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LA VOCE ITALIANA
DEL NORD AMERICA
di Tiziano Dossena
Pubblicare
in Lingua nell’America settentrionale è sempre stato, per i pochi
coraggiosi che hanno affrontato il progetto con l’intenzione di
offrire un prodotto continuo, un’impresa complessa e difficile. Quanto
è vero che gli Italiani in questo continente raggiungono alti numeri, i
lettori sono pochi, sparpagliati e non sono molto predisposti ad offrire
dei feedback. Cercare di analizzare le possibili ragioni che creano
questo substrato sociale così ostico alla stampa periodica in italiano
sarebbe un lavoro di ricerca interessante, e speriamo che sia affrontato
in futuro da qualche studioso di sociologia. Da parte nostra sappiamo di
sicuro che l’italiano medio, purtroppo, non legge molto (statistiche
italiane) e molto probabilmente questo difetto se lo sarà portato
appresso anche all’estero. Quello che legge, molto spesso evita il
prodotto di lingua italiana perché l’accusa carente o di stile o di
contenuto. Quest’accusa,
però, è frequentemente infondata ed è più una convinzione
pregiudiziale che non una sapiente critica. Abbiamo esaminato i
periodici italiani presenti nel Nord dell’America e dobbiamo sostenere
tutto il contrario. Non c’è nulla da invidiare da parte loro alla
stampa italiana pubblicata in patria. Certo, a volte il contenuto,
specialmente negli articoli che toccano la politica o
l’amministrazione governativa italiana, è più “annacquato” per
renderlo più digeribile al lettore emigrato che vuole conoscere i fatti
ma non è interessato a tutti i dettagli, non vivendo le problematiche
locali italiane giorno per giorno direttamente. È vero anche che i
nostri periodici parlano delle associazioni e delle loro attività,
rendendosi colpevoli di provincialismo agli occhi degli italiani che non
sono emigrati. I nostri lettori però sono consapevoli dell’importanza
che queste associazioni hanno in seno alla nostra comunità
nordamericana, e di conseguenza anche dell’influenza che hanno su di
essa e sulla società che la ospita. Noi emigranti non abbiamo le
identiche necessità di chi la patria non l’ha mai lasciata, di
conseguenza i nostri periodici rifletteranno sempre questa
caratteristica, e nell’eventualità non lo facciano, la loro fine è
segnata. Molti sono stati le pubblicazioni che sono apparse e scomparse
negli anni. Alcune forse meritavano di sopravvivere, ma il contesto
lascia poco spazio per gli errori e chi ha sbagliato ha pagato con la
cessazione dell’esistenza. In quest’articolo vi presentiamo quattro
interviste. La prima, che è stata quella che ha stimolato ulteriori
indagini da parte nostra, è al Direttore d’America
Oggi, il quotidiano italiano negli USA per eccellenza, il
quale tratta con efficacia alcuni di questi argomenti. Le altre tre sono
ai direttori della rivista mensile Gente
d’Italia, pubblicata in Florida, della rivista bimensile
canadese Puglia Review e della
rivista mensile bilingue Fra Noi,
pubblicata a Chicago. Nel corso di quest’inchiesta, ci furono
segnalate altre testate (Non Solo Pasta,
Dolce Vita, Il
Ponte ItaloAmericano), ma con nostro gran dispiacere abbiamo
dovuto riscontrare la loro “estinzione”. Uso questo termine perché
ritengo che in un certo qual modo i periodici italiani nell’America
settentrionale sono rari e sempre minacciati di "estinzione",
proprio come certe specie d’animali, ed anche perché è possibile che
alcune di queste testate abbiano ripreso a funzionare, forse sotto altra
direzione o in altre città, e che per ragioni non subito discernibili
si è solo persa la loro traccia apparente. Qualora fosse così, sarò
lieto di correggermi al proposito.
IDEA
SETTEMBRE 2001

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