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UNA
VITA PER LA PATRIA
Araldo
Di Crollalanza

Dietro richiesta di alcuni nostri lettori,
originari di Mola di Bari, pubblichiamo la storia e la carriera politica
di Araldo Di Crollalanza.
Araldo di Crollalanza nacque a Bari il 19 maggio 1892, discendente da
un'antica famiglia delta Valtellina, le cui origini risalgono alle
Crociate in Terra Santa
Essendo stato fra i fondatori
dei Fasci interventisti d’azione rivoluzionaria, come tale si arruolò
volontario allo scoppio della prima guerra mondiale, nel 1915, con le
camicie rosse nel 51° Fanteria con i Fratelli Garibaldi.
Passato successivamente ad
altri reparti, partecipò con la Brigata Etna, alla conquista di Gorizia
e, il 24 dicembre 1917, con il 9° Fanteria, fu ferito a Col del Rosso -
Sasso.
È stato quindi insignito dei
distintivi di volontario, di ferito in guerra, delle campagne 1915, '16,
'17, '18, della Croce di guerra e del Cavalierato di Vittorio Veneto.
Cessata la Prima guerra
mondiale, fu tra i fondatori e i dirigenti dell'Associazione nazionale
dei combattenti e dell'Associazione dei volontari di guerra e, quindi, a
Piazza San Sepolcro, in Milano, dei Fasci di combattimento. Nei PNF rivestì
la carica di segretario regionale per la Puglia e la Lucania e di segretario
provinciale di Terra di Bari. Iscritto nella Milizia volontaria sicurezza
nazionale, raggiunse il grado di console generale.
Eletto deputato nel 1924, fino
al 25 luglio 1943 ricoprì tale carica nella XXVIIa, XXVIIIa
e XXIXa Legislatura e quella di consigliere nazionale alla Camera
dei Fasci e delle Corporazioni nella XXXa Legislatura, net
Corso della quale fu presidente della Commissione legislativa dei Lavori
pubblici e delle comunicazioni.
Nel 1926 fu nominato Podestà
di Bari. Durante tale periodo e negli anni successivi, con l’istituzione
della Fiera del Levante, concepita ed impostata come grande centro
mercantile internazionale, con altre iniziative nel Campo economico e con
l'esecuzione di numerose opere pubbliche, tra le quali hanno particolare
risalto il moderno grande Policlinico, il Lungomare, fiancheggiato dai
monumentali edifici pubblici, le importanti opere a difesa della città
dalle alluvioni, che periodicamente la investivano, la costruzione di un
grande porto e l’istituzione di moderni servizi pubblici che portò Bari
all’avanguardia della rinascita del mezzogiorno.
Dal 1926 al 1928 fu componente
del Consiglio d’amministrazione dell’Università Adriatica di Bari,
alla cui fondazione dette un decisivo contributo, dell’Ente Autonomo
Acquedotto Pugliese, della fiera del Levante, della quale continuò ad
essere uno dei maggiori propulsori, della Camera di Commercio
italo-orientale e d’altre varie istituzioni locali.
Nel 1928 fu nominato
sottosegretario di Stato ai lavori pubblici e successivamente divenne
ministro dello stesso dicastero, carica che conservò fino al 1935.
Per l’attività svolta nel
1930 nelle zone sconvolte dal terremoto del Volture che colpì circa 50
Comuni della Campania, del Sannio e della Lucania, rimanendo sul posto
ininterrottamente per mesi a dirigere l’opera d’assistenza e la
ricostruzione delle zone sinistrate si meritò un solenne encomio dalla
Società delle Nazioni, il plauso dell’Accademia dei Lincei di Roma, la
medaglia d’oro della Croce Rossa Italiana e la cittadinanza onoraria
della Città di Melfi.
Alla fine del 1930 e nei prime
mesi del 1931 provvide alla rapida ricostruzione dei Comuni danneggiati
dal terremoto delle Marche.
Cessato nel 1935 l’incarico
di Ministro dei Lavori Pubblici, si dedicò in qualità di Presidente
dell’Opera Nazionale dei Combattenti, carica che mantenne fino al 1943,
sviluppando e portando a termine tra l’altro la trasformazione fondiaria
e agraria nel tavoliere di Puglia, nel basso Volturno, e la bonifica
integrale di una vasta zona della Dalmazia.
Contribuì
alla trasformazione fondiaria dell’agro Pontino romano con lo sviluppo
edilizio ed urbanistico di Littoria, la costruzione di Pontinia, Aprilia e
Pomezia, nonché migliaia di poderi in assegnazione in proprietà ai
coloni.

IDEA
SETTEMBRE 2004

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