.::SETTEMBRE 2001::.

LA VOCE ITALIANA

DEL NORD AMERICA

di Tiziano Dossena

 

Pubblicare in Lingua nell’America settentrionale è sempre stato, per i pochi coraggiosi che hanno affrontato il progetto con l’intenzione di offrire un prodotto continuo, un’impresa complessa e difficile. Quanto è vero che gli Italiani in questo continente raggiungono alti numeri, i lettori sono pochi, sparpagliati e non sono molto predisposti ad offrire dei feedback. Cercare di analizzare le possibili ragioni che creano questo substrato sociale così ostico alla stampa periodica in italiano sarebbe un lavoro di ricerca interessante, e speriamo che sia affrontato in futuro da qualche studioso di sociologia. Da parte nostra sappiamo di sicuro che l’italiano medio, purtroppo, non legge molto (statistiche italiane) e molto probabilmente questo difetto se lo sarà portato appresso anche all’estero. Quello che legge, molto spesso evita il prodotto di lingua italiana perché l’accusa carente o di stile o di contenuto.  Quest’accusa, però, è frequentemente infondata ed è più una convinzione pregiudiziale che non una sapiente critica. Abbiamo esaminato i periodici italiani presenti nel Nord dell’America e dobbiamo sostenere tutto il contrario. Non c’è nulla da invidiare da parte loro alla stampa italiana pubblicata in patria. Certo, a volte il contenuto, specialmente negli articoli che toccano la politica o l’amministrazione governativa italiana, è più “annacquato” per renderlo più digeribile al lettore emigrato che vuole conoscere i fatti ma non è interessato a tutti i dettagli, non vivendo le problematiche locali italiane giorno per giorno direttamente. È vero anche che i nostri periodici parlano delle associazioni e delle loro attività, rendendosi colpevoli di provincialismo agli occhi degli italiani che non sono emigrati. I nostri lettori però sono consapevoli dell’importanza che queste associazioni hanno in seno alla nostra comunità nordamericana, e di conseguenza anche dell’influenza che hanno su di essa e sulla società che la ospita. Noi emigranti non abbiamo le identiche necessità di chi la patria non l’ha mai lasciata, di conseguenza i nostri periodici rifletteranno sempre questa caratteristica, e nell’eventualità non lo facciano, la loro fine è segnata. Molti sono stati le pubblicazioni che sono apparse e scomparse negli anni. Alcune forse meritavano di sopravvivere, ma il contesto lascia poco spazio per gli errori e chi ha sbagliato ha pagato con la cessazione dell’esistenza. In quest’articolo vi presentiamo quattro interviste. La prima, che è stata quella che ha stimolato ulteriori indagini da parte nostra, è al Direttore d’America Oggi, il quotidiano italiano negli USA per eccellenza, il quale tratta con efficacia alcuni di questi argomenti. Le altre tre sono ai direttori della rivista mensile Gente d’Italia, pubblicata in Florida, della rivista bimensile canadese Puglia Review e della rivista mensile bilingue Fra Noi, pubblicata a Chicago. Nel corso di quest’inchiesta, ci furono segnalate altre testate (Non Solo Pasta, Dolce Vita, Il Ponte ItaloAmericano), ma con nostro gran dispiacere abbiamo dovuto riscontrare la loro “estinzione”. Uso questo termine perché ritengo che in un certo qual modo i periodici italiani nell’America settentrionale sono rari e sempre minacciati di "estinzione", proprio come certe specie d’animali, ed anche perché è possibile che alcune di queste testate abbiano ripreso a funzionare, forse sotto altra direzione o in altre città, e che per ragioni non subito discernibili si è solo persa la loro traccia apparente. Qualora fosse così, sarò lieto di correggermi al proposito.

 

IDEA SETTEMBRE 2001

© Copyright 2007 l'IDEA MAGAZINE - All Rights Reserved.