerne il titolo, ma qualche persona anziana ricorderà benissimo. Ecco,
quindi, un'altra opportunità di ricordare alle nuove generazioni come
erano i tempi del primo dopoguerra, quando non si immaginava lontanamente
i cambiamenti che nell'arco di mezzo secolo sarebbero avvenuti, e che
difficilmente possono essere compresi appieno dai nostri giovani, ormai
abituati al consumismo
più esasperato.
Loro
forse penseranno che erano altri tempi, senza rendersi conto di quanto
abbiano inciso sulla nostra generazione, e allora la mia mente ritorna a
quegli anni e a come si viveva: periodi in cui era impossibile comprare un
vestito confezionato o un capo di corredo ricamato da portare in dote, e
così i genitori che avevano in casa ragazze, sin dalla tenera età le
mandavano ad imparare i lavori di cucito e di ricamo.
Nel
nostro paese erano in parecchie ad insegnare alle ragazze come si usava un
ago per cucire e ricamare. Per le nostre fanciulle era anche uno svago
frequentare le suore che avevano un laboratorio o altre persone che
riunivano nella propria casa un gruppo e si incaricavano di educare le
stesse a queste discipline. Oltre a questo, spesso e volentieri era un
luogo dove il fidanzatino aspettava la propria amata all'uscita per
accompagnarla a casa, ed era solo questo il momento in cui ci si poteva
scambiare tenerezze ed effusioni. E sì!!!!! perché, care ragazze,
difficilmente si usciva da sole, se non accompagnate da un familiare che
fungeva da cane da guardia.
Nenell
a scirvach era una di queste maestre che, nella sua abitazione alla
periferia del paese, accoglieva un nutrito gruppo di ragazze, che oltre ad
imparare il cucito ed il ricamo erano legate da un affetto che le avrebbe
unite per tutta la vita.
Il
compito della maestra non solo era quello di istruire: lei assumeva il
ruolo di seconda madre e di confidente, suggeriva il modo di valorizzare
il lavoro della propria allieva, e spesso assumeva il ruolo di
intermediaria tra la famiglia e la fanciulla.
Spesso,
tra le allieve si organizzavano dei piccoli ricevimenti, con quello che
ognuno aveva la possibilità di portare, e questo serviva a cementare un
amicizia eterna.
Anche
a distanza di anni NENELL A SCIRVACH viene ricordata come la “MAESTRA”
per quello che aveva fatto per queste ragazze, e tutt'ora, quando viene
mostrato un capo ricamato, la prima cosa che dicono è: “l'ho ricamato
dalla maestra”. Ho
avuto occasione di rintracciare una foto dell'epoca in cui si notano
moltissime ragazze, che ormai sono anziane e parecchie attualmente sono
residenti negli Stati Uniti, e il rivedersi ritratte sono certo che farà
loro piacere. Nello scrivere questo articolo, il mio pensiero ritorna alle
difficoltà che si incontravano in quei tempi, e sono sempre più convinto
che questo servì a dare un valore alla propria esistenza.
IDEA
DICEMBRE 2009

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