.::MARZO 2009::.

URBAN 2 AL CAPOLINEA

di Nicola Lucarelli

22.225.397 di euro. È l’importo complessivo del finanziamento, ottenuto dalla Comunità Europea, quando nel Novembre 2001 adottò il Piano Urban 2 relativo a Mola, a fronte della disastrosa situazione socio-economica, presentata dagli allora amministratori. Le premesse erano certamente buone e il Consiglio comunale approvò all’unanimità il programma. Oggi, a distanza di poco più di sette anni, la pubblica Amministrazione ha interamente speso quei fondi. Queste le opere pubbliche finanziate: circa 385.000 euro per la sistemazione dei giardini di piazza degli Eroi (S. Domenico), poco più di 443.000  per il completamento dei Giardini Don Pedro,  poco più di 697.000 per la ristrutturazione del Campo Sportivo “Caduti di Superga”, 36.000 per il recupero del ponte di Cala delle alghe, quasi 288,000 per i parcheggi a Cozze, 159.000 per il recupero di spazi verdi, 585.000 per il recupero del Palazzo ex Marittimo in via Di Vagno, 1.560.000 per la conservazione dell’ex Convento di S. Chiara, 1.028.000 per il recupero funzionale dell’ex Palazzo Municipale, 410.000 per il canile municipale a Brenca, 1.196.000 per il 1° lotto dei lavori sul Fronte mare sud (da Portecchia alla Capitaneria di porto). Poi ci sono gli interventi a sostegno dell’imprenditorialità e qui i finanziamenti variano da 1.000 a 231.000 euro.  Con questi sono stati realizzati o ristrutturati una quindicina di bed & breakfast, alcuni di poche camere, altri più ampi, attività artigianali e commerciali, ristoranti, pizzerie, bar, ecc…Poi c’è il capitolo della promozione del turismo, della cultura e del sociale:  595.000 euro per l’Estate Molese dal 2001 al 2008, 60.000 per il Teatro Comunale, 384.000 per borse di studio, 579.000 per l’integrazione degli emarginati, 631.000 per il sostegno alla tecnologia nella pubblica amministrazione, 137.000 per la realizzazione del sito del Comune e “dulcis in fundo” quasi 1.500.000 per la comunicazione e la pubblicità.. Mi scuso per l’elencazione, sia pure incompleta ed approssimativa, di tante cifre, ma serviva a dare l’idea al lettore come e dove sono stati investiti i 22 milioni. Va chiarito che se Mola, unico piccolo paese, è riuscito ad entrare nel Piano Urban 2, che vede la presenza di città come Torino, Pescara, Milano, Genova, Caserta, il merito va ascritto esclusivamente all’arch. Nico Berlen, nel 2001 Assessore ed oggi Sindaco. A differenza di tutti i suoi predecessori, ha la capacità unica di reperire finanziamenti ovunque, tant’è che in questi anni è riuscito a recuperare anche sostanziosi contributi dalla Regione, dallo Stato e dalla Provincia. Non per essere critici ad ogni costo, ma per dare un’informazione corretta, va detto che insieme con gli indiscutibili meriti, a lui, però, si addebitano responsabilità e rilievi sulle scelte operate nella destinazione dei finanziamenti, sia pubblici che privati. In molti si pongono tanti interrogativi. Ad esempio, perché non è stato finanziato primariamente e in toto il tanto pubblicizzato progetto Bohigas, pagato all’architetto ben 400.000 euro? Perché non è stato restaurato lo storico Palazzo Roberti-Alberotanza, preferendogli un palazzotto anonimo come l’ex Marittimo? Perché non si è intervenuto sulla viabilità cittadina, davvero disastrata? Perché non si è completato il canile con la progettata area destinata a verde pubblico e giardini? Perché negli interventi a favore dell’imprenditoria privata si è preferito il sistema della contribuzione a pioggia, invece del finanziamento di imprese capaci di creare sicuramente occupazione? Dopo sette anni, la popolazione molese non avverte quello sviluppo socio-economico, tanto decantato in ogni dove dalla pubblica Amministrazione. Forse sono state create attese superiori alla realtà, che oggi rischiano di trasformarsi in delusione. Qualcuno spera nei lavori in corso per la ristrutturazione del lungomare, che certo renderanno più attraente quella parte di Mola; ma quanto incideranno sull’auspicato sviluppo turistico ed economico? Nessuno oggi può dirlo, nemmeno guardando all’interno di una sfera magica. Berlen continua ad affermare che “il progetto continua”, ma serviranno circa 10 milioni di euro per completarlo e con l’aria di crisi che tira e con i tagli imposti dalla Finanziaria triennale di Tremonti, in molti temono che il faraonico Progetto Bohigas partorisca solo il topolino del 1° lotto. Anche perché fra poco più di un anno scadono i mandati di Berlen al Comune e di Vendola alla Regione. Sono certi della rielezione? E se eventuali successori dovessero avere idee diverse? Su questi interrogativi, che solo il tempo potrà sciogliere, si gioca il futuro sviluppo di Mola, sia in termini economici che occupazionali. Infine, c’è un aspetto che non va sottovalutato. Se la prospettiva è lo sviluppo turistico, perché in questi anni non sono stati adottati interventi miranti a preparare la popolazione ed il paese in questa ottica, limitandosi, invece, a soddisfare il turismo “mordi e fuggi” delle sagre e dell’effimero, che certo non porta benefici all’intero tessuto economico cittadino? Avremo un bel lungomare. Bene! Ma come riusciremo ad attrarre e far soggiornare il turista, se le strade sono dissestate, se la segnaletica è obsoleta, se non ci sono adeguati parcheggi e vigili urbani, se la raccolta differenziata non arriva neppure al 20%, se non c’è un ufficio di informazione turistica, se i pochi beni culturali sono chiusi, se la ricettività è limitata e costosa, se si consente di imbrattare impunemente edifici pubblici e privati, se non si crea la mentalità dell’accoglienza, se non si investe su serie e coordinate attività promozionali. La politica della lungimiranza non è mai stata la caratteristica essenziale dei nostri amministratori, passati e presenti. Purtroppo.

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