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.::SETTEMBRE 2005::. |
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LETTERA
APERTA A NICCOLÒ VAN WESTERHOUT
di Antonio Palumbo
Ci ho sperato, Niccolò... e tanto! Il mio amore per la tua musica, appena affiorante dall’oblio del tempo e della memoria irriconoscente di chi ti ha conosciuto o di chi poteva darti vanto... sia esso storico, musicologo, amministratore o comune tuo concittadino come lo sono io…. Sulla tua vita grama al limite degli stenti, nonostante il tuo genio musicale, spezzata nel fiore degli anni, ha sempre aleggiato quel Destino avverso e crudele che non ti ha mai sorriso e che sì è accanito anche dopo la tua morte… e continua a farlo ancora adesso…. Ci ho sperato, Niccolò... almeno a portare le tue povere spoglie mortali a Mola, nel paese che ti diede i natali, a quel paese cui dedicasti il tuo dramma e che avrebbe potuto darti lustro e onore… Il mio entusiasmo ha coinvolto Anna, un’amica carissima di Napoli, amante come me della musica, delle arti e di tutto ciò che eleva lo spirito… ella ha raccolto le mie intenzioni e indicazioni, e ci siamo ripromessi insieme (lei sul campo), di arrivare fino a te! […] Avevo un chiodo fisso in testa… Qualcuno mi aveva detto, qualche anno fa, che aveva visto il tuo nome inciso su una lapide di una chiesa sconsacrata nel centro di Napoli… Da quell’idea siamo partiti, scrivendo un’accorata lettera recapitata brevi manu all’arcivescovo di Napoli, sua eminenza cardinale Michele Giordano. Diversi appuntamenti con il suo segretario particolare, mons. Ardesini, ci avevano convinti che questa inumazione in chiesa non poteva essere, perché una legge del 1837 vietava la sepoltura di laici in edifici religiosi… ce n’era uno sepolto, però… ma… ahimé, si chiamava Jocca! Lo stesso dott. Angelo Massimeo, nel suo splendido libro dedicato a te ed al tuo epistolario, citando i giornali del tempo, riferisce che il corteo funebre, partendo da casa tua in via Egiziaca, 11, mosse verso il cimitero… perché dunque, non partire anche noi dalla via della tua ultima dimora, per risalire alla confraternita del tuo quartiere, Pizzofalcone, e quindi alla cappella della congrega all’interno del cimitero stesso? L’idea fu dello stesso monsignore, avallata anche dal Direttore dell’Archivio Storico Diocesano di Napoli, don Antonio Illibato il quale propose anche di indagare nei registri dei defunti della Parrocchia di San Marco di Palazzo in piazza S. Maria degli Angeli, 3/5 che nel 1898 era l’unica parrocchia della zona… era possibile che il parroco avesse annotato nel registro anche il nome della confraternita in cui fosti inumato… Anna, comunque, cominciava a far “spolverare” anche i registri dell’Archivio Storico Comunale, se è vero, come è vero, che le tue esequie furono a carico dell’Amministrazione Comunale di Napoli… Coinvolgemmo il signor Romano, responsabile dell’Archivio Comunale Cimiteriale, il quale trasmise le competenze acquisite al signor Montuoro, Direttore e responsabile della Congrega del Cimitero vecchio di Poggioreale... ed anche qui… tutta una serie di appuntamenti telefonici e sul campo, per risalire finalmente alla confraternita di San Raffaele, una cappella di 8 piani… buia, tetra… dimenticata da Dio e dagli uomini… Bisognava ritornarci diverse volte, e fu molto cortese il nipote del Direttore ad offrirsi di accompagnare Anna, finché…. sìììì!... Il loculo fu individuato: il n. 38, al piano altare... sulla lapide però era scritto: Vincenzo van Westerhout, 1884. Com’è possibile?!? Vincenzo fu un tuo fratello... quello che mandò un desolato telegramma a Vito de Stasi, sindaco di Mola, annunciando la tua morte... non poteva essere morto 14 anni prima! Secondo il Direttore Montuoro, essendo gli unici van Westerhout a Napoli, doveva trattarsi di un tuo parente per cui era probabile (d’altronde come avviene anche in tempi moderni, e non solo a Napoli), che il loculo di Vincenzo avesse accolto anche i tuoi resti mortali. Si poteva aprire il loculo? Chi avrebbe potuto darne il permesso? E, una volta aperto, c’erano di sicuro almeno due spoglie mortali, se non di più… Avremmo trovato quella bottiglietta di vetro in cui, su un foglio, erano scritti i dati del defunto e che accompagnava le misere ossa, nei vari momenti in cui venivano “pulite” o “spostate”?… Montuoro, il Direttore del cimitero, era scettico perché all’epoca della tua morte, non era una procedura d’uso… Anna fu meravigliosa ad ottenere i diversi permessi ad aprire il loculo, alla presenza di Montuoro e di … Tre addetti alle sepolture del cimitero, uno sulla scala, provvidero a rimuovere la lapide e si trovarono, nella costernazione di tutti, di fronte a tre spoglie mortali, separate solo da un impolverato e quasi sfatto lenzuolo.. senza altra indicazione… sigh! Nella profonda delusione che avvolse tutti, si richiuse il loculo… Si faceva tutto tremendamente più difficile…. Serviva l’esame di un anatomo-patologo o di uno specialista in medicina legale... servivano autorizzazioni... tempi lunghi e dispendiosi… l’unica speranza sarebbe, ad una più accurata ispezione, che due dei tre resti fossero di età molto avanzata rispetto alla tua, perché la morte ti prese a soli 41 anni….
Per ora il loculo sta lì.. richiuso…. nel ripensare al da farsi.. Poi sarebbe venuta la parte più difficile (non tanto, poi)… moduli, domande… contatti… richieste ufficiali di traslazione da parte dell’Amministrazione molese... e quant’altro… ma era stato già tutto pianificato! […] Vedi, Niccolò, il mio entusiasmo è riuscito a coinvolgere diversi soggetti... una carissima amica, prima fra tutti…. ma se non troverò con certezza le tue ossa, mi sembrerà stato tutto inutile…. Nel 2007, ricorre il 150° anniversario della tua nascita, il 21 agosto. Appoggiato nelle mie idee dall’Amministrazione uscente di Mola, nelle figure del sindaco E. Cristino, dell’Assessore alla Cultura A. Petruzzelli e del Turismo G. De Silvio, con la speranza (anzi, certezza) che l’attuale Amministrazione possa farle anch’essa proprie, l’anno scorso in seno all’As-sociazione Culturale Filatelica Molese, ho progettato e presentato alla Consulta Filatelica ed al Ministro delle Poste e Telecomunicazioni, M. Landolfi (nel precedente governo era M. Gasparri), il bozzetto di un francobollo commemorativo che potrebbe (se accettato) farti conoscere ed apprezzare da quanti amano la musica, se non altro in una tematica filatelica, fra le più diffuse. E’ entusiasta della tua musica il Direttore del Coro “P. Mascagni” di Padova ed attualmente Direttore del Conservatorio Musicale di Rovigo, M° Luca Paccagnella il quale ha accettato la mia proposta di eseguire le tue 2 Sinfonie, quella in Do min. e l’altra, superba, meravigliosa, in La min., coinvolgendo i migliori allievi del proprio Conservatorio. Anche il duo, Antonio Porpora Anastasio pianista e critico musicale, alla costante ricerca e rivalutazione di autori poco conosciuti (vedi il M° Antonio Tirabassi di Amalfi), e Giulia Argentino, brillante violino, hanno offerto la propria disponibilità ad eseguire le tue perle, riscoperte ed apprezzate…
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