
|
.::GIUGNO 2005::. |
|
PAPA
GIOVANNI PAOLO II,
L’ULTIMO
ADDIO. L'EMOZIONE
E GLI APPLAUSI DEI
GRANDI DEL MONDO E DELLA PIAZZA
Il
silenzio su Piazza San Pietro cala, irreale, pochi minuti prima delle 10,
interrotto solo dal rumore del volteggiare degli elicotteri. I capi di Stato e
di Governo e le delegazioni di tutto il mondo hanno preso posto sul lato
destro del sagrato, fra gli ultimi ad arrivare il presidente americano George
W. Bush, che segue di pochi minuti il presidente della Repubblica Carlo
Azeglio Ciampi con la signora Franca. Le oltre 300mila persone che, secondo le
stime, hanno invaso Piazza San Pietro e via della Conciliazione aspettano in
silenzio di veder uscire la bara di cipresso con dentro la salma di Giovanni
Paolo II. Sono da poco passate le dieci quando dal portone della Basilica
spuntano i dodici “sediari pontifici” che portano a spalla il feretro: la
tensione della piazza si scioglie in un lunghissimo applauso per il Pontefice,
mentre sventolano centinaia di bandiere polacche. Subito dietro la bara c'è
la “famiglia” di Karol Wojtyla, le cinque suore, il suo segretario,
monsignor Stanislao, quindi seguono gli oltre 140 cardinali arrivati a Roma
nei giorni scorsi. Dall'alto, dal braccio di Costantino, a destra della
Basilica, lo spettacolo è impressionante: da una parte regnanti, capi di
Stato e di Governo, ministri, diplomatici, lunghe file nere interrotte solo
dalla kefia bianca di qualche governante arabo. Dall'altra parte, a sinistra
della bara, il colore dei circa 600 tra cardinali, arcivescovi, vescovi,
parroci di Roma e canonici di San Pietro: al loro fianco i pope ortodossi, in
nero. Alle
10,40 il cardinale decano Joseph Ratzinger, che presiede le esequie, inizia
l'omelia, che sarà interrotta per 13 volte dagli applausi dei fedeli: che
sottolineano soprattutto i passaggi in cui si ricorda l'affetto di Giovanni
Paolo II per i giovani, che “amava definire futuro e speranza della
Chiesa”, “le difficili prove degli ultimi mesi” affrontate dal Papa
malato. Ma adesso, dice Ratzinger che parla per 20 minuti, Giovanni Paolo
“sta alla finestra della casa del Padre, ci vede e ci benedice”. Terminata
l'omelia, appaiono quattro, cinque, sei striscioni con su scritto “Santo
subito”, uno slogan che la folla ripeterà più volte alla fine della
funzione, segnata da un vento freddo e da un cielo nuvoloso che rendono ancora
più pesante e grave l'atmosfera. È il momento dell'eucaristia: decine di
preti con la stola rossa a lutto scendono in piazza per distribuire la
comunione. Qualcuno sale anche sul braccio di Costantino, dove c'è uno strano
mix di giornalisti, preti, suore, rappresentanti del corpo diplomatico,
addetti militari e fedeli polacchi, che sventolano una bandiera di Solidarnosc
con un fiocco nero. I gradoni in parte si svuotano, così i soliti giapponesi
ne approfittano per mettersi in posa, sorridenti, per farsi fotagrafare con
alle spalle la bara di Giovanni Paolo II, i potenti del mondo e le autorità
in fila per ricevere la comunione. La liturgia ricomincia con l'invocazione dei santi, preceduto da un lungo, interminabile applauso e dalle grida “Viva il Papa” Le delegazione straniere, fino a quel momento con lo sguardo fisso davanti a sé, si girano emozionate verso la piazza, che batte incessantemente le mani. Fino a quando Ratzinger riprende la cerimonia, che continua, sotto un cielo sempre più cupo, con la supplica delle chiese orientali. È il momento della benedizione della salma: la gente segue in silenzio, commossa, fino a quando i dodici sediari pontifici non compaiono sul sagrato per riprendere la bara. Scatta l'ultimo, lunghissimo applauso per Giovanni Paolo II, la gente lo saluta mentre si appresta a tornare dentro San Pietro, le delegazioni provenienti dall'America Latina agitano il libretto con il testo della liturgia, i polacchi singhiozzano, qualcuno manda un bacio. Alle 12,40, mentre sul sagrato che continua ad essere spazzato dal vento spunta un raggio di sole, Karol Wojtyla rientra nella Basilica per essere sepolto nelle Grotte Vaticane.
|
© Copyright 2007 l'IDEA MAGAZINE - All Rights Reserved.