.::MARZO 2006::.

RITROVATI I RESTI DI

NICCOLÒ VAN WESTERHOUT

LE MIE MANI

SI SONO POSATE SU DI TE:

TI PORTERÒ A MOLA

di Leonardo Campanile

L’ultima volta che visitai Napoli fu nel lontano 1972. Il Consolato americano mi sembrava immenso, ma soprattutto mi apriva le porte per il mio trasferimento negli Stati Uniti. Allora, promisi a me stesso che ci sarei ritornato, a Napoli, per qualcosa d’importante, magari per ringraziare quella bandiera che sventolava nella direzione degli USA. Lo scorso primo dicembre ho rivisto la stessa bandiera a strisce rosse e stellata che sventolava sempre maestosa davanti all’entrata del consolato americano; per un attimo sono ritornato indietro nel tempo, pensando a quello che nel frattempo gli Stati Uniti mi hanno dato e con un cenno del mio capo ho ringraziato. Il traffico di Napoli ci coinvolge, siamo nell’ora di punta, e mentre per me, abituato al caos di New York, non faceva screzio, per il nostro Direttore in Italia, Marino Marangelli e il mio amico Antonio Palumbo, stava creando una certa pressione e lo si vedeva dalle loro espressioni. Sgaiattoliamo fra le strade di Napoli, seguendo le direzioni per arrivare al cimitero, dove ci aspettavano alcuni nostri collaboratori. L’aspetto esteriore del cimitero mi mette un po’ in angoscia, stiamo per arrivare a colui che, emigrante come me, per tanto tempo è stato ignorato o perlomeno non considerato. Niccolò Van Westerhout, un molese DOC, nato a Mola di Bari nel 1857 e morto a Napoli nel 1898. Un emigrante, quindi, che ha dovuto lasciare la sua città per cercar fortuna altrove. In quei tempi era già iniziata la grande emigrazione verso le Americhe, ma Niccolò mise dimora a Napoli in cerca del magnate, disposto a credere nella sua musica e di conseguenza a sponsorizzare le sue opere. Il compositore morì in povertà: componeva musiche da salotto per poter sopravvivere, tanto che i funerali furono pagati dal Comune di Napoli. Dove fu sepolto Van Westerhout? A Napoli certamente, ma il luogo esatto non si è mai saputo. Dopo oltre cento anni ecco che mi ritrovo davanti ad una cappella un po’ malandata; a vederla sembra piccola, ma entrando mi accorgo che, attraverso aperture e corridoi, contiene un gran numero di defunti. L’emozione fu grande, ma non potevo mai immaginare che l’effetto emotivo, mi avrebbe abbracciato tutto il corpo in un tremolio interminabile. Sinceramente compresi che, messi al cospetto d’eventi significativi come questo, si diventa piccoli e indifesi. Dentro di me invece, avevo intuito che stavo per assistere ad un evento storico: “Niccolò Van Westerhout è stato ritrovato”. Nel silenzio più profondo mi sistemo di fronte alla tomba, mentre due operai iniziano la scardinatura del marmo; finalmente la grande piastra di marmo cede e si distacca dal suo incastro. Un raggio di sole entra da una finestra e per nostra fortuna illumina l’angolo dove il nostro Niccolò riposa. Uno degli operai, emette un gemito non appena ha spostato il marmo e rivolgendosi al suo compagno di lavoro dice “ma qua ci sono quattro scheletri, non uno”. Io ero a conoscenza che nella tomba ci doveva essere più di un defunto, ma non quattro. Mi fu concesso di salire e, quasi arrampicandomi per la scala, arrivai su un piccolo muretto all’interno della cappella e di li chiusi per un attimo gli occhi. Quando li riaprii, un cumulo d’ossa umane si presentarono alla mia vista. Qualche straccio di lenzuolo bianco qua e là, per il resto sembrava che qualcuno avesse “gettato” quei resti umani alla rinfusa. Le mie mani automaticamente andarono a toccare un teschio ed alcune ossa, la mia macchina fotografica scattò alcune foto, e dopo aver recitato una preghiera, feci una promessa: “Niccolò, ti porterò a Mola”. Feci quindi cenno di voler ridiscendere al suolo. Avevo toccato l’uomo più illustre di Mola… finalmente adesso so dove riposa, ma so anche che la sua dimora finale deve essere il suo paese natio. La documentazione ufficiale ritrovata, afferma che in quella tomba si trova il padre di Niccolò, oltre che lui e due donne. Si renderà necessaria un’identificazione più specifica, ma nel nostro paese arriveranno i resti di tutta la famiglia Van Westerhout. Nei tre giorni successivi, e prima della mia partenza per New York, ho avuto una serie di riunioni, e L’Idea Magazine ufficialmente sarà la promotrice del rimpatrio di Niccolò Van Westerhout. Un Comitato organizzatore è stato creato a Mola di Bari e a New York. Sarà necessario coordinare il tutto con particolare attenzione. Saranno necessari una serie di permessi, e per questo il Sindaco Nico Berlen si è fatto garante personalmente. Ho contattato la politica molese di maggioranza e d’opposizione, attraverso i loro capi gruppo, e ho avuto garanzia che per Niccolò saremo tutti uniti. A questo punto, noi emigranti molesi nel mondo dobbiamo dimostrare quell’unità che c’è mancata fin ad ora. Per Niccolò Van Westerhout dobbiamo mettere da parte tutte le incomprensioni sorte negli anni. I Circoli Molesi di New York, quelli di Chicago e le comunità sparse un po’ ovunque in America e Canada, hanno l’obbligo di collaborare a quest’evento storico che, quando portato a termine, sarà forse il progetto più importante realizzato dai molesi nella storia. Sui prossimi numeri della nostra rivista v’informerò sugli sviluppi della situazione, dei vari progressi ed anche degli eventuali intoppi, che comunque risolveremo. Intanto ci diamo una data per il grande evento, “21 Agosto 2007”, giorno della sua morte ed anno nel quale ricorre il 150esimo anniversario della sua nascita. Invito la comunità molese a contattarmi personalmente attraverso L’Idea Magazine e a partecipare alle riunioni/conferenze che terremo ad iniziare dal marzo 2006.

VIVA N. VAN WESTERHOUT

IDEA MARZO 2006

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