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.::GIUGNO 2006::. |
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TORINO
DIVENTA LA
PASSION DEGLI AMERICANI
di Amalia Anzalone
L’Italia é la mecca del turismo americano. Gli americani si recano
in Italia alla ricerca di località colme di sole e mare che offrono riposo e
divertimento. Poi passano alle grandi città come Roma, Venezia e Firenze per
ammirare opere d’arti e per fare dello shopping indimenticabile.
Fino a pochi mesi fa Torino, città del barocco, raramente appariva
sull’itinerario dei turisti americani. Questa grande capitale industriale,
famosa per la casa automobilistica FIAT, per ospedali all’avanguardia nel
campo della scienza medica e per grandi squadre di calcio, lo scorso inverno
ha fatto innamorare gli americani quando si é presentata sugli schermi
televisivi con lo stile di una gran dama da corte. Grazie ai XX Giochi
Olimpici Invernali ed i IX Giochi Paraolimpici di Torino 2006 e all’esercito
di giornalisti che ha invaso la città per le due settimane, oggi Torino non
solo é diventata una delle città italiane più conosciute in America ma é
anche un nuovo punto di destinazione per i turisti americani. Credo
che sia opportuno aggiungere che é un vero peccato che l’avvocato Gianni
Agnelli non ha potuto assistere a quest’amore sbocciato tra gli americani e
la sua Torino. Agnelli, scomparso nel gennaio 2003, aveva un grande amore per
la sua città e tutto quello che appartiene a Torino. L’orgoglio d’Agnelli
per la sua Torino Olimpica e per gli undicimila stendardi rosso cinabro
che sventolavano per le strade di Torino, sarebbe stato enorme. Si, erano
proprio undicimila gli stendardi di Torino 2006 con lo slogan Passion Lives
Here, vale a dire La Passione Abita Qui.
La passione ha abitato a Torino soprattutto la sera dello scorso 10
febbraio, quando l’intera città ha brillato come una stella del firmamento
per milioni di telespettatori inchiodati davanti ai televisori per assistere a
quella che è stata definita la più bella cerimonia d’apertura nella storia
dei giochi olimpici. Durante quest’inaugurazione da fiaba, come l’hanno
descritta i titoli di tanti giornali, ben 2500 atleti, rappresentanti 85
nazioni, hanno sfilato nello Stadio Olimpico di Torino (ex Stadio Comunale),
accolti dagli applausi di 25,000 spettatori.
L’applauso più grande è andato ovviamente agli atleti italiani che
entrarono nello stadio serenati dal famoso brano musicale di Alan Sorrenti, Figli
delle Stelle.
Brian Williams e Bob Costas, due grandi nomi del giornalismo americano,
hanno commentato non solo sulle 85 delegazioni in cerca di una medaglia da
portare a casa, ma anche sulla parte show della cerimonia inaugurale.
Uno show bellissimo, con ballerini su pattini, grandi personalità del
mondo della musica e del cinema e famose automobili italiane. Una grande festa
decorata da uno spettacolo pirotecnico, una vera arte di colori nel cielo di
Torino, che dava il benvenuto ai giochi della pace e alla torcia olimpica
portata nello stadio da grandi campioni dello sport italiano.
Il giorno dopo la cerimonia d’apertura si passa alle gare. Nel giro
di due settimane il network statunitense NBC, con l'esclusiva in Usa dei
diritti televisivi delle olimpiadi, ha proiettato un totale di 416 ore sugli
eroi della neve e sulla città piemontese. Un lavoro enorme e ben fatto,
grazie allo sforzo congiunto di tante persone. Prima del 10 febbraio NBC ha
inviato a Torino i suoi migliori giornalisti, accompagnati da un’equipe di
oltre 150 assistenti per far sì che il coverage fosse perfetto. Questi
inviati hanno coperto nei loro servizi l’intera città di Torino, e non c’è
stata una piazza, un monumento, un palazzo, un negozio, una fabbrica che non
è apparsa sullo schermo americano.
NBC iniziava presto la mattina a trasmettere da Torino. Alle sette,
Katie Couric, Matt Lauer e la loro equipe del Today Show, il programma
del mattino con un indice di gradimento altissimo, erano posteggiati in Piazza
San Carlo per ben tre ore, mantenendo la diretta da Torino. Il Today Show
ha presentato al pubblico degli Stati Uniti tutte le bellezze della città,
tutti gli aspetti della vita torinese e tutti i Caffé di Torino. Gli ospiti,
da Boccelli a Sergio Chiamparino, sindaco della città, da fotomodelle a
ballerini, ogni mattina si recavano in Piazza San Carlo, sotto gli sguardi
della folla presente per essere intervistati e per parlare un po’ di Torino.
Il popolare meteorologo Al Roker, appena completato il bollettino per
l’Italia e gli Stati Uniti, si avvicinava al pubblico presente per prendere
discorso sia con i Torinesi sia con i turisti Americani. Katie e Matt non
erano per nulla intimiditi a pronunciare nomi non tanto facili come La Mola
Antonelliana, Palazzo Madama oppure Basilica di Superga. La frase del
giorno era un gioco che divertiva Al, Katie and Matt. Ogni giorno
cercavano di imparare una frase nuova nella lingua italiana. Era evidente che
questi assi del giornalismo americano hanno svolto il loro lavoro con la
stessa Passion che Torino ha mostrato al mondo durante le sue
olimpiadi. Dopo le tre ore in diretta del Today Show, NBC sostava da Torino
fino alle sedici, quando i programmi olimpici riprendevano con Olympic Ice,
trasmesso dagli studi di Rockefeller Center, la sede principale del network.
Ogni pomeriggio Olympic Ice dava risultati e riassunti degli eventi
olimpici svolti, da Bardonecchia a Sestriere.
Dopo una breve pausa per il telegiornale locale, anch’esso attrezzato
con il proprio giornalista da Torino, alle diciassette e trenta Brian Williams
trasmetteva per gli americani le notizie in diretta da Torino, presentando
ogni sera un servizio sulla città che l’ospitava. Williams ha toccato tutti
i tasti della vita e cultura Torinese presente e passata.
Le sue interviste hanno compreso personalità del mondo politico e le
loro agende per il futuro. Il servizio più interessante è stato quello in
cui Williams ha trasmesso dalla chiesa di San Giovanni per riportare sulla
Sacra Sindone di Torino, un lenzuolo di lino di centimetri 437 di lunghezza
con impressa l'immagine di un uomo che i cristiani credono che sia l’unica
immagine di Cristo. Williams ha presentato questo servizio con gran
professionalità e rispetto verso chi crede che il corpo di Cristo fu avvolto
dopo la sua crocifissione in questo tessuto.
Dopo le notizie serali di Brian Williams si passava al programma Olympic
Zone. Questi trenta minuti, presentati da Jane Hansen della WNBC di New
York, erano molto istruttivi e adatti a telespettatori d’ogni età.
Jane Hansen parlava dei nomi più
prominenti delle
olimpiadi, ritenendo sempre l’accento sui padroni di casa. Ogni sera il
programma terminava con una domanda quiz sulle olimpiadi degli anni passati e
bisognava aspettare la sera consecutiva per controllare la risposta esatta.
Anche i programmi esclusivamente di notizie stile Hollywoodiane, Extra
e Access Hollywood, avevano i loro inviati in giro per Torino a
scoprire la vita notturna della città.
The Night life of Torino in altre parole l’anima notturna di
Torino, ha fatto correre i ragazzi del giornalismo moderno da I Murazzi
a Borgo Dora, località di Torino dove il divertimento inizia al
tramonto e finisce all’alba. Tutto
questo prima delle venti, l’orario ufficiale di NBC per la trasmissione
delle gare olimpiche. Alle venti andavano in onda circa quattro ore di gare
sulla neve, seguite dagli inni nazionali suonati nella Piazza delle Medaglie,
ospitata nello splendido cuore barocco di Piazza Castello.
Sarebbe stato bello assistere a tutti gli eventi di Torino in diretta,
come lo show mattutino di Katie e Matt, ma il fuso orario e l’orario
lavorativo dei telespettatori non l’hanno permesso.
È importante sottolineare che NBC ha provveduto anche per gli
appassionati di sport ai quali il lavoro e gli impegni non permettono di
incollarsi per tante ore davanti al televisore. Il sito nbcolympics.com,
difatti, é stato costruito esclusivamente per gli eventi di Torino 2006 ed
era aggiornato minutamente con i risultati e le ultime notizie da Torino. Una
vera delizia per chi ama navigare l’internet.
Poi, dopo 16 giorni di gare, vittorie e sconfitte, si arriva al 26 febbraio. Tutto é pronto per la cerimonia di chiusura. In una gran festa, meno formale della cerimonia d’apertura, si sono conclusi i Giochi di Torino 2006. La cerimonia di chiusura è stata definita una festa Fellinesca, con pagliacci e acrobati proprio come in un film del grande Fellini. Una festa tra l’altro arricchita da uno spettacolo pirotecnico e da canzoni di musica leggera italiana. Gli atleti sono entrati nello stadio portando una piccola maschera rossa sul naso per unirsi ai pagliacci. Un grande ballo di Carnevale, svolto nello Stadio Olimpico sotto gli sguardi del mondo. Dopo ore di divertimento cade il telone ed i XX Giochi Invernali di Torino vengono archiviati. I giornalisti ritornano a casa. Il sito nbcolympics.com non ha più notizie da aggiornare e conclude il suo lavoro con l’ultimo titolo scritto in Italiano: Grazie Torino! A noi non resta che dire Grazie NBC per aver fatto diventare Torino la nuova Passion degli Americani.
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