.::DICEMBRE 2004::.

La villa di San Domenico è rinata !!!

di Marino Marangelli

Dapprima ho pensato che non ci sarebbe stato bisogno di parole per descrivere la semplicità dell’intervento di recupero di Piazza degli Eroi del Mare, quella che tutti noi conosciamo come “ la villa di San Domenico “; sarebbero bastate le foto pubblicate su questa rivista per mostrare agli amici molesi che vivono in America il ritorno allo splendore di questo luogo a noi tanto caro. In seguito, però, notando i particolari accorgimenti tecnologici di cui è ora dotata la “ villa ”, ho pensato di chiedere spiegazioni al mio amico Filippo Intreccio, progettista e direttore dei lavori, che ha accettato di accompagnarmi nel tour. Mentre mi avvicino alla villa sento una musica di sottofondo lungo i viali perimetrali. L’ingegnere mi spiega: “ sono i sassi parlanti, dei cumuli di pietre naturali posti ai bordi delle aiuole, tra i quali sono ubicati delle casse a forma di sasso che diffondono uniformemente la musica lungo i viali per coprire i rumori del traffico circostante“. La sensazione è gradevole ! Vedo tanta gente comodamente seduta a dialogare e a leggere il giornale e scopro il motivo di tanta tranquillità: sono seduti su delle comode panchine monoposto munite di braccioli, disposte a semicerchio, proprio come in un salotto. Il progettista mi spiega che sono delle panchine “ergonomiche”, come quelle che si trovano lungo “la ramblas” a Barcellona; la disposizione a salotto è un’idea del sindaco, che l’ha voluta per favorire la conversazione e la familiarità fra la gente. Egli, inoltre, ha seguito personalmente e con molto interesse le fasi d’installazione e d’esecuzione dei lavori. L’ingegner Intreccio mi precisa inoltre che il progetto del verde è stato redatto e diretto dal p.a. Francesco Tribuzio, responsabile dell’ufficio Attività Produttive del Comune, che ha saputo proporre e rivalutare, in maniera molto originale, delle belle piante naturali locali come il carrubo, il melograno e l’ulivo secolare che spesso vengono trascurate e poste in secondo ordine. La brillante idea delle fontane “spumeggianti”, che ha conferito centralità e importanza al luogo, è stata di Nico Berlen. L’amico mi spiega poi che la decisione di non recintare la villa è stata molto discussa; infatti, è stata quella la causa che ha fatto rallentare i lavori. “Ho dovuto preparare un progetto preliminare per valutare l’impatto ambientale e i costi della recinzione” aggiunge l’ingegnere. “ Io, in qualità di progettista, ho espresso parere contrario in quanto, oltre a sopportare un costo elevato, avremmo fortemente modificato lo stato dei luoghi e la percezione dello spazio; in pratica, con la recinzione avremmo sensibilmente modificato un posto che nella nostra memoria e in quella dei paesani che stanno all’estero è sempre stato “ libero” ed usufruibile. Per questo ho proposto per la sicurezza del luogo un sistema di videosorveglianza di nuova concezione, con un sistema d’archiviazione delle immagini e la possibilità di controllo remoto anche da parte delle Forze dell’Ordine. Il sistema consentirà, se l’Amministrazione comunale lo vorrà, di aprire una finestra virtuale su Mola; un cittadino che sta a New York, in Australia o in qualsiasi altra parte del mondo, potrà quindi vedere in tempo reale questo squarcio di Mola cliccando su un link del portale di questa città”. 

Interessante è anche l’origine della villa, come precisa l’amico ingegnere: “ La villa di San Domenico è stata progettata negli anni ‘30 dall’ing. Chiaia lungo la dorsale di sviluppo del paese, caratterizzata dal basalto vulcanico, che partiva da Piazza XX Settembre con la fontana monumentale (la vasca) e terminava alla stazione ferroviaria, con la fontana di Piazza della Repubblica. Il giardino fu costruito in economia, in lotti successivi, con le squadre di disoccupati alle dipendenze del Comune, con mezzi di fortuna e con materiali poveri; il progetto ha conservato e recuperato i materiali originali (i cordoni di pietra dei marciapiedi e i cordoli di cemento delle aiuole), ha mantenuto la stessa forma delle aiuole e dei viali, anche se irregolari e contorti, e ha solo rifatto la pavimentazione dei viali interni, sostituendo il bitume con i mattoni in massello prefabbricati. La filosofia dell’intervento è stata quella del recupero e del miglioramento del comfort, evitando il più possibile di introdurre modifiche o stravolgimenti; per questo ero fortemente contrario alla recinzione “. Mentre passeggiamo e discutiamo sono colpito dallo stridente contrasto del luogo con i cassonetti della nettezza urbana, e l’ing. Intreccio, come se avesse intuito il mio pensiero, mi anticipa che il progetto prevede anche l’installazione di un’isola ecologica (la prima per Mola, in via sperimentale) che permetta e renda più accettabile la convivenza con i cassonetti dei rifiuti. Stiamo andando via; il progettista mi suggerisce di tornare la sera per vedere la villa con una dimensione diversa da quella percepita di giorno. Spinto dalla curiosità torno la sera, prima dell’imbrunire, e vedo con piacere che è piena di gente, famiglie, bambini e anziani, il cui vocio non riesce a coprire la musica di sottofondo. Un barista mi dice che “non si vedeva tanta gente dai tempi in cui si festeggiava la Madonna del Rosario”, mentre inizia il crepuscolo si accendono delle luci a pavimento all’ingresso dei viali e delle scale: sembrano delle fiaccole. Subito dopo si accendono le luci delle fontane, che mettono in risalto la vivacità dell’acqua, ancora dopo si accendono le luci alla base degli alberi e incominci a vedere la bellezza di queste piante da un’altra dimensione, come se la sera l’albero cambiasse aspetto, esibendo un volto nuovo. Infine si accendono i lampioni dei viali, offrendo un comfort visivo caldo e piacevole a chi vi passeggia lungo. Devo ammettere che questo posto è diventato molto tranquillo e confortevole; lo preferisco al caos della piazza e come me la pensano tante persone che vengono qui per stare tranquilli; niente d’eccezionale, niente di trascendentale, è una piccola cosa che rende più piacevole questo paese... Leggo sul grande cartello rosso che sta all’ingresso della villa che l’opera è stata finanziata dal piano Urban 2. Bene! È un ottimo inizio. Spero che Urban ci porti altri buoni frutti.

Marino Marangelli.

IDEA DICEMBRE 2004

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