.::DICEMBRE 2009::.

Venezia la rossa?

di Isabella Rossiello

Venezia quest’anno ha presentato molti film interessanti. Non tutti avranno il piacere della distribuzione, ma così sono i Festival, o meglio lo Showbiz. È stato forse il festival più “politico”, marcato dalla presenza del Presidente venezuelano Hugo Chavez, a Venezia per il film sul Sud America di Oliver Stone, indimenticabile regista di capolavori come Platoon,  film che ha un titolo espressione di una realtà dura: South of the Border. Videocracy, distribuito dalla Fandango, è un film che racconta tutto il livore di chi, stanco di fare il metalmeccanico, aspira ad un successo facile attraverso i Reality e altre trasmissioni di quella che oggi è la TV interattiva e che si rivela un tunnel amaro e spesso senza fine. Un film su come in trent’anni, attraverso cambiamenti più o meno discutibili, la TV con cui abbiamo imparato a parlare italiano da Nord a Sud, ha cambiato morale e valori degli italiani. Il film “Francesca” sul tema dell’immigrazione, in questo caso rumena, ha scatenato le ire dell’Onorevole Mussolini e del sindaco di Verona Tosi, con blocco del film, querele e “querelle” a non finire. Il film di Placido sul ’68, Il grande sogno”, è stato contestato e amato. Un Abel Ferrara, regista italo americano sempre discusso e provocatorio, è presente con un film sul carcere femminile di Pozzuoli, fra degrado, sogni e speranze dal titolo: Napoli Napoli Napoli. Un altro grandissimo Italo-americano, John Turturro propone un film fuori concorso, Prove per una tragedia siciliana, che è una dichiarazione d’amore alla terra dei suoi avi: la Sicilia. Un film che è solo il prologo ad un altro movie che ha in mente da tempo e che, ovvio, è top secret. Un presidio per sostenere le lotte degli Iraniani è un film bellissimo e commovente dello stilista Tom Ford sull’amore gay senza le “pruderie” di “I segreti di Brokeback Mountain”, un film “politically correct”, dove l’amore è raccontato con semplicità e stile. Un ironico titolo corona il film di Michael Moore sul capitalismo e la crisi americana la cui onda trascina tutto l’occidente: Capitalism: a love story. Alcuni hanno ribattezzato questo Festival:Venezia la rossa a causadelle contestazioni sui tagli al cinema italiano, enunciate nel corso di una bellissima conferenza, presentata da una combattiva e sempre bella Ottavia Piccolo. Il cinema italiano ha presentato un “Kolossal” come “Baarìa”(nome fenicio del quartiere Bagheria di Palermo n.d.r.) del premio Oscar: Giuseppe Tornatore, migliaia di comparse, preziosi camei fatti da insospettabili come Aldo Baglio del trio Aldo Giovanni e Giacomo o Ficarra e Picone, Raul Bova, Vincenzo Salemme e tantissimi altri, prodotto e distribuito da Medusa, accolto però con freddezza dal pubblico e critica: troppo lungo, troppo retorico, le musiche di Ennio Morricone, però, come sempre emozionano e arricchiscono i film, piccoli o grandi che siano.

A proposito del cinema Italiano, Monicelli è inflessibile e duro nei confronti della crisi del nostro cinema: “troppi attori improvvisati, produttori improvvisati…è un’improvvisazione che non produce talenti ma solo mediocrità…” Incontro Giulio Base, attore e regista, è lì con suo figlio Vittorio: “L’ho chiamato così in onore al grande Vittorio Gassman, dice con malcelato orgoglio, e sorride al bambino che gli si siede sulle gambe e ascolta composto l’intervista. Gli chiedo che altro si può fare per esportare il cinema italiano all’estero quando eravamo noi e gli americani a inventare generi e film rimasti nella cinematografia mondiale. La sua “ricetta” è :”Esportare le bellezze italiane nel mondo, non solo le nostre attrici o attori, ma i paesaggi, la nostra storia e cultura” Mi viene in mente, “Vacanze Romane” , trasmesso appena qualche sera dopo: Roma è presente con tutto il suo folclore, sapore e magnificenze; in fondo la storia è esile, ma Roma campeggia in tutta la sua bellezza. I film italiani sono girati con pochi soldi ma non è questo il punto, a volte gli spunti , le tematiche sono geniali. Il problema spesso sono le luci, gli interminabili primi piani su attori che recitano solo con gli occhi, gli altri muscoli del viso e del corpo sono un optional, dialoghi troppo lenti e lunghi che rendono  il film senza “aria”,  vita, ritmo, film  spenti, piatti, un vero peccato. Nel film la “Regina Christina”, Greta Garbo riempie lo schermo e dice mille parole alzando solo un sopracciglio!
Venezia è anche Eventi Collaterali, Film Fuori Concorso e feste inaccessibili e blindatissime, la passeggiata all’Hotel Excelsior, allo Spazio Lancia al Des Bain sono un must, vedere e farsi vedere, bagni di flash, richieste di autografi, fotocamere videocamere mettono a dura prova le proprie batterie, e a dura prova la pazienza dei Press Agent sempre sull’orlo di una crisi nervosa ma dai nervi saldissimi!
Venezia si pone tra Cannes…la glamourosa e Berlino l’intellettuale, quest’anno ha mediato ottimante, il sipario è calato sulla ‘66.ma Mostra del Cinema di Venezia, al prossimo anno sempre in “progress” perché l’Italia ha bisogno del cinema  che è una nostra preziosa risorsa.

A Venezia si promuovono altri festival come ad esempio “Tulipani di seta nera”, della nostra collaboratrice Mary Calvi, la diversità trattata a 360°  gradi.

Eventi come Roma Video Clip, curato da Francesca Piggianelli, responsabile di Roma Art Eventi, promuovono regioni italiane, ricordate qualche anno fa Nichi Vendola per la Puglia, quest’anno la Calabria con un evento dal titolo: La Calabria, un set naturale, giovani registi e video maker calabresi, presentavano i loro “corti” rigorosamente girati in questa splendida regione e con autori ovviamente calabresi.

Le star presenti erano molte più degli anni passati, George Clooney ormai è di casa nel senso letterale, abita sul lago di Como e pare si accasi con un’italiana, Ewan Mc Gregor, Viggo Mortensen, Diane Krueger, Nicholas Cage, Eva Mendez, Matt Damon,  il regista Werner Herzog e tanti altri per non parlare degli attori italiani, da Raul Bova ad Aldo Baglio, Ficarra e Picone, Beppe Fiorello, il regista premio Oscar Tornatore, Mariagrazia Cucinotta…sarebbe un elenco sterile, quest’anno Venezia sembrava tornata ai vecchi fasti…se continua così, Cannes può chiudere…scherzo, c’è posto per tutti, non dimentichiamo che i Festival portano soldi e tanti, oltre a muovere e promuovere arte e cultura…spesso, ma non sempre.

I vincitori della 66.ma Mostra del Cinema rispecchiano un po’ il senso del mio articolo:

Venezia 66:
- Leone d’Oro per il miglior film: Lebanon di Samuel MAOZ (Israele, Francia, Germania)
- Leone d’Argento per la migliore regia: Shirin NESHAT per il film Zanan bedoone mardan (Women Without Men) (Germania, Austria, Francia)
- Premio Speciale della Giuria: Soul Kitchen di Fatih AKIN (Germania)
- Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile: Colin FIRTH nel film A Single Man di Tom FORD (Usa)
- Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile: Ksenia RAPPOPORT nel film La doppia ora di Giuseppe CAPOTONDI (Italia)
- Premio Marcello Mastroianni a un giovane attore o attrice emergente: Jasmine TRINCA nel film Il grande sogno di Michele PLACIDO (Italia).

To be continued…scriverebbero i titoli di coda di una fiction americana, ma qui siamo in Italia e con tanti sforzi chissà che Venezia ritorni ad essere magica non solo per i turisti ma per i cinefili di tutto il mondo.

IDEA DICEMBRE 2009

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