.::GIUGNO 2007::.

LA FAMIGLIA

van WESTERHOUT

RITORNA A MOLA

di Marino Marangelli

Dopo oltre un secolo Niccolò van Westerhout ritorna nel suo paese natio insieme a tutta la famiglia. I componenti dei comitati, sia quello americano rappresentato dal direttore dell’IDEA Leonardo e Maria Campanile, sia quello costituitosi a Mola, composto da Marino Marangelli, direttore in Italia del periodico italoamericano, Antonio Palumbo, Vincenzo Ranieri, Carmela Surace e Anna Argentino, hanno finalmente vinto una battaglia che è durata da oltre due anni Raccontare le vicissitudini che hanno portato finalmente alla realizzazione del progetto lo lascio ad altri, che come me hanno vissuto questo periodo tra speranze e delusioni. Le difficoltà maggiori si sono avute al momento in cui abbiamo chiesto il patrocinio degli enti Costituzionali preposti: Regione, Provincia e Comune. Inutile in questa sede raccontare tutte le peripezie, quello che è certo sono le difficoltà incontrate a livello burocratico, un susseguirsi di pratiche, documenti smarriti e riconsegnati, ritardi…Alla fine, però, anche grazie all’interessamento del Sindaco e dell’intero Consiglio Comunale, abbiamo avuto la gioia di vedere finalmente il sogno realizzato. La parte più commovente è stato il momento del rito funebre celebrato dal parroco don Mimì Moro nel cimitero cittadino in presenza delle autorità locali e di numerosissimi cittadini presenti. Alla cerimonia erano presenti gli eredi della famiglia van Westerhout, provenienti da Gioia del Colle.

Leonardo Campanile ha voluto con poche ed accorate parole ricordare le difficoltà che i comitati hanno affrontato e la gioia nella realizzazione del progetto. Il Sindaco Nico Berlen ha espresso viva soddisfazione per il ritorno a Mola di un grande musicista che con il suo nome ha onorato il suo paese. Nel suo breve discorso il primo cittadino molese ha evidenziato il progetto della costruzione di una cappella dove verranno inumati tutti i personaggi che hanno dato lustro alla propria terra. Al termine della cerimonia la benedizione, poi l’urna contenente i resti dell’insigne artista è stata portata a braccia dai nipoti e deposta nella cappella della famiglia De Stasi, dove attualmente riposa la persona che più di tutti è stata vicino a Niccolò, quel don Vito De Stasi che per lo sfortunato musicista è stato il mentore, il mecenate e l’angelo consolatore. Presenti alla cerimonia, la famiglia De Stasi-Barbanente e la signora Lucrezia De Stasi vedova Massimeo, a cui va il nostro più sentito ringraziamento per l’appoggio da lei ricevuto nella circostanza.

IDEA GIUGNO 2007

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