.::SETTEMBRE 2004::.

UNA VITA PER LA PATRIA

Araldo Di Crollalanza

 

Dietro richiesta di alcuni nostri lettori, originari di Mola di Bari, pubblichiamo la storia e la carriera politica di Araldo Di Crollalanza. Araldo di Crollalanza nacque a Bari il 19 maggio 1892, discendente da un'antica famiglia delta Valtellina, le cui origini risalgono alle Crociate in Ter­ra Santa Essendo stato fra i fondatori dei Fasci interventisti d’azione rivoluzionaria, come tale si arruolò volontario allo scoppio della prima guerra mondiale, nel 1915, con le camicie rosse nel 51° Fanteria con i Fratelli Garibaldi. Passato successivamente ad altri reparti, partecipò con la Brigata Etna, alla conquista di Gorizia e, il 24 dicembre 1917, con il 9° Fanteria, fu ferito a Col del Rosso - Sasso. È stato quindi insignito dei distintivi di volontario, di ferito in guerra, delle campagne 1915, '16, '17, '18, della Croce di guerra e del Cavalierato di Vitto­rio Veneto. Cessata la Prima guerra mondiale, fu tra i fondatori e i dirigenti dell'Associa­zione nazionale dei combattenti e dell'Associazione dei volontari di guerra e, quindi, a Piazza San Sepolcro, in Milano, dei Fasci di combattimento. Nei PNF rivestì la carica di segretario regionale per la Puglia e la Lucania e di se­gretario provinciale di Terra di Bari. Iscritto nella Milizia volontaria sicurezza nazionale, raggiunse il grado di console generale. Eletto deputato nel 1924, fino al 25 luglio 1943 ricoprì tale carica nella XXVIIa, XXVIIIa e XXIXa Legislatura e quella di consigliere nazionale alla Ca­mera dei Fasci e delle Corporazioni nella XXXa Legislatura, net Corso della quale fu presidente della Commissione legislativa dei Lavori pubblici e delle comunicazioni. Nel 1926 fu nominato Podestà di Bari. Durante tale periodo e negli anni successivi, con l’istituzione della Fiera del Levante, concepita ed impostata come grande centro mercantile internazionale, con altre iniziative nel Campo economico e con l'esecuzione di numerose opere pubbliche, tra le quali hanno particolare risalto il moderno grande Policlinico, il Lungomare, fiancheggiato dai monumentali edifici pubblici, le importanti opere a difesa della città dalle alluvioni, che periodicamente la investivano, la costruzione di un grande porto e l’istituzione di moderni servizi pubblici che portò Bari all’avanguardia della rinascita del mezzogiorno. Dal 1926 al 1928 fu componente del Consiglio d’amministrazione dell’Università Adriatica di Bari, alla cui fondazione dette un decisivo contributo, dell’Ente Autonomo Acquedotto Pugliese, della fiera del Levante, della quale continuò ad essere uno dei maggiori propulsori, della Camera di Commercio italo-orientale e d’altre varie istituzioni locali. Nel 1928 fu nominato sottosegretario di Stato ai lavori pubblici e successivamente divenne ministro dello stesso dicastero, carica che conservò fino al 1935. Per l’attività svolta nel 1930 nelle zone sconvolte dal terremoto del Volture che colpì circa 50 Comuni della Campania, del Sannio e della Lucania, rimanendo sul posto ininterrottamente per mesi a dirigere l’opera d’assistenza e la ricostruzione delle zone sinistrate si meritò un solenne encomio dalla Società delle Nazioni, il plauso dell’Accademia dei Lincei di Roma, la medaglia d’oro della Croce Rossa Italiana e la cittadinanza onoraria della Città di Melfi. Alla fine del 1930 e nei prime mesi del 1931 provvide alla rapida ricostruzione dei Comuni danneggiati dal terremoto delle Marche. Cessato nel 1935 l’incarico di Ministro dei Lavori Pubblici, si dedicò in qualità di Presidente dell’Opera Nazionale dei Combattenti, carica che mantenne fino al 1943, sviluppando e portando a termine tra l’altro la trasformazione fondiaria e agraria nel tavoliere di Puglia, nel basso Volturno, e la bonifica integrale di una vasta zona della Dalmazia. Contribuì alla trasformazione fondiaria dell’agro Pontino romano con lo sviluppo edilizio ed urbanistico di Littoria, la costruzione di Pontinia, Aprilia e Pomezia, nonché migliaia di poderi in assegnazione in proprietà ai coloni.

IDEA SETTEMBRE 2004

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