Wednesday, Nov. 22, 2017

Un Nabucco “Risorgimentale” apre la stagione dell’Arena di Verona 2017.

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9 July 2017

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Un Nabucco “Risorgimentale” apre la stagione dell’Arena di Verona 2017.

Recensione di Salvatore Margarone

È con il Nabucco di Giuseppe Verdi che la 95^ stagione lirica dell’Arena di Verona  prende il via, con un Teatro alla Scala ricostruito sul palco areniano durante le “Cinque giornate di Milano del 1848”, che ruotando svela anche l’interno di un salone e addirittura quattro ordini di palchi perfettamente ricostruiti.

Opera nell’opera questa nuova produzione di Arnaud Bernard, che ne firma la regia e i costumi, dove i Babilonesi ed Ebrei sono spogliati dai soliti abiti e trasformati in austriaci e milanesi, e spari di cannone e fucilate meravigliano il gremito pubblico accorso per questa prima.Nabucco_230617_FotoEnnevi_1Lidea

Certo non è stato semplice cancellare dalla mente le immagini di un Nabucco tradizionale in cui non si fatica a capire i personaggi per i quali, invece, specie all’inizio e seguendone il libretto, qui emergono molte lampanti incongruenze.

Ma l’opera è anche questa, meravigliare e stupire, lasciare sbigottiti e lasciarsi trasportare dal contesto, e se teniamo conto anche delle note dificoltà che l’Arena ha attraversato in questi ultimi mesi, e che sembra siano abbastanza risolte, l’intento è stato pienamente raggiunto.Nabucco_230617_FotoEnnevi_2Lidea

Leggiamo quindi una sorta di riscatto in questa messa in scena risorgimentale di Nabucco, ampiamente meritata.

Bravissimo Daniel Oren che ha diretto l’orchestra dell’Arena mettendo passione e trasporto tra le note verdiane: convince la sua direzione che è risultata ben scandita nei tempi e nei colori orchestrali, dando risalto ai fiati in alcuni momenti salienti.Nabucco_230617_FotoEnnevi_3Lidea

Buono il cast che, anche se con qualche défaillance (giustificata dal caldo torrido ed insopportabile della serata) non si è risparmiato dall’inizio alla fine, mantenendo concentrazione sul palcoscenico riempito da moltissime comparse che in qualche caso hanno creato però solo confusione: molti i “rumori” fuori scena e sulla scena che si potevano evitare.

Bellissime le scene di Alessandro Camera con allestimenti scenici di Giuseppe De Filippi Venezia e luci di Paolo Mazzon, che facevano da cornice a questa colossale produzione.

Lodi vanno alla Fenena interpretata da Carmen Topciu, voce calda e perfetta, che ha brillato per l’intera serata, mentre l’ Abigaille di Tatiana Melnychenko, oltre a non avere una perfetta dizione, ha avuto molti momenti di sfocatura vocale e alcune note acute rasentavano l’urlo: il suo modo di cantare ricorda un po’ la “vecchia guardia” che utilizzava lo “striscio” (portamenti) nelle frasi musicali.Nabucco_230617_FotoEnnevi_4Lidea

Il comparto maschile si è difeso meglio, e, anche se non perfetti, hanno portato in scena con grande professionalità i loro ruoli: Nabucco, George Gagnidze, in questa produzione esce di senno a seguito di un colpo di pistola che lo ferisce alla testa (scena un po’ comica), ma grazie alla grande esperienza di Gagnidze non si è caduti nel ridicolo. Buona la sua performance, incisivo nel ruolo e attento ai dettagli.Nabucco_ProvaGenerale_5Lidea

Dignitoso il resto del cast a partire da Ismaele, Walter Fraccaro, Zaccaria interpretato da Stanislav Trotimov, il Gran Sacerdote di Belo di Romano Dal Zovo, l’Abdallo di Paolo Antognetti, interessante e degna di attenzione l’Anna interpretata da Madina Karbeli.

Bravo il Coro dell’Arena di Verona, diretto da Vito Lombardi, che  ha avuto il giusto tributo dal pubblico nel momento più atteso, il Va’ pensiero.Nabucco_ProvaGenerale_6Lidea

Grandi applausi hanno accompagnato il celebre brano corale, che di questa opera è la pagina più conosciuta, che è stato bissato ed applaudito ancor prima del bellissimo finale in pianissimo che purtroppo quindi non abbiamo potuto udire, ed è stato coreografato dal lancio di volantini tricolore dai palchi ricostruiti della Scala, e con striscioni con la scritta “W VERDI”,  di cui ne abbiamo letto l’acronimo.

Per finire diciamo che questa messa in scena forse se incastonata in un altro titolo avrebbe avuto un effetto maggiore che con Nabucco; di sicuro l’Arena non ha badato a spese per questa nuova produzione (imposta dalla legge Bray che richiede almeno una nuova produzione a stagione), ma il risultato finale complessivo è certamente positivo.Nabucco_ProvaGenerale_7Lidea

Verona quindi può festeggiare alla grande l’inizio di una stagione lirica che si preannuncia interessante anche per gli artisti che si avvicenderanno sul palcoscenico in questa caldissima estate 2017.

Prossime recite il 29 giugno, il 7-12-15-18 luglio, 4-9-12-18 agosto.

Sul podio Daniel Oren si alternerà con Jordi Bernacer; tra le voci si potranno ascoltare:  Anna Pirozzi e Susanna Branchini, Leonardo Lopez Linares , Boris Statsenko, Sebastian Catana, Mikheil Sheshaberidze, Rubens Pellizzari, Ratat Siwek, In Sung Sim, Rebeka Lokar, Anna Malavasi, Nino Sorguladze, Nicolò Ceriani, Cristiano Olivieri, Elena Borin.

La recensione si riferisce alla prima del 23 giugno 2017.Nabucco_ProvaGenerale_9Lidea

©Foto Ennevi/Fondazione Arena di Verona

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Salvatore Margarone

Nasce a Catania nel 1972, si diploma in pianoforte al Conservatorio Statale di Musica Tito Schipa di Lecce sotto la guida del Maestro Dario Nicoletti. Agli studi pianistici affianca quelli di Organo e Composizione Organistica con il Maestro Gianluca Libertucci (Organista Ufficiale del Vaticano) e Composizione con Letizia Spampinato. Si perfeziona in esecuzione pianistica con Fabrizio Migliorino, Paul Badura Skoda. Alla carriera solistica affianca quella Vocale da Camera in duo con il soprano Stefania Pistone, con la quale segue i corsi specialistici sul Lied Tedesco di Elio Battaglia ad Acquasparta e a Salisburgo presso il Mozarteum. Da questo incontro inizia una lunga collaborazione con il maestro Battaglia accompagnando i corsi di canto lirico tenuti negli anni a seguire a Napoli e Catania, incidendo dal vivo, nel 2001, un CD delle Arie da Camera di V. Bellini per il bicentenario della nascita del compositore catanese. Vincitore di oltre 30 Concorsi Nazionali e Internazionali in duo liederistico con il soprano Stefania Pistone, pubblicano insieme tre Saggi Critici: Il Lied e Franz Schubert, Il Lied e L.v.Beethoven e La Romana da Salotto Italiana, tutti con CD allegato editi dalla Casa Musicale Eco di Monza. Con la stessa casa editrice prosegue una fruttuosa collaborazione che lo porta a pubblicare revisioni pianistiche di raccolte di lieder tra cui: Zelter, Mozart, Schubert, Schumann, Liszt, Brahms, Wagner, Wolf, ecc… in più due Antologie di Lieder per i Conservatori e Raccolte di Arie D’Opera. Si è esibito per enti lirici, tra i quali Teatro Bellini di Catania, Teatro Paisiello di Lecce, Teatro Comunale di Merano, varie associazioni ed enti pugliesi, ecc… all’estero Wiener Saal di Salisburgo, Gabinete Letteral di Las Palmas di Gran Canaria ecc…; stagioni concertistiche a livello internazionale tra cui : Settembre Musica 2001, per una “Maratona Beethoven”, dove nella stessa giornata si esibiva anche il Maestro Riccardo Muti con l’orchestra del Regio di Torino. Negli ultimi anni è stato direttore artistico del Circolo della Lirica di Padova, dove vive tutt’ora, proseguendo l’attività pianistica. Nel 2014, in occasione del 150° anniversario della nascita di Richard Strauss, pubblica il volume “Richard Strauss, Uomo e musicista del suo tempo” edito dalla Casa Musicale Eco di Monza, riscuotendo notevoli consensi di critica sulle maggiori testate giornalistiche specializzate (GB OPERA MAGAZINE, OPERACLICK, BELLININEWS, SUONARE NEWS, ecc…) Attualmente è impegnato nella stesura di un nuovo volume “Il Melodramma”, dalle origini ai giorni nostri, ed una Biografia su Sergej Rachmaninoff e la scuola russa. Si dedica con passione alla didattica del pianoforte e del canto, ed è docente presso l’Istituto Comprensivo Statale “Ricci Curbastro” di Padova.

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