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E SOGNO È RIMASTO...
di Leonardo Campanile
Ritengo necessario
complementare le notizie che il Direttore di “Città Nostra”, Nicola
Lucarelli, rivista edita a Mola Di Bari, ha voluto far conoscere agli
emigrati molesi nell'America settentrionale, esprimendo un mio modesto
parere sul progetto e su quello che mi aspettavo. Un articolo, quello
scritto da Lucarelli, con tante cifre che, se anche approssimative, non
penso discostino molto dalla realtà.
Oltre 22 milioni di Euro, questo l’ammontare destinato dalla Comunità
Europea a Mola Di Bari nel 2001. Son tanti, tantissimi, una manna del
cielo scesa come un miracolo sulla nostra cittadina. Quando, circa sette
anni fa, venni a conoscenza di quest'enorme aiuto finanziario a Mola,
iniziai a sognare. Sognai una Fata Turchina che, con la sua bacchetta
magica, trasformava la nostra città, dandole luce e visibilità
internazionale. E sogno è
rimasto.
Non vorrei che quest'articolo
diventasse un pretesto per accusare qualcuno d'inefficienza: stando a
contatto giornalmente con la nostra comunità e la nostra politica, mi
rendo conto delle difficoltà cui si va incontro quotidianamente, quando
si organizza un progetto, e in tantissime occasioni gli imprevisti
accadono con frequenza.
Secondo il mio pensiero, avrei
visto l’ammissione di Mola nel giro turistico della Puglia, facendo
quindi affluire nel paese i turisti, e non solo i molesi che ritornano in
vacanza, quelli non ce li toglie nessuno (la domanda è: fino a quando?).
Ma per fare questo, i nostri antichi palazzi, le nostre stradette e le
nostre chiese, necessitavano una ristrutturazione puntigliosa nei minimi
dettagli. Questo è avvenuto solo in parte e con molte dimenticanze. Il
palazzo Roberti (cento camere), considerato uno dei monumenti più
significativi di Mola, non è stato nemmeno sfiorato, a parte due camere
al piano terreno, imbiancate e che sono usate per qualche esposizione o
riunione. Immaginiamo l’intero palazzo, nel quale ci sono affreschi
ormai del tutto deteriorati, adibito a museo della cittadinanza e
nell’interno delle grandi camere o nell’atrio, l'organizzazione di
convegni. Sarebbe diventato un museo da visitare o un palazzo convegni; di
certo si sarebbe prestato alla curiosità dei turisti e sarebbe stato
visitato. Peccato!
Leggo dai fondi assegnati che,
circa 1,500,000.00 (un milione e cinquecento mila Euro) sono stati usati
per la comunicazione e pubblicità; secondo me si è commesso un errore di
cifre, altrimenti vorrei capire dove è stata fatta questa pubblicità e
cosa è stato comunicato, e a chi, per assorbire una cifra cosi enorme.
Noi della redazione dell’Idea (rivista che ininterrottamente comunica
con la comunità molese degli Stati Uniti) non abbiamo ricevuto
assolutamente niente, a parte cinque CD iniziali dove si spiega il Piano
Urban, e qua parliamo di circa cinque anni fa.
Leggo, e qui mi raccapriccio
non poco, che sono stati assegnati 137,000.00 (cento trentasette mila
Euro) per la realizzazione del sito Web del comune. Impazzisco. Ho
visitato il sito e condivido che ci sono immesse tante funzioni, tra le
quali anche un vettore 3D, il che non è cosa comune. Ciò non giustifica
nel modo più assoluto la somma, ma forse anche in questo caso ci sarà un
errore di cifra.
Ho preso come esempio questi
due progetti nel piano URBAN2 perché, essendo
nella mia vita professionale non del tutto inesperto nel campo, posso
esprimere una valutazione quasi appropriata.
Altro punto a me poco chiaro, e
qua chiedo delucidazioni agli esperti, è la motivazione che ha fatto
assegnare a ditte private (pizzerie, maglierie, ditte dove appare solo un
nome senza specificare l’attività e negozi cittadini) un fondo per far
che? Magari rifarsi il locale, aiutatemi a dire, rifarsi la faccia ecco,
non certo per creare un posto di lavoro. Ma questo non importa, tanto i
“molesi” sono abituati ad espatriare.
Condivido, invece l’aver dato
fondi a case rurali e masserie, in modo che fossero trasformati in Bed
& Breakfast, almeno loro possono adesso dare un servizio d’alloggio
ai turisti, anche se qualche pecca non manca neanche qua. Non posso fare a
meno di ricordare un particolare fatto, accaduto il 19 Febbraio del 2007, giorno storico per Mola Di Bari (ndr. i resti
di Niccolò van Westerhout venivano traslati a Mola). Ebbene, noi del
comitato chiedemmo che ci fosse concessa una stanza in un Bed &
Breakfast per ospitare, per una sola notte, la Signora Anna Argentino di
Napoli, colei che ha in realtà individuato la tomba, fino ad allora
sconosciuta del compositore. Ci fu risposto che era un fatto nostro (ndr.
del comitato van Westerhout) e quindi uno di noi sborsò di tasca propria
l’ammontare necessario per il pernottamento.
Mi domando, ma visto che
l’Amministrazione comunale ha dato la possibilità di creare questi Bed
& Breakfast, non poteva pretendere che uno di loro donasse una camera?
In fondo non ci avrebbe perso nessuno, anzi si sarebbe fatta pubblicità.
Per concludere, vorrei dare
“a Cesare quello che è di Cesare” e ringraziare Nico Berlen, allora
assessore del Comune, per la sua scaltrezza nell’ottenere tali immensi
fondi dall’Europa, consapevole però che una loro utilizzazione più
adeguata e diretta alla nostra cultura e storia, sarebbe stata più
appropriata.
Mola Di Bari vuole essere una
città ospitale, ma non lo riesce a fare. Per gli emigranti che,
puntualmente, ritornano ogni anno per le vacanze estive, non cambia molto,
ci sono abituati. Nel prossimo futuro, però, sarà necessario cambiare il
modo di pensare e stabilire delle priorità, affinché il paese cresca
sotto l’aspetto economico e culturale.
Magari
sia quest'amministrazione che le future, dovrebbero consultare non solo
quelli della loro cerchia, ma soprattutto i cittadini, e perché no anche
noi espatriati, visto che non solo abbiamo, con la nostra emigrazione dal
paese, dato spazio a chi vi è restato, ma continuiamo, con il nostro
assiduo ritorno, a contribuire all’economia dello stesso.
IDEA
MARZO 2009

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