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.::MARZO 2009::. |
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Storia
italiana di ieri e di oggi di Isabella Rossiello
In Italia, non molto tempo fa, tutti i
giornali e i media in generale si sono occupati della diatriba, a tratti
anche molto “vivace”, insorta tra gli ex Partigiani e sopravvissuti ad
una delle stragi naziste più efferate e purtroppo dimenticate
dell’ultima guerra mondiale, e il film: ”Miracolo
a Sant’Anna” di Spyke Lee,
tratto dal romanzo di James Mc Bride. Il film racconta la storia di un
reggimento di soli “Neri”, “la Brigata Buffalo”, soldati di colore, all’epoca c’era ancora
l’apartheid; il regista è da anni impegnato nell'integrazione e nella
lotta dei diritti degli Afroamericani, di cui appunto nel film ricorda il
pesante contributo di sangue alla causa della Libertà dal Nazismo. Io ho trovato il film molto bello,
durissimo, certo con qualche concessione ad Hollywood, ma tutto sommato
paradossalmente un film “pacifista”perché mostra come la guerra sia
una grandissima, crudele idiozia! E per la prima volta, almeno per me, la
storia di un nazista traditore, di cui, è effettivamente negli atti, fu
trovato il cadavere a Sant’Anna. Allora perché tante polemiche? Il
regista, per esigenze di copione, ha posto la presenza di partigiani come
“scusa” per la strage a Sant’Anna,
560 persone inermi fucilate
senza pietà dai tedeschi in ritirata, radunati davanti alla chiesa e
trucidati il 12 agosto 1944,
settantadue bambini con meno di
dieci anni, una neonata, degli
anziani, un prete, don Lazzeri
e donne. Sant’Anna
di Stazzema, giustizia (?) dopo
61 anni, ed è questo il vero scandalo, una strage tremenda, dimenticata
per anni. Pensate, tutti gli incartamenti erano a Roma in uno scantinato,
con l’armadio rivolto verso la parete, il famoso “armadio
della vergogna !!!” Nel
quale i servizi, complice la classe politica, hanno imboscato per sessant'anni
oltre seicento fascicoli, nei quali erano raccolte le prove degli eccidi
nazisti, con i nomi e i cognomi di mandanti ed esecutori. Nessuno farà un
solo anno di carcere, avendo i responsabili sopravvissuti superato, tutti,
gli 80 anni. Il tribunale militare ha appurato che la
strage è stata premeditata a tavolino dalla rabbia furiosa della ritirata
nazista e che la presenza dei partigiani era irrilevante, tesi invece
proposta nel film e usata dai revisionisti per incolpare delle stragi i
Partigiani. I Nazisti, infatti, prevedevano tra l'altro, la pratica
indiscriminata dello sterminio di civili in tutte quelle zone che si
ritenesse necessario "ripulire" per esigenze militari (nella
zona di Sant'Anna sarebbe passata la Linea
Gotica durante tutto l'inverno 1944-1945). Sino a qui la cronaca dei fatti e le
virulenti polemiche nate attorno al film. Io ho voluto vederci chiaro, ho
telefonato all’A.N.P.I. e
chiesto di parlare con un partigiano. Questo è il resoconto della nostra
conversazione: Il partigiano è Giorgio
Ceredi, 83 anni, nato il 25 ottobre 1925 a Cesena. Gli chiedo come
maturò la sua scelta di diventare partigiano della Ottava
Brigata Garibaldi, dell’alta Romagna. “E’
stato un processo di maturazione prima di tutto, di presa di coscienza
sociale e poi inevitabilmente di ribellione al regime fascista imperante,
al suo privarmi delle libertà più elementari, il resto è stato
quasi…naturale!” La mia è una domanda diretta anche se
dura:“Ha mai ucciso qualcuno?” “Non
andavamo sui monti per cinque,
sei mesi, al freddo, a patire la fame per raccogliere castagne!” La risposta mostra il “pudore” di chi
ripudiava intimamente la guerra,
ma che si rifiutava di
assistere e basta! “Ha visto il film di Spyke Lee
“Miracolo a Sant’Anna”?” “No
e non credo che lo vedrò, ho visto dal vivo troppi orrori” Sua
moglie, allora sedicenne, gli si stringe al braccio e aggiunge: ”Quanta
paura nel non vederlo e sentirlo per mesi e mesi, non sapere se era vivo o
morto, quanta angoscia!” Domando: “La popolazione vi aiutava?” “Molti
sì, ci davano da mangiare…” Un’altra domanda di
stretta attualità: “C’erano i collaborazionisti? ” “Eh…la
guerra, si sa com’è... c’erano gli infiltrati, gli appartenti all’O.V.R.A.
(la polizia segreta fascista), i traditori che se scoperti venivano
fucilati... la guerra è selvaggia, non è umana". Gli domando: “Sarebbe stata
possibile la Liberazione, senza gli americani?” “No,
assolutamente no, quando sono arrivati gli alleati, è stato forse il
periodo più duro per l’Italia intera, tutti erano sbandati, tutti
contro tutti, insicurezza generale e sempre tanta, tanta fame, ma senza
gli americani, insomma gli alleati, no, non ce l’avremmo fatta e al
proposito voglio raccontare una realtà oggettiva di cui non si parla mai:
se gli americani avevano i “Neri” a fare il lavoro sporco, per gli
inglesi c’erano i temibili “Gurkha” nepalesi con i loro tremendi coltelli ricurvi…
a Ravenna, li ho visti in azione contro i tedeschi…". È stanco il signor Ceredi, e non per la
sua età, è stanco del fatto che ci siano ancora tante guerre e tanti
innocenti che muoiono. Io però chiedo se ha voglia di un’ultima
domanda: ”Cosa ne pensa delle polemiche sul film Miracolo a Sant’Anna?” “Ma
sai, io penso che in questo periodo di revisionismo storico, forse era il
momento sbagliato, ma i film sulla guerra è giusto che si facciano per
non dimenticare, mai; devono essere la nostra coscienza del passato e un
monito alle generazioni future”.
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