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URBAN 2 AL
CAPOLINEA
di Nicola Lucarelli
22.225.397 di euro. È
l’importo complessivo del finanziamento, ottenuto dalla Comunità
Europea, quando nel Novembre 2001 adottò il Piano Urban 2 relativo a
Mola, a fronte della disastrosa situazione socio-economica, presentata
dagli allora amministratori. Le premesse erano certamente buone e il
Consiglio comunale approvò all’unanimità il programma.
Oggi, a distanza di poco più di sette anni, la pubblica Amministrazione
ha interamente speso quei fondi. Queste le opere pubbliche finanziate:
circa 385.000 euro per la sistemazione dei giardini di piazza degli Eroi
(S. Domenico), poco più di 443.000 per
il completamento dei Giardini Don Pedro,
poco più di 697.000 per la ristrutturazione del Campo Sportivo
“Caduti di Superga”, 36.000 per il recupero del ponte di Cala delle
alghe, quasi 288,000 per i parcheggi a Cozze, 159.000 per il recupero di
spazi verdi, 585.000 per il recupero del Palazzo ex Marittimo in via Di
Vagno, 1.560.000 per la conservazione dell’ex Convento di S. Chiara,
1.028.000 per il recupero funzionale dell’ex Palazzo Municipale, 410.000
per il canile municipale a Brenca, 1.196.000 per il 1° lotto dei lavori
sul Fronte mare sud (da Portecchia alla Capitaneria di porto).
Poi ci sono gli interventi a sostegno dell’imprenditorialità e qui i
finanziamenti variano da
1.000 a
231.000 euro. Con questi sono
stati realizzati o ristrutturati una quindicina di bed & breakfast,
alcuni di poche camere, altri più ampi, attività artigianali e
commerciali, ristoranti, pizzerie, bar, ecc…Poi c’è il capitolo della
promozione del turismo, della cultura e del sociale:
595.000 euro per l’Estate Molese dal 2001 al 2008, 60.000 per il
Teatro Comunale, 384.000 per borse di studio, 579.000 per l’integrazione
degli emarginati, 631.000 per il sostegno alla tecnologia nella pubblica
amministrazione, 137.000 per la realizzazione del sito del Comune e
“dulcis in fundo” quasi 1.500.000 per la comunicazione e la pubblicità..
Mi scuso per l’elencazione,
sia pure incompleta ed approssimativa, di tante cifre, ma serviva a dare
l’idea al lettore come e dove sono stati investiti i 22 milioni.
Va chiarito che se Mola, unico
piccolo paese, è riuscito ad entrare nel Piano Urban 2, che vede la
presenza di città come Torino, Pescara, Milano, Genova, Caserta, il
merito va ascritto esclusivamente all’arch. Nico Berlen, nel 2001
Assessore ed oggi Sindaco. A differenza di tutti i suoi predecessori, ha
la capacità unica di reperire finanziamenti ovunque, tant’è che in
questi anni è riuscito a recuperare anche sostanziosi contributi dalla
Regione, dallo Stato e dalla Provincia. Non
per essere critici ad ogni costo, ma per dare un’informazione corretta,
va detto che insieme con gli indiscutibili meriti, a lui, però, si
addebitano responsabilità e rilievi sulle scelte operate nella
destinazione dei finanziamenti, sia pubblici che privati. In molti si
pongono tanti interrogativi. Ad esempio, perché non è stato finanziato
primariamente e in toto il tanto pubblicizzato progetto Bohigas, pagato
all’architetto ben 400.000 euro? Perché non è stato restaurato lo
storico Palazzo Roberti-Alberotanza, preferendogli un palazzotto anonimo
come l’ex Marittimo? Perché non si è intervenuto sulla viabilità
cittadina, davvero disastrata? Perché non si è completato il canile con
la progettata area destinata a verde pubblico e giardini? Perché negli
interventi a favore dell’imprenditoria privata si è preferito il
sistema della contribuzione a pioggia, invece del finanziamento di imprese
capaci di creare sicuramente occupazione?
Dopo sette anni, la popolazione molese non avverte quello sviluppo
socio-economico, tanto decantato in ogni dove dalla pubblica
Amministrazione. Forse sono state create attese superiori alla realtà,
che oggi rischiano di trasformarsi in delusione. Qualcuno spera nei lavori
in corso per la ristrutturazione del lungomare, che certo renderanno più
attraente quella parte di Mola; ma quanto incideranno sull’auspicato
sviluppo turistico ed economico? Nessuno oggi può dirlo, nemmeno
guardando all’interno di una sfera magica. Berlen continua ad affermare
che “il progetto continua”, ma serviranno circa 10 milioni di euro per
completarlo e con l’aria di crisi che tira e con i tagli imposti dalla
Finanziaria triennale di Tremonti, in molti temono che il faraonico
Progetto Bohigas partorisca solo il topolino del 1° lotto. Anche perché
fra poco più di un anno scadono i mandati di Berlen al Comune e di
Vendola alla Regione. Sono certi della rielezione? E se eventuali
successori dovessero avere idee diverse?
Su questi interrogativi, che
solo il tempo potrà sciogliere, si gioca il futuro sviluppo di Mola, sia
in termini economici che occupazionali.
Infine, c’è un aspetto che
non va sottovalutato. Se la prospettiva è lo sviluppo turistico, perché
in questi anni non sono stati adottati interventi miranti a preparare la
popolazione ed il paese in questa ottica, limitandosi, invece, a
soddisfare il turismo “mordi e fuggi” delle sagre e dell’effimero,
che certo non porta benefici all’intero tessuto economico cittadino?
Avremo un bel lungomare. Bene! Ma come riusciremo ad attrarre e far
soggiornare il turista, se le strade sono dissestate, se la segnaletica è
obsoleta, se non ci sono adeguati parcheggi e vigili urbani, se la
raccolta differenziata non arriva neppure al 20%, se non c’è un ufficio
di informazione turistica, se i pochi beni culturali sono chiusi, se la
ricettività è limitata e costosa, se si consente di imbrattare
impunemente edifici pubblici e privati, se non si crea la mentalità
dell’accoglienza, se non si investe su serie e coordinate attività
promozionali.
La
politica della lungimiranza non è mai stata la caratteristica essenziale
dei nostri amministratori, passati e presenti. Purtroppo.
IDEA
MARZO 2009

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