.::MARZO 2009::.

E SOGNO È RIMASTO...

di Leonardo Campanile

Ritengo necessario complementare le notizie che il Direttore di “Città Nostra”, Nicola Lucarelli, rivista edita a Mola Di Bari, ha voluto far conoscere agli emigrati molesi nell'America settentrionale, esprimendo un mio modesto parere sul progetto e su quello che mi aspettavo. Un articolo, quello scritto da Lucarelli, con tante cifre che, se anche approssimative, non penso discostino molto dalla realtà. Oltre 22 milioni di Euro, questo l’ammontare destinato dalla Comunità Europea a Mola Di Bari nel 2001. Son tanti, tantissimi, una manna del cielo scesa come un miracolo sulla nostra cittadina. Quando, circa sette anni fa, venni a conoscenza di quest'enorme aiuto finanziario a Mola, iniziai a sognare. Sognai una Fata Turchina che, con la sua bacchetta magica, trasformava la nostra città, dandole luce e visibilità internazionale.  E sogno è rimasto. Non vorrei che quest'articolo diventasse un pretesto per accusare qualcuno d'inefficienza: stando a contatto giornalmente con la nostra comunità e la nostra politica, mi rendo conto delle difficoltà cui si va incontro quotidianamente, quando si organizza un progetto, e in tantissime occasioni gli imprevisti accadono con frequenza. Secondo il mio pensiero, avrei visto l’ammissione di Mola nel giro turistico della Puglia, facendo quindi affluire nel paese i turisti, e non solo i molesi che ritornano in vacanza, quelli non ce li toglie nessuno (la domanda è: fino a quando?). Ma per fare questo, i nostri antichi palazzi, le nostre stradette e le nostre chiese, necessitavano una ristrutturazione puntigliosa nei minimi dettagli. Questo è avvenuto solo in parte e con molte dimenticanze. Il palazzo Roberti (cento camere), considerato uno dei monumenti più significativi di Mola, non è stato nemmeno sfiorato, a parte due camere al piano terreno, imbiancate e che sono usate per qualche esposizione o riunione. Immaginiamo l’intero palazzo, nel quale ci sono affreschi ormai del tutto deteriorati, adibito a museo della cittadinanza e nell’interno delle grandi camere o nell’atrio, l'organizzazione di convegni. Sarebbe diventato un museo da visitare o un palazzo convegni; di certo si sarebbe prestato alla curiosità dei turisti e sarebbe stato visitato. Peccato! Leggo dai fondi assegnati che, circa 1,500,000.00 (un milione e cinquecento mila Euro) sono stati usati per la comunicazione e pubblicità; secondo me si è commesso un errore di cifre, altrimenti vorrei capire dove è stata fatta questa pubblicità e cosa è stato comunicato, e a chi, per assorbire una cifra cosi enorme. Noi della redazione dell’Idea (rivista che ininterrottamente comunica con la comunità molese degli Stati Uniti) non abbiamo ricevuto assolutamente niente, a parte cinque CD iniziali dove si spiega il Piano Urban, e qua parliamo di circa cinque anni fa. Leggo, e qui mi raccapriccio non poco, che sono stati assegnati 137,000.00 (cento trentasette mila Euro) per la realizzazione del sito Web del comune. Impazzisco. Ho visitato il sito e condivido che ci sono immesse tante funzioni, tra le quali anche un vettore 3D, il che non è cosa comune. Ciò non giustifica nel modo più assoluto la somma, ma forse anche in questo caso ci sarà un errore di cifra. Ho preso come esempio questi due progetti nel piano URBAN2 perché,  essendo nella mia vita professionale non del tutto inesperto nel campo, posso esprimere una valutazione quasi appropriata. Altro punto a me poco chiaro, e qua chiedo delucidazioni agli esperti, è la motivazione che ha fatto assegnare a ditte private (pizzerie, maglierie, ditte dove appare solo un nome senza specificare l’attività e negozi cittadini) un fondo per far che? Magari rifarsi il locale, aiutatemi a dire, rifarsi la faccia ecco, non certo per creare un posto di lavoro. Ma questo non importa, tanto i “molesi” sono abituati ad espatriare. Condivido, invece l’aver dato fondi a case rurali e masserie, in modo che fossero trasformati in Bed & Breakfast, almeno loro possono adesso dare un servizio d’alloggio ai turisti, anche se qualche pecca non manca neanche qua. Non posso fare a meno di ricordare un particolare fatto, accaduto il 19 Febbraio del 2007, giorno storico per Mola Di Bari (ndr. i resti di Niccolò van Westerhout venivano traslati a Mola). Ebbene, noi del comitato chiedemmo che ci fosse concessa una stanza in un Bed & Breakfast per ospitare, per una sola notte, la Signora Anna Argentino di Napoli, colei che ha in realtà individuato la tomba, fino ad allora sconosciuta del compositore. Ci fu risposto che era un fatto nostro (ndr. del comitato van Westerhout) e quindi uno di noi sborsò di tasca propria l’ammontare necessario per il pernottamento. Mi domando, ma visto che l’Amministrazione comunale ha dato la possibilità di creare questi Bed & Breakfast, non poteva pretendere che uno di loro donasse una camera? In fondo non ci avrebbe perso nessuno, anzi si sarebbe fatta pubblicità. Per concludere, vorrei dare “a Cesare quello che è di Cesare” e ringraziare Nico Berlen, allora assessore del Comune, per la sua scaltrezza nell’ottenere tali immensi fondi dall’Europa, consapevole però che una loro utilizzazione più adeguata e diretta alla nostra cultura e storia, sarebbe stata più appropriata. Mola Di Bari vuole essere una città ospitale, ma non lo riesce a fare. Per gli emigranti che, puntualmente, ritornano ogni anno per le vacanze estive, non cambia molto, ci sono abituati. Nel prossimo futuro, però, sarà necessario cambiare il modo di pensare e stabilire delle priorità, affinché il paese cresca sotto l’aspetto economico e culturale. Magari sia quest'amministrazione che le future, dovrebbero consultare non solo quelli della loro cerchia, ma soprattutto i cittadini, e perché no anche noi espatriati, visto che non solo abbiamo, con la nostra emigrazione dal paese, dato spazio a chi vi è restato, ma continuiamo, con il nostro assiduo ritorno, a contribuire all’economia dello stesso.

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